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Codice proc. penale agg.  al  17 Apr 2015
 
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Art. 169 cod. proc. penale: Notificazioni all’imputato all’estero

1. Se risulta dagli atti notizia precisa del luogo di residenza o di dimora all’estero della persona nei cui confronti si deve procedere, il giudice o il pubblico ministero le invia raccomandata con avviso di ricevimento, contenente l’indicazione della autorità che procede, il titolo del reato e la data e il luogo in cui e’ stato commesso nonché l’invito a dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato. Se nel termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata non viene effettuata la dichiarazione o l’elezione di domicilio ovvero se la stessa e’ insufficiente o risulta inidonea, le notificazioni sono eseguite mediante consegna al difensore.

2. Nello stesso modo si provvede se la persona risulta essersi trasferita all’estero successivamente al decreto di irreperibilità ((emesso a norma dell’articolo 159)).

3. L’invito previsto dal comma 1 e’ redatto nella lingua dell’imputato straniero quando dagli atti non risulta che egli conosca la lingua italiana.

4. Quando dagli atti risulta che la persona nei cui confronti si deve procedere risiede o dimora all’estero, ma non si hanno notizie sufficienti per provvedere a norma del comma 1, il giudice o il pubblico ministero, prima di pronunciare decreto di irreperibilità, dispone le ricerche anche fuori del territorio dello Stato nei limiti consentiti dalle convenzioni internazionali.

5. Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso in cui dagli atti risulti che la persona e’ detenuta all’estero.


Giurisprudenza annotata

Notificazioni all'imputato all'estero

La notifica nei confronti dell'imputato latitante o evaso, successivamente arrestato all'estero, deve essere effettuata, ai sensi dell'art. 165 c.p.p., mediante la consegna dell'atto al difensore, non potendo trovare applicazione la speciale procedura prevista dall'art. 169 c.p.p. riguardante l'imputato dimorante o residente all'estero. (Dichiara inammissibile, App. Bologna, 18/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  25 giugno 2014 n. 44065  

 

Le ricerche effettuate dalla polizia giudiziaria, ai sensi dell'art. 295 c.p.p., costituenti presupposto per la dichiarazione della latitanza, non devono necessariamente comprendere quelle nei luoghi specificati dal codice di rito ai fini della dichiarazione di irreperibilità e, di conseguenza, anche le ricerche all'estero quando ricorrano le condizioni previste dal comma 4 dell'art. 169 c.p.p.

Cassazione penale sez. un.  27 marzo 2014 n. 18822  

 

Ai fini della dichiarazione di latitanza, la completezza delle ricerche deve essere valutata non con riferimento a parametri prefissati, ma avendo riguardo alle concrete evenienze di fatto, e, in particolare, alla connotazione dell'attività criminosa ed alla condizione personale del soggetto, con la conseguenza che non è in ogni caso necessario estendere gli accertamenti all'estero nei luoghi indicati dall'art. 169 comma 4 c.p.p. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la necessità di accertamenti fuori del territorio italiano in mancanza di qualsiasi indicazione agli atti sul luogo in cui l'imputato si sarebbe potuto recare). Rigetta, App. Milano, 19/03/2013

Cassazione penale sez. VI  13 novembre 2013 n. 47528  

 

In tema di notificazioni all'imputato residente o dimorante all'estero, qualora l'imputato non abbia ricevuto o, comunque, manchi la prova della ricezione della raccomandata di cui all'art. 169 c.p.p., l'Autorità giudiziaria procedente deve disporre nuove ricerche nei luoghi indicati nell'art. 159 c.p.p., al fine della declaratoria di irreperibilità dell'imputato, posto che si tratta di situazione assimilabile a quella in cui risulti o appaia probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto (art. 157, comma 5 c.p.p.); ne deriva che, in tal caso, è illegittima la consegna degli atti al difensore, secondo il disposto di cui all'art. 169, comma 1, ultima parte, in quanto tale procedura presuppone che l'elezione di domicilio sia insufficiente o non sia stata effettuata e, quindi, presuppone, pur sempre, l'avvenuta ricezione della suddetta raccomandata.

Tribunale Bologna  26 marzo 2013

 

L'emissione del decreto di latitanza non deve essere necessariamente preceduto dallo svolgimento all'estero di ricerche tese a rintracciare il soggetto nei cui confronti è stato adottato il provvedimento cautelare e della cui dimora o residenza in un paese straniero si abbia avuto generica notizia, non sussistendo i presupposti per l'applicazione in via analogica delle regole dettate per le ricerche dell'irreperibile dall'art. 169, comma 4, c.p.p.

