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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 176 cod. proc. penale: Effetti della restituzione nel termine

1. Il giudice che ha disposto la restituzione provvede, a richiesta di parte e in quanto sia possibile, alla rinnovazione degli atti ai quali la parte aveva diritto di assistere.

2. Se la restituzione nel termine è concessa dalla corte di cassazione, al compimento degli atti di cui è disposta la rinnovazione provvede il giudice competente per il merito.


Giurisprudenza annotata

Effetti della restituzione in termini

Il provvedimento che concede la restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale di primo grado non invalida le prove già assunte, ma determina il diritto dell'imputato di ottenere l'assunzione di prove nuove o la riassunzione di prove già acquisite, purché, per ciascuna prova richiesta, sia indicato il tema di indagine che si intende approfondire, di modo che il giudice possa valutare la pertinenza e la rilevanza dei mezzi istruttori di cui si domanda l'ammissione. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva rigettato la richiesta dell'imputato di rinnovazione "in toto" del dibattimento, formulata rappresentando genericamente l'esigenza che le prove venissero riassunte "in sua presenza"). (Dichiara inammissibile, App. Milano, 24/09/2012 )

Cassazione penale sez. II  11 giugno 2014 n. 32633  

 

Integra forza maggiore, e può giustificare la restituzione nel termine per l'impugnazione, l'omessa annotazione della data di deposito della sentenza nei registri di cancelleria. (In motivazione la Corte, nell'enunciare il predetto principio, ha precisato che tale omissione comporta un pregiudizio per l'attività defensionale, venendo meno il riferimento a termini certi per l'esercizio del potere d'impugnazione).

Cassazione penale sez. III  22 maggio 2008 n. 26549  

 

L'istituto della restituzione in termine attiene alla perenzione di un termine stabilito a pena di decadenza, termine in ordine al quale si deduce che la sua inosservanza fu dovuta a caso fortuito o a forza maggiore. L'istante con la richiesta di restituzione è abilitato a fare accertare la sola ricorrenza di una di queste due cause che gli impedirono di porre in essere l'attività processuale della richiesta di appello e non invece di far accertare patologie processuali attinenti al corretto passaggio in giudicato della decisione di condanna.

Cassazione penale sez. II  04 dicembre 2003 n. 5507  

 

Il provvedimento che concede la restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale di primo grado non vincola o condiziona il giudice di secondo grado in ordine alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ai sensi dell'art. 603 comma 4 c.p.p., atteso che il giudice di appello deve sempre valutare, in modo autonomo, se l'appellante abbia provato che la sua mancata comparizione in primo grado fu dovuta a caso fortuito, a forza maggiore ovvero se sia stata conseguenza del fatto che egli non ebbe conoscenza del decreto di citazione. Tale valutazione costituisce accertamento di fatto, che, se adeguatamente motivato, è incensurabile in sede di legittimità.

Cassazione penale sez. V  03 ottobre 2000 n. 11507  



 
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