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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 165 cod. proc. penale: Notificazioni all’imputato latitante o evaso

1. Le notificazioni all’imputato latitante o evaso sono eseguite mediante consegna di copia al difensore.

2. Se l’imputato e’ privo di difensore, l’autorità giudiziaria designa un difensore di ufficio.

3. L’imputato latitante o evaso e’ rappresentato a ogni effetto dal difensore.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni all'imputato latitante

L'eventuale erronea dichiarazione di latitanza per irritualità delle ricerche non determina una omessa citazione dell'imputato, bensì una nullità a regime intermedio da dedurre prima della pronuncia della sentenza di primo grado, qualora la notificazione del decreto di citazione all'imputato venga eseguita mediante consegna dell'atto al difensore di fiducia, al quale era stato dato mandato anche per la scelta del rito e questi, comparendo in udienza, abbia richiesto il rito abbreviato, senza formulare eccezioni sulla validità della "vocatio in ius", in tal modo facendo risultare una situazione idonea a determinare la conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'imputato. (Nella specie, l'incompletezza delle ricerche era stata dedotta solo nel corso del giudizio d'appello). (Dichiara inammissibile, App. Trento, 13/01/2014 )

Cassazione penale sez. VI  10 dicembre 2014 n. 53599  

 

La notifica nei confronti dell'imputato latitante o evaso, successivamente arrestato all'estero, deve essere effettuata, ai sensi dell'art. 165 c.p.p., mediante la consegna dell'atto al difensore, non potendo trovare applicazione la speciale procedura prevista dall'art. 169 c.p.p. riguardante l'imputato dimorante o residente all'estero. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 18/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  25 giugno 2014 n. 44065  

 

Sono manifestamente infondate, in riferimento agli art. 3, 24, 102, 111 e 117, comma 1, cost., le q.l.c. dell'art. 2 l. 29 dicembre 2011, n. 218, il quale dispone che, nei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della suddetta legge, l'art. 165, comma 1, c.p.c. si interpreta nel senso che la riduzione del termine di costituzione dell'attore ivi prevista si applica, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, solo se l'opponente abbia assegnato all'opposto un termine di comparizione inferiore a quello di cui al precedente art. 163 bis, comma 1. L'opzione ermeneutica prescelta dal legislatore non ha introdotto nella disposizione interpretata elementi ad essa estranei, ma le ha assegnato un significato riconoscibile come una delle possibili letture del testo originario, rendendo vincolante un dettato comunque ascrivibile al suo tenore letterale. Non è altresì ravvisabile alcuna violazione del diritto alla tutela giurisdizionale, né sussiste l'asserita invasione della sfera giurisdizionale riservata alla magistratura ordinaria, in considerazione della ritenuta legittimità dell'intervento legislativo, atteso che, nella fattispecie, la norma censurata si è limitata ad enucleare una delle possibili opzioni ermeneutiche dell'originario testo normativo, peraltro già fatta propria da un orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, superando una situazione di oggettiva incertezza e contribuendo così a realizzare principi d'indubbio interesse generale e di rilievo costituzionale, quali sono la certezza del diritto e l'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge (sentt. n. 376 del 2004, 393 del 2006, 234 del 2007, 24 del 2009, 209 del 2010, 236, 257, 271 del 2011, 15 del 2012; ord. n. 428 del 2006).

Corte Costituzionale  10 aprile 2014 n. 92  

 

La cessazione dello stato di latitanza, a seguito di arresto all'estero, avvenuto in relazione ad altro procedimento penale, non implica la illegittimità delle successive notifiche eseguite nella forma prevista per l'imputato latitante dall'art. 165 c.p.p., qualora essa non sia portata a conoscenza del giudice procedente.

Cassazione penale sez. un.  27 marzo 2014 n. 18822  

 

Le notificazioni effettuate a norma dell'art. 161 c.p.p., comma 4, e art. 165 c.p.p., a mani di un difensore nominato d'ufficio all'imputato processato in contumacia, in quanto irreperibile o latitante non sono, di per sé, idonee a dimostrare l'effettiva conoscenza del procedimento o del provvedimento in capo all'imputato, salvo che la conoscenza non emerga aliunde ovvero non si dimostri che il difensore d'ufficio è riuscito a mettersi in contatto con l'assistito e ad instaurare con lo stesso un effettivo rapporto professionale con lui; non può quindi farsi discendere dalla mera notifica dell'estratto contumaciale della sentenza a mani del difensore d'ufficio l'effettiva conoscenza da parte dell'imputato contumace, qualora la stessa non sia desumibile aliunde. Pertanto, ai fini della decisione sull'istanza di restituzione nei termini per l'impugnazione di una sentenza contumaciale, la notifica eseguita al difensore d'ufficio domiciliatario non è presuntivamente equiparabile a quella effettuata all'imputato personalmente.

Cassazione penale sez. IV  18 luglio 2013 n. 991  

 

Ai fini della dichiarazione di latitanza non è necessaria la reiterazione delle ricerche dell'imputato in ogni fase o grado del giudizio, posto che, una volta che le stesse siano state effettuate con esito negativo nelle forme di cui all'art. 165 c.p.p., le stesse non devono essere ripetute in assenza di elementi indicativi della cessazione della latitanza, non essendo pertinente in senso contrario la previsione dell'art. 160 c.p.p., relativa alla diversa situazione processuale dell'irreperibilità.

Cassazione penale sez. V  11 aprile 2013 n. 23536  

 

Il termine per la proposizione della richiesta di riesame decorre, per l'imputato che, in esecuzione dell'ordinanza cautelare sia stato arrestato in territorio estero e quindi estradato in Italia, dal giorno in cui, a seguito dell'avvenuta estradizione, la detta ordinanza gli sia stata notificata, nulla rilevando in contrario che, in precedenza, essendo egli stato dichiarato latitante, sia stato già provveduto alla notifica a mani del difensore, come previsto dall'art. 165 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  20 novembre 2012 n. 8803  



 
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