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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 167 cod. proc. penale: Notificazioni ad altri soggetti

1. Le notificazioni a soggetti diversi da quelli indicati negli articoli precedenti si eseguono a norma dell’articolo 157 commi 1, 2, 3, 4 e 8, salvi i casi di urgenza previsti dall’articolo 149.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni ad altri soggetti.

La notifica valida non è quella necessariamente disposta presso il domicilio/studio professionale eletto reperito presso elenchi pubblici. In caso di insuccesso, per colpevole omessa comunicazione da parte del difensore del nuovo domicilio, occorrono ricerche specifiche che consentano di rintracciarepersonalmenteil difensore destinatario - o il suo sostituto - ex artt. 157 e 167 c.p.p., diversamente la notifica è nulla; non è sufficiente, ingatti, la semplice ricerca cartolare presso l'Ordine professionale di appartenenza.

Cassazione penale sez. V  17 luglio 2013 n. 44247  

 

A norma dell'art. 157, comma 3, c.p.p., espressamente richiamato dall'art. 167 c.p.p., quando la notificazione a soggetti diversi da quelli indicati negli artt. 153 e segg. del codice di rito - e quindi anche ai difensori - avviene mediante consegna di copia dell'atto al portiere o a chi ne fa le veci, alla stessa deve seguire la comunicazione dell'eseguito adempimento, da dare al destinatario mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata. Tale principio vige anche per quel che riguarda la notificazione a mezzo posta, atteso che l'art. 7 della legge 890/82, come modificato dalla legge 31/08, prevede che, nel caso in cui il plico non venga consegnato personalmente al destinatario, l'agente postale deve dare notizia al predetto dell'avvenuta notificazione, mediante lettera raccomandata.

Cassazione penale sez. V  22 settembre 2011 n. 5442  

 

Poiché anche le sentenze di condanna con il beneficio della non menzione nel certificato del Casellario giudiziale potrebbero incidere sulla moralità professionale e costituire ostacolo all'ammissione ad un procedimento di evidenza pubblica, i concorrenti ad una gara di pubblico appalto devono attestare con apposita autodichiarazione, oltre alla mancanza delle sentenze di condanna definitiva che vengono indicate nel certificato del Casellario giudiziale a richiesta dei privati anche l'assenza di sentenze definitive di condanna con il beneficio della non menzione, l'assenza di sentenze patteggiate (per le quali non è stata ottenuta l'amnistia, la riabilitazione o l'estinzione e artt. 167 o 445 c.p.p. per decorso del tempo senza aver commesso un altro reato) e l'assenza di reati puniti con la sola pena pecuniaria, atteso che deve essere consentita all'Amministrazione appaltante la possibilità di effettuare una valutazione anche della rilevanza di tali condanne sull'affidabilità morale e professionale di ogni partecipante; pertanto, l'attestazione del rappresentante legale della società partecipante che nei suoi confronti non è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato oppure di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 c.p.p. per reati che incidono sulla moralità professionale, va equiparata alla stregua di una falsa dichiarazione, che ai sensi dell'art. 17 comma 1, lett. m), d.P.R 25 gennaio 2000 n. 34 va sanzionata con l'esclusione dalla gara

T.A.R. Potenza (Basilicata) sez. I  27 giugno 2008 n. 344  

 

L'art. 157, comma 8 bis, c.p.p. prevede che le notificazioni all'imputato non detenuto, successive alla prima, in caso di nomina di difensore di fiducia, siano eseguite mediante consegna al difensore di fiducia e prevalgano su ogni altro tipo di notificazione, a meno che il difensore non abbia dichiarato immediatamente all'autorità che procede di non accettare la notificazione per conto del suo assistito. Peraltro, la norma non prevede affatto che la notifica debba essere effettuata mediante consegna personale dell'atto al difensore di fiducia; anzi, una simile interpretazione risulta contrastata dal riferimento, contenuto nel citato comma 8 bis dell'art. 157, alla possibilità di effettuare la notifica ai sensi dell'art. 148, comma 2 bis, c.p.p., e quindi con mezzi tecnici che prescindono dalla presenza fisica del difensore. Quindi, anche nel caso della notificazione effettuata ai sensi della richiamata disposizione, deve ritenersi operante la regola generale dettata dall'art. 157, comma 1, c.p.p. (applicabile, in virtù del rinvio contenuto nell'art. 167 c.p.p., anche alle notificazioni a soggetti diversi dall'imputato, e quindi anche al difensore), secondo cui, in caso di assenza del destinatario, la notifica è eseguita mediante consegna a "persona che conviva.anche temporaneamente" con quest'ultimo. Ed è indubbio che tra il difensore e un soggetto addetto al suo studio (come nel caso della segretaria) sia configurabile un rapporto assimilabile a quello di temporanea convivenza, che legittima la consegna dell'atto.

