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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 166 cod. proc. penale: Notificazioni all’imputato interdetto o infermo di mente

1. Se l’imputato e’ interdetto, le notificazioni si eseguono a norma degli articoli precedenti e presso il tutore; se l’imputato si trova nelle condizioni previste dall’articolo 71 comma 1, le notificazioni si eseguono a norma degli articoli precedenti e presso il curatore speciale.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni all'imputato interdetto o infermo di mente

Le notifiche all'imputato che non sia interdetto ovvero di cui non sia stata ancora dichiarata l'incapacità processuale ai sensi dell'art. 71, comma 1, c.p.p. o del quale la stessa incapacità sia stata dichiarata in altro procedimento non devono essere necessariamente eseguite nelle forme di cui all'art. 166 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  10 novembre 2010 n. 674  

 

Il disposto di cui all'art. 166 c.p.p. secondo cui, qualora l'imputato si trovi nelle condizioni di infermità di mente previste dall'art. 71 c.p.p. le notifiche debbono essere effettuate anche presso il curatore speciale, non può trovare applicazione nel caso in cui la sussistenza di dette condizioni sia stata accertata nell'ambito di altro procedimento penale pendente davanti a diverso giudice.

Cassazione penale sez. VI  10 novembre 2010 n. 674  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 166 c.p.p., sollevata, in riferimento agli art. 3 e 111, commi 1 e 3, cost., nella parte in cui non prevede che le notifiche ai soggetti sottoposti ad amministrazione di sostegno vengano effettuate all'amministratore nominato (la Corte ha disatteso la fondatezza delle censure rilevando che in ipotesi di incapacità dell'imputato a partecipare coscientemente al processo, le notificazioni sono effettuate anche al curatore nominato in base all'art. 71 c.p.p.).

Corte Costituzionale  24 aprile 2009 n. 116  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 166 c.p.p., censurato, in riferimento agli art. 3 e 111, commi 1 e 3, cost., nella parte in cui non prevede che le notifiche ai soggetti sottoposti ad amministrazione di sostegno vengano effettuate all'amministratore nominato, contrariamente a quanto sarebbe disposto per il tutore dell'interdetto e per il curatore dell'inabilitato. La questione risulta sollevata sulla base di un presupposto interpretativo errato, giacché, se è vero che l'art. 166 c.p.p. dispone, per l'imputato interdetto, la notificazione degli atti processuali anche al tutore dello stesso, esso, però, non prende affatto in considerazione l'ipotesi dell'inabilitazione, prevedendo unicamente che, nel caso in cui il processo sia sospeso dal giudice perché lo stato mentale dell'imputato è tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento ai sensi dell'art. 71, comma 1, c.p.p., le notificazioni debbano essere effettuate anche al curatore nominato sulla base del predetto articolo, e tale notificazione integrativa, non considerata dal rimettente, è riferibile tanto agli imputati inabilitati, quanto a quelli sottoposti ad amministrazione di sostegno, purché il loro stato mentale sia tale da comprometterne effettivamente la loro piena e consapevole partecipazione al processo (ordd. n. 100 del 2003, 130 del 2006, 114 del 2007).

Corte Costituzionale  24 aprile 2009 n. 116  

 

La disposizione dell'art. 4 comma 3 d.lg. n. 286 del 1998, come modificata dalla l. n. 189 del 2002, prevede non una pena accessoria o una misura di prevenzione, a cui possa applicarsi l'art. 166 c.p.p., ma una preclusione al rilascio o al rinnovo collegata alla condanna e indipendente da ogni indagine sulla pericolosità sociale nel caso concreto ed è quindi applicabile anche in caso di sospensione condizionale della pena.

T.A.R. Firenze (Toscana) sez. I  18 gennaio 2007 n. 24  

 

Ai sensi dell'art. 166 c.p.p., l'omissione della notifica al tutore provvisorio già nominato dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari vizia, in modo assoluto ed insanabile, tutti gli atti procedimentali successivi e la stessa costituzione del rapporto processuale, dovendosi pertanto trasmettere gli atti al p.m. per l'esecuzione dell'incombente omesso e di quanto ulteriormente di competenza.

Tribunale Milano  29 gennaio 2004

 

L'art. 4, l. 7 febbraio 1990 n. 19, che ha sostituito l'art. 166 c.p.p., nell'affermare che la condanna a pena condizionalmente sospesa non può costituire, di per sè sola, motivo di impedimento al rilascio di concessioni, licenze o autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell'attività lavorativa, non impedisce che, ai fini di quei procedimenti, l'amministrazione possa svolgere una valutazione autonoma dei fatti.

T.A.R. Milano (Lombardia) sez. III  31 luglio 2002 n. 3273  

 

In virtù del disposto di cui all'art. 166 c.p.p. - per il quale le notificazioni all'imputato interdetto devono eseguirsi sia presso il tutore che direttamente nei confronti dell'interessato - l'omissione, anche di uno solo, dei due adempimenti previsti dà luogo alla nullità di ordine assoluto ed insanabile ex art. 178 lett. c) e 179 c.p.p., nè, al riguardo, rileva l'apprezzamento discrezionale circa l'attualità o l'evidenza dello "status" di interdetto del soggetto in quanto la revoca dell'interdizione - cessata la causa che l'ha determinata - è subordinata all'esito dell'apposita procedura disciplinata dagli art. 429 s. c.c. e produce i suoi effetti solo con il passaggio in giudicato della relativa sentenza.

Cassazione penale sez. I  24 aprile 2001 n. 25909  

 

In virtù del disposto di cui all'art. 166 c.p.p. - per il quale le notificazioni all'imputato interdetto devono eseguirsi sia presso il tutore che direttamente nei confronti dell'interessato - l'omissione, anche di uno solo, dei due adempimenti previsti dà luogo alla nullità di ordine assoluto ed insanabile ex art. 178, lett. c), e 179 c.p.p., nè, al riguardo, rileva l'apprezzamento discrezionale circa l'attualità o l'evidenza dello "status" di interdetto del soggetto in quanto la revoca dell'interdizione - cessata la causa che l'ha determinata - è subordinata all'esito dell'apposita procedura disciplinata dall'art. 429 c.c., e produce i suoi effetti solo con il passaggio in giudicato della relativa sentenza.

Cassazione penale sez. I  24 aprile 2001 n. 25909  

 

È manifestamente infondata la questione di costituzionalità, in relazione agli art. 3 e 35 cost., del combinato disposto degli art. 166 c.p.p. e 2, comma 5, l. 25 agosto 1991 n. 287 nella parte in cui prevedono che per gli esercenti un pubblico esercizio commerciale la sospensione condizionale della pena non vale ad escludere il diniego di concessione, licenza o autorizzazione necessarie per lo svolgimento di attività lavorative.

Corte Costituzionale  16 marzo 2001 n. 72  

 

Atteso il disposto di cui all'art. 166 c.p.p., secondo il quale, nel caso di imputato interdetto, le notificazioni vanno effettuate, oltre che a lui nelle forme previste dagli articoli precedenti, anche presso il tutore, l'omissione anche di uno solo di tali adempimenti (nella specie, il secondo) dà luogo, quando l'atto da notificare sia un decreto di citazione o un altro atto ad esso equiparabile (come, nel caso in questione, il decreto di fissazione dell'udienza camerale davanti al giudice di sorveglianza), ad una nullità di ordine assoluto, rilevabile anche d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

Cassazione penale sez. I  25 febbraio 2000 n. 1380  



 
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