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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 160 cod. proc. penale: Efficacia del decreto di irreperibilità

1. Il decreto di irreperibilità emesso dal giudice o dal pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari cessa di avere efficacia con la pronuncia del provvedimento che definisce l’udienza preliminare ovvero, quando questa manchi, con la chiusura delle indagini preliminari.

2. Il decreto di irreperibilità emesso dal giudice per la notificazione degli atti introduttivi dell’udienza preliminare nonché il decreto di irreperibilità emesso dal giudice o dal pubblico ministero per la notificazione del provvedimento che dispone il giudizio cessano di avere efficacia con la pronuncia della sentenza di primo grado.

3. Il decreto di irreperibilità emesso dal giudice di secondo grado e da quello di rinvio cessa di avere efficacia con la pronuncia della sentenza.

4. Ogni decreto di irreperibilità deve essere preceduto da nuove ricerche nei luoghi indicati nell’articolo 159.


Giurisprudenza annotata

Interruzione del corso della prescrizione

In tema di patrocinio a spese dello Stato, l'irreperibilità dell'assistito, ai sensi dell'art. 117 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, pur essendo una situazione sostanziale e di fatto, indipendente dall'emissione del decreto ex artt. 159 e 160 cod. proc. pen., non coincide con la circostanza che lo straniero sia senza fissa dimora in Italia. Ne consegue che il difensore d'ufficio, il quale chieda la liquidazione del compenso per la difesa dell'imputato straniero i cui dati anagrafici siano conosciuti con sicurezza, ha l'onere di provare che questo sia irreperibile anche nello Stato di provenienza e, in caso contrario, che sia impedito il recupero del credito all'estero. Cassa con rinvio, Giud. pace Padova, 04/10/2010

Cassazione civile sez. VI  07 aprile 2014 n. 8111  

 

A norma dell'art. 160 comma 2 c.p.p. il decreto di irreperibilità emesso dal giudice per la notificazione degli atti introduttivi dell'udienza preliminare nonché il decreto di irreperibilità emesso dal giudice o dal pubblico ministero per la notificazione del provvedimento che dispone il giudizio cessano di avere efficacia con la pronuncia della sentenza di primo grado.

Cassazione penale sez. fer.  05 settembre 2013 n. 34  

 

Ai fini della dichiarazione di latitanza non è necessaria la reiterazione delle ricerche dell'imputato in ogni fase o grado del giudizio, posto che, una volta che le stesse siano state effettuate con esito negativo nelle forme di cui all'art. 165 c.p.p., le stesse non devono essere ripetute in assenza di elementi indicativi della cessazione della latitanza, non essendo pertinente in senso contrario la previsione dell'art. 160 c.p.p., relativa alla diversa situazione processuale dell'irreperibilità.

Cassazione penale sez. V  11 aprile 2013 n. 23536  

 

Il decreto di citazione a giudizio conserva efficacia interruttiva della prescrizione anche a seguito della regressione del procedimento per la contestazione di un reato diverso. Rigetta, App. Torino, 14/05/2010

Cassazione penale sez. II  10 marzo 2011 n. 14239  

 

In tema di patrocinio a spese dello Stato, relativo ad imputato od indagato irreperibile, la condizione di irreperibilità del patrocinato, alla quale l'art. 117 d.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 subordina la liquidazione degli onorari e delle spese di difesa a carico dell'Erario, afferisce ad una situazione sostanziale e di fatto (indipendente dalla pronuncia processuale di irreperibilità emessa ai sensi degli art. 159 e 160 c.p.p.) che, rendendo il debitore non rintracciabile al momento in cui la pretesa creditoria diventa azionabile, impedisce di effettuare qualunque procedura per il recupero del credito professionale. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto non sufficiente l'avvenuto svolgimento, da parte del difensore, della normale attività che nel rito civile è propedeutica alla riscossione del credito, consistente nella parcella vistata dal Consiglio dell'Ordine e nell'istanza di ingiunzione e relativa emissione del decreto poi notificato, unitamente al precetto, ai sensi dell'art. 143 c.p.c., dopo ricerche anagrafiche - assumendo la necessità di operare ulteriori ricerche dell'assistito, di nazionalità polacca, anche in relazione ad altri nominativi con i quali era stato identificato, nonché di effettuare ricerche presso l'ambasciata ed il consolato di Polonia).

