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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 181 cod. proc. penale: Nullità relative

1. Le nullità diverse da quelle previste dagli articoli 178 e 179 comma 2 sono dichiarate su eccezione di parte.

2. Le nullità concernenti gli atti delle indagini preliminari e quelli compiuti nell’incidente probatorio e le nullità concernenti gli atti dell’udienza preliminare devono essere eccepite prima che sia pronunciato il provvedimento previsto dall’articolo 424. Quando manchi l’udienza preliminare, le nullità devono essere eccepite entro il termine previsto dall’articolo 491 comma 1.

3. Le nullità concernenti il decreto che dispone il giudizio ovvero gli atti preliminari al dibattimento devono essere eccepite entro il termine previsto dall’articolo 491 comma 1. Entro lo stesso termine, ovvero con l’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere, devono essere riproposte le nullità eccepite a norma del primo periodo del comma 2, che non siano state dichiarate dal giudice.

4. Le nullità verificatesi nel giudizio devono essere eccepite con l’impugnazione della relativa sentenza.


Giurisprudenza annotata

Nullità relative

Anche nelle procedure di riesame e di appello contro le ordinanze in materia di misure cautelari reali l'acquisizione e la conoscenza di atti da parte del giudice, fuori dall'udienza camerale celebrata nelle forme di cui all'art. 127 c.p.p., che siano stati utilizzati per la decisione e sui quali le parti, se poste in grado di esaminarli, avrebbero potuto operare delle osservazioni, vulnera il principio del contraddittorio e determina una nullità ai sensi degli artt. 178 lett. c) e 181 c.p.p..

Cassazione penale sez. III  17 dicembre 2014 n. 5935

 

L'omissione dell'avvertimento relativo alla facoltà per i prossimi congiunti dell'imputato di astenersi dal deporre non determina l'inutilizzabilità della testimonianza del congiunto non avvertito, bensì una nullità di natura relativa, che deve pertanto essere eccepita immediatamente dalla parte che assiste alla deposizione e comunque, a pena di decadenza, entro i termini fissati all'art. 181 c.p.p. (Rigetta, App. Napoli, 16/01/2013 )

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2014 n. 48693

 

La violazione da parte del p.m. del termine per la presentazione dell'imputato al giudice per il procedimento con il rito direttissimo non comporta una nullità di ordine generale, ma relativa, che, in quanto tale, deve essere dedotta e nei termini di cui all'art. 491, comma 1, c.p.p., rientrando fra quelle previste dall'art. 181 stesso codice. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sanata la nullità dall'opzione dell'imputato per il rito abbreviato). (Rigetta, App. Milano, 27/01/2012 )

Cassazione penale sez. VI  07 maggio 2014 n. 34558  

 

La violazione da parte del pubblico ministero del termine per la presentazione dell'imputato al giudice per il procedimento con il rito direttissimo non comporta una nullità di ordine generale, ma relativa, che, in quanto tale, deve essere denunciata ai sensi e nei termini di cui all'art. 491 comma 1 c.p.p., rientrando fra quelle previste dall'art. 181 dello stesso codice.

Cassazione penale sez. VI  07 maggio 2014 n. 34558  

 

In tema di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, è legittima l'utilizzazione del contenuto di una conversazione legittimamente intercettata, a nulla rilevando la mancata sottoscrizione del relativo verbale da parte del pubblico ufficiale che abbia proceduto all'operazione, dato che l'omissione in questione non rientra tra le cause di inutilizzabilità previste dall'art. 271, comma 1, c.p.p., ma dà luogo a una nullità relativa, da eccepire nei termini e con le modalità stabiliti negli art. 181 e 182 dello stesso codice. (Annulla in parte con rinvio, App. Lecce, 13/03/2013 )

Cassazione penale sez. VI  15 aprile 2014 n. 39766  

 

In tema di giudizio di appello, l'inosservanza del termine di comparizione dell'imputato di cui all'art. 601 comma 3 c.p.p. costituisce una nullità relativa, che è sanata se non eccepita nei termini di cui all'art. 181 comma 3 c.p.p., e, precisamente, subito dopo l'accertamento della costituzione delle parti. (Rigetta, App. Potenza, 07/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  04 marzo 2014 n. 27414  

 

Anche dopo le sentenze della Corte costituzionale n. 496 del 1990 e n. 401 e 502 del 1991, l'incompatibilità continua a non essere una condizione di capacità del giudice, onde l'eventuale violazione delle norme che la disciplinano costituisce una ipotesi di nullità relativa ex art. 181 c.p.p., mentre la nullità assoluta di cui all'art. 178 lett. a), c.p.p., è prevista solo in relazione al difetto di capacità del giudice determinato dalla mancanza dei requisiti necessari per l'esercizio delle funzioni giurisdizionali, e non anche in relazione al difetto delle condizioni specifiche per l'esercizio di quelle funzioni in un determinato procedimento. (Fattispecie in cui è stata respinta l'eccezione di incompatibilità del g.i.p. che, non avendo accolto la richiesta di archiviazione, aveva emesso decreto penale di condanna). (Dichiara inammissibile, Trib. Sapri, 27/03/2012 )

Cassazione penale sez. III  05 dicembre 2013 n. 5472  

 

In tema di giudizio di appello, l'inosservanza del termine di comparizione dell'imputato costituisce una nullità relativa, che è sanata se non eccepita nei termini di cui all'art. 181 c.p.p., e non una nullità assoluta, configurabile solo in caso di omessa citazione del medesimo soggetto.

Cassazione penale sez. VI  14 novembre 2013 n. 47535  

 

In tema di giudizio di appello, l'inosservanza del termine di comparizione dell'imputato costituisce una nullità relativa, che é sanata se non eccepita nei termini di cui all'art. 181 c.p.p., e non una nullità assoluta, configurabile solo in caso di omessa citazione del medesimo soggetto. Dichiara inammissibile, App. Potenza, 08/03/2011

Cassazione penale sez. VI  20 giugno 2013 n. 33132  

 

L'inosservanza del termine di comparizione dell'imputato costituisce una nullità relativa, che è sanata se non eccepita nei termini di cui all'art. 181 c.p.p., e non una nullità assoluta, configurabile solo in caso di omessa citazione dello stesso. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto tardiva l'eccezione, perché sollevata solo con l'atto di appello e non, invece, nei termini di cui all'art. 491 c.p.p. nel giudizio di primo grado). Rigetta, App. Firenze, 08/03/2012

Cassazione penale sez. VI  15 aprile 2013 n. 39021  



 
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