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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 185 cod. proc. penale: Effetti della dichiarazione di nullità

1. La nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello dichiarato nullo.

2. Il giudice che dichiara la nullità di un atto ne dispone la rinnovazione, qualora sia necessaria e possibile, ponendo le spese a carico di chi ha dato causa alla nullità per dolo o colpa grave.

3. La dichiarazione di nullità comporta la regressione del procedimento allo stato o al grado in cui è stato compiuto l’atto nullo, salvo che sia diversamente stabilito.

4. La disposizione del comma 3 non si applica alle nullità concernenti le prove.


Giurisprudenza annotata

Effetti della dichiarazione di nullità

In tema di comunicazione dell'udienza di convalida, un avviso dato in orario tale o con anticipo talmente ridotto rispetto all'udienza da rendere ragionevolmente presumibile o giustificata una mancata conoscenza dell'avviso ovvero comunque oggettivamente impossibile una partecipazione informata del difensore, deve considerarsi nullo e determinare pertanto la nullità derivata dell'ordinanza di convalida (ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c, 179, comma 1 e 185 c.p.p.), non perché non sia stato rispettato un termine minimo in realtà non previsto ma proprio per l'inidoneità dell'atto a conseguire il suo scopo e, dunque, per violazione del diritto di difesa discendente dalla sostanziale, ancorché non formale, inosservanza della norma (art. 390, comma 2, c.p.p.) che impone di dare avviso al difensore dell'udienza di convalida 'senza ritardo' (nella specie, la Corte ha ritenuto nullo l'avviso comunicato alle ore 8,02 del mattino, in orario e anteriore alla ordinaria apertura di uno studio professionale, per una udienza fissata per le ore 10,30 dello stesso giorno).

Cassazione penale sez. IV  03 dicembre 2014 n. 3820  

 

L'interdizione dei colloqui della persona sottoposta a custodia cautelare