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2012 n. 46340  

 

La previsione di cui all'art. 169 c.p.p., che disciplina le modalità per le notificazioni all'imputato all'estero, trova applicazione soltanto quando al soggetto che risulti avere residenza o dimora all'estero debba essergli data notizia di un procedimento penale, con contestuale invito ad eleggere domicilio nel territorio dello Stato per le relative notificazioni di atti. Detta disposizione, tuttavia, non si applica nella diversa ipotesi in cui si sia già svolto il giudizio di primo grado e l'imputato abbia ricevuto tutte le previste notificazioni nel domicilio dichiarato o determinato ai sensi dell'art. 161 c.p.p.; in tal caso ove la notificazione presso il predetto domicilio sia divenuta impossibile a seguito del trasferimento all'estero, essa deve essere effettuata ai sensi dell'art. 161, comma 4, c.p.p., mediante consegna al difensore

Cassazione penale sez. II  10 aprile 2012 n. 14248  

 

In tema di notificazioni all'imputato residente o dimorante all'estero, qualora l'imputato non abbia ricevuto o, comunque, manchi la prova della ricezione della raccomandata di cui all'art. 169 c.p.p., l'autorità giudiziaria procedente deve disporre nuove ricerche nei luoghi indicati dall'art. 159 c.p.p., al fine della declaratoria di irreperibilità dell'imputato, posto che si tratta di situazione assimilabile a quella in cui risulti o appaia probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto (art. 157, comma 5, c.p.p.); ne deriva che, in tal caso, è illegittima la consegna degli atti al difensore, secondo il disposto di cui all'art. 169, comma 1, ultima parte, in quanto tale procedura presuppone che l'elezione di domicilio sia insufficiente o non sia stata effettuata e, quindi, presuppone, pur sempre, l'avvenuta ricezione della suddetta raccomandata.

Cassazione penale sez. V  11 luglio 2011 n. 34504  

 

La notifica dell'avviso dell'udienza per la trattazione del riesame di misura coercitiva personale nei confronti di imputato detenuto all'estero è ritualmente eseguita mediante consegna al difensore, senza necessità di osservare la procedura prevista dall'art. 169 c.p.p., attesa l'esigenza di un tempestivo controllo sulla legittimità del provvedimento coercitivo.

Cassazione penale sez. IV  10 giugno 2011 n. 39765  

 

La conoscenza del procedimento penale all'indagato-imputato che si trovi all'estero, ai fini delle future notificazioni degli atti giudiziari, può essere realizzata anche attraverso modalità diverse, ma equipollenti, a quelle indicate nell'art. 169, comma 1, c.p.p., purché tali modalità di comunicazione, alternative all'invio della raccomandata con avvio di ricevimento, raggiungano il loro effetto, nel senso che si abbia la prova dell'avvenuta ed effettiva conoscenza al destinatario dei dati rilevanti (autorità che procede, il titolo del reato e il luogo in cui è stato commesso) indicati dalla norma. (Nella specie, la Corte ha desunto l'effettiva conoscenza dei dati indicati nell'art. 169, comma 1, c.p.p., dal fatto che gli indagati avevano proceduto a nominare il difensore di fiducia, ove si faceva menzione della conoscenza effettiva di tali dati).

Cassazione penale sez. IV  01 marzo 2011 n. 15002  

 

In tema di notificazioni all'imputato all'estero, alla raccomandata inviata all'estero ai sensi dell'art. 169, comma 1, c.p.p. non trova applicazione, in mancanza di uno specifico richiamo della norma codicistica dell'art. 170 c.p.p., la disciplina prevista dall'art. 7 l. n. 890 del 1982, con riferimento alla necessità che, quando la consegna sia effettuata a persona diversa dal destinatario, la firma deve essere seguita, sia sull'avviso di ricevimento che sul registro di consegna, dalla specificazione della qualità rivestita dal consegnatario.

Cassazione penale sez. IV  01 marzo 2011 n. 15002  

 

Ai fini del decreto di irreperibilità, non sussiste obbligo di disporre apposite ricerche all'estero dell'imputato ivi residente, del quale si ignori l'esatto recapito. Infatti, nel caso di trasferimento all'estero dell'imputato, si palesa irrazionale un'interpretazione dell'art. 169, comma 4, c.p.p. nel senso che in tal caso dovrebbero essere eseguite ricerche più estese di quelle previste dall'art. 159, comma 1, c.p.p. e, cioè, da effettuarsi su tutto il territorio dello Stato estero, per di più da parte di organismi che non dipendono dall'autorità giudiziaria italiana, di tale che la norma deve essere, invece, interpretata nel senso che dagli atti deve risultare la località dello Stato estero in cui si è trasferito o comunque dimora l'imputato perché sorga l'obbligo di disporre utilmente le ricerche tramite canali diplomatici in detta località.

Cassazione penale sez. III  21 dicembre 2010 n. 3851  

 



 
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