Cassazione civile sez. II  20 luglio 2010 n. 17021  

 

L'interrogatorio reso dalla persona sottoposta alle indagini davanti al pubblico ministero, quando contiene la specifica contestazione del fatto, costituisce un atto idoneo ad interrompere il corso della prescrizione del reato, anche a prescindere da ulteriori atti di impulso processuale. Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Palermo, 22 Giugno 2009

Cassazione penale sez. I  04 febbraio 2010 n. 10239  

 

Il decreto di irreperibilità emesso nel corso delle indagini preliminari non vale ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio, poiché la chiusura delle indagini (art. 160, comma 1, c.p.p.), che segna il limite di efficacia del decreto di irreperibilità emesso nel corso di esse, coincide non già con la notificazione del decreto di citazione a giudizio, ma con la emissione di quest'ultimo da parte del p.m.; ne consegue che, ai fini della "vocatio in iudicium", che segna l'inizio della fase del giudizio e si realizza con la notificazione del provvedimento, è necessario un nuovo decreto di irreperibilità e che la sua omissione determina la nullità del decreto di citazione a giudizio e, nella specie, la nullità del giudizio e della sentenza di primo grado nonché di quella di secondo grado. Annulla senza rinvio, App. Bologna, 24 aprile 2008

Cassazione penale sez. V  24 marzo 2009 n. 30072  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. degli art. 159, 160, 420 quater, comma 1, e 484 c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3, 10, comma 1, 97, comma 1, e 111, commi 2, 3 e 4, cost., nella parte in cui non prevedono la sospensione obbligatoria del processo penale nei confronti degli imputati cui il decreto di citazione a giudizio sia stato notificato previa emissione di decreto di irreperibilità. Identica questione è già stata dichiarata non fondata con sentenza n. 117 del 2007 e non sono indicati motivi di censura nuovi o diversi rispetto a quelli già valutati (sent. n. 117 del 2007).

Corte Costituzionale  04 aprile 2008 n. 89  

 

In materia di notificazioni, non comporta alcuna nullità l'omessa rinnovazione del decreto di irreperibilità nell'ambito della "fase" di validità prevista dall'art. 160 c.p.p., in quanto il principio di temporaneità dell'efficacia che rende illegittimo il decreto impedisce di ravvisare l'illegittimità in tale ipotesi. Rigetta, App. L'Aquila, 19 Ottobre 2005

Cassazione penale sez. III  22 gennaio 2008 n. 8387  

 

È illegittima la notificazione del decreto di citazione in appello disposta ai sensi dell'art. 157, comma 8 bis, c.p.p., nei confronti dell'imputato dichiarato irreperibile in primo grado, nel caso in cui l'imputato presentatosi a rendere dichiarazioni spontanee nel corso del dibattimento di primo grado, non dichiari un domicilio diverso da quello in relazione al quale sia emesso il decreto di irreperibilità, in quanto la mera presentazione in udienza, in difetto di conoscenza del reale domicilio dell'imputato, non è idonea a farne cessare lo stato di irreperibilità. Ne deriva che, in tal caso, il giudice di appello deve disporre nuove ricerche procedendo ai sensi dell'art. 160 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  25 settembre 2007 n. 39047  

 

È infondata la q.l.c. degli art. 159, 160, 420 quater, comma 1, e 484 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 3, 10, comma 1, 97, comma 1, e 111, commi 2, 3 e 4, cost., nella parte in cui non prevedono la sospensione obbligatoria del processo nei confronti degli imputati ai quali il decreto di citazione a giudizio sia stato notificato previa emissione del decreto di irreperibilità (la Corte nel disattendere la fondatezza delle censure in riferimento ai vari parametri evocati, ha fra l'altro sottolineato che la giurisprudenza della Cedu non accorda, in tema di processo svoltosi in absentia, garanzie maggiori di quelle previste dall'art. 111 cost. e, anche di recente, non ha negato in linea di principio il rilievo che possono assumere idonee misure ripristinatorie).

Corte Costituzionale  05 aprile 2007 n. 117  

 

Non è fondata la q.l.c. degli art. 159, 160, 420 quater comma 1 e 484 c.p.p., censurati, in riferimento agli art. 3, 10 comma 1, 97 comma 1 e 111 commi 2, 3 e 4 cost., nella parte in cui non prevedono la sospensione obbligatoria del processo nei confronti degli imputati ai quali il decreto di citazione a giudizio sia stato notificato previa emissione del decreto di irreperibilità. Il comma 4 dell’art. 111 cost. non comporta che il profilo oggettivo del contraddittorio non sia correlato con quello soggettivo e non costituisca, comunque, un aspetto del diritto di difesa, posto che il successivo comma 5, nell’ammettere la deroga al principio, fa riferimento al consenso dell’imputato, e ciò che conta è sempre la tutela del diritto di difesa, al quale la convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali non accorda, in tema di processo in absentia, garanzie maggiori di quelle previste dall’art. 111 cost.; né sussiste la dedotta violazione dell’art. 97 comma 1 cost., poiché detto parametro non riguarda la disciplina dell’attività giurisdizionale, né quella dell’art. 3 cost., sotto il profilo della disparità di trattamento dell’irreperibile rispetto all’incapace, poiché la situazione di quest’ultimo non può fungere da "tertium comparationis".

Corte Costituzionale  05 aprile 2007 n. 117  



 
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