Cassazione penale sez. VI  29 ottobre 2007 n. 46065

 

Nel caso di “giudici applicati”, pur in violazione a quanto stabilito dall’art. 110 ord. giud., non può ritenersi ipotizzabile l’integrazione della nullità di cui all’art. 167 c.p.p., non essendo ravvisabile vizio di capacità del giudice, ma semplici irregolarità.

Cassazione penale sez. I  05 aprile 2006 n. 16214  

 

La disposizione di cui all'art. 157, comma 3, c.p.p., per la quale in caso di notificazione a mani del portiere o del suo sostituto l'ufficiale giudiziario deve dare notizia dell'avvenuta notificazione al destinatario dell'atto, a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, si applica, in virtù del rinvio contenuto nell'art. 167 c.p.p., anche alle notificazioni a soggetti diversi dell'imputato, e quindi al difensore.

Cassazione penale sez. un.  27 settembre 2005 n. 36634  

 

In caso di notifica di atti al difensore dell'imputato eseguita con consegna di copia al portiere o a chi ne fa le veci, l'ufficiale giudiziario ha l'obbligo di dare notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo lettera raccomandata con avviso di ricevimento, atteso che la prescrizione di cui all'art. 157 comma 3 c.p.p. si applica anche per le notifiche da eseguire a soggetti diversi dall'imputato (art. 167 c.p.p.).

Cassazione penale sez. un.  27 settembre 2005 n. 36634  

 

A norma dell'art. 157 comma 3 c.p.p., richiamato dall'art. 167, quando la notificazione a soggetti diversi da quelli indicati nell'art. 153 del codice di rito - e, quindi, anche ai difensori - avviene mediante consegna di copia al portiere o a chi ne fa le veci, alla stessa deve seguire la comunicazione dell'eseguito adempimento, da dare al destinatario mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.

Cassazione penale sez. III  25 gennaio 2005 n. 8315  

 

In tema di modalità di notificazione al difensore, valgono le regole stabilite dall'art. 167 c.p.p., che disciplina la notifica degli atti processuali agli "altri soggetti". È valida pertanto la notificazione al difensore mediante consegna ad un collega di studio, senza che assuma rilievo, da un lato, la differenza tra notificazione al difensore in quanto tale, ovvero quale domiciliatario dell'imputato, dall'altro, la omessa attestazione, da parte dell'organo notificante, di non aver potuto consegnare l'atto al destinatario; tale evenienza, infatti, deve ritenersi accertata proprio in base alla circostanza che l'ufficiale procedente abbia consegnato copia dell'atto al collega di studio del suddetto.

Cassazione penale sez. V  24 giugno 1999 n. 10460  

 

A norma dell'art. 157 comma 3 c.p.p., espressamente richiamato dall'art. 167, quando la notificazione a soggetti diversi da quelli indicati negli art. 153 s. del codice di rito - e quindi anche ai difensori - avviene mediante consegna di copia dell'atto al portiere o a chi ne fa le veci, alla stessa deve seguire la comunicazione dell'eseguito adempimento, da dare al destinatario mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, e gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.

Cassazione penale sez. I  30 marzo 1999 n. 2614  

 

Anche in tema di notificazioni a soggetti diversi dall'imputato, per le quali l'art. 167 del codice di rito prescrive l'osservanza delle disposizioni dell'art. 157 stesso codice, vale il principio di carattere generale secondo cui la notifica di atti e avvisi eseguita a mani proprie dell'interessato è valida dovunque essa avvenga, pure in presenza di un'elezione di domicilio, perché è la forma più sicura per portare l'atto a conoscenza del destinatario.

Cassazione penale sez. V  18 marzo 1997 n. 1370  

 

È legittimamente ritenuto irreperibile un teste (con i conseguenti riflessi sul regime delle letture e dell'utilizzabilità in dibattimento delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini preliminari) quando, all'atto della notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza, un parente riferisce della sua assenza e dell'impossibilità di reperire la persona interessata. La dichiarazione di irreperibilità del teste riflette infatti unicamente l'impossibilità di una regolare notifica ai sensi dell'art. 167 c.p.p. e non l'esito negativo delle ricerche previste per l'imputato dagli art. 159 e 160 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  18 dicembre 1996 n. 1203  



 
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