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Codice proc. penale agg.  al  29 Apr 2015
 
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Art. 177 cod. proc. penale: Tassatività

1. L’inosservanza delle disposizioni stabilite per gli atti del procedimento è causa di nullità soltanto nei casi previsti dalla legge.


Giurisprudenza annotata

Tassatività

L'inosservanza del divieto di cui all'art. 149 disp. att. c.p.p. - per il quale il teste da escutere non deve comunicare con le parti - non comporta l'inutilizzabilità della testimonianza, ex art. 191 c.p.p., il quale concerne esclusivamente le prove illegittimamente acquisite. La violazione di una qualsiasi norma che detti regole per l'assunzione della prova può comportare una irregolarità che, avuto riguardo alla sua natura e gravità, può determinare la nullità assoluta o relativa, secondo il principio di tassatività, ex art. 177 c.p.p., conseguenza che, tuttavia, non può derivare dall'inosservanza del divieto di cui all'art. 149 disp. att. c.p.p., trattandosi di norma regolamentare cui non è collegata alcuna sanzione processuale. (Rigetta, Giud.pace Reggio Calabria, 22/10/2012 )

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2013 n. 8367  

 

La nullità del verbale delle dichiarazioni rese dalla persona offesa in sede di indagini preliminari non può ritenersi sussistente nel caso in cui esso venga sottoscritto dalla stessa con il nome di un altro soggetto, qualora sia accertata la provenienza delle dichiarazioni in questione proprio dalla vittima del reato. In tema di nullità, infatti, vige il principio di tassatività di cui all'art. 177 c.p.p., dal quale deriva che, in riferimento ai verbali, essa possa riguardare solo l'incertezza sull'identità delle persone intervenute o la mancanza di sottoscrizione del pubblico ufficiale che ha redatto l'atto.

Cassazione penale sez. VI  19 febbraio 2013 n. 21699  

 

Il decreto di citazione a giudizio in cui sia omesso l'avvertimento per l'imputato che ha facoltà d'intervenire e di essere eventualmente sentito non è nullo, in virtù del principio di tassatività delle cause di nullità enunciato dall'art. 177 cod. proc. pen. Dichiara inammissibile, App. Roma, 20/01/2011

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2011 n. 43723  

 

L'omissione, nel decreto di citazione a giudizio, dell'avvertimento che l'imputato ha facoltà d'intervenire e di essere eventualmente sentito, non è causa di nullità del decreto stesso, giacché, tra i requisiti del decreto di citazione a giudizio, la legge non annovera il predetto avvertimento, sicché, in forza del principio di tassatività delle cause di nullità enunciato dall'art. 177 c.p.p., non è consentito ipotizzarne altre al di là di quelle normativamente previste. (Fattispecie di decreto di citazione per il giudizio d'appello).

Cassazione penale sez. I  15 novembre 2011 n. 43723  

 

Il principio di tassatività trova applicazione per le cause di nullità e per le ipotesi d'inammissibilità ricollegate alla scadenza di un termine (quelle, cioè, la cui sanzione è la decadenza), in forza di esplicita indicazione normativa (si vedano, rispettivamente, gli art. 177 e 173 c.p.p.). Il medesimo principio, peraltro, opera anche per le altre cause di inammissibilità, diverse da quelle importanti per decadenza, in quanto consente di conferire certezza alle parti circa le conseguenze dell'inosservanza delle norme processuali, che è esigenza tanto più sentita quando l'inammissibilità non è correlata al rispetto di un termine, ma all'osservanza di adempimenti formali.

Cassazione penale sez. IV  06 ottobre 2011 n. 2103  

 

La relazione introduttiva dell'appello, prevista dall'art. 602, comma 1, c.p.p., ha natura meramente espositiva e non ha alcuna incidenza sul principio del contraddittorio. Trattasi, quindi, di adempimento di per sé non essenziale ai fini della decisione della causa, la cui eventuale omissione, nel silenzio della legge e stante il principio di tassatività stabilito in materia dall'art. 177 c.p.p., non costituisce motivo di nullità della sentenza, e la cui eventuale mancata rinnovazione, a seguito del mutamento del collegio, non determina, per le medesime ragioni, alcuna nullità né del procedimento né della sentenza.

Cassazione penale sez. VI  12 novembre 2010 n. 43207  

 

In tema di riesame di misure cautelari personali, l'omissione nell'avviso di udienza - diretto all'indagato, detenuto in luogo esterno al circondario del tribunale competente a decidere sulla richiesta di riesame - della facoltà di essere sentito, previa traduzione dal detto tribunale o dal magistrato di sorveglianza, non integra la nullità di detto avviso, stante il principio di tassatività delle nullità che, peraltro, devono concernere l'inosservanza di disposizioni espressamente stabilite per gli atti del procedimento, a norma dell'art. 177 c.p.p. e tale indicazione non è prevista da alcuna disposizione. Rigetta, Trib. lib. Bologna, 13/04/2010

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2010 n. 42234  



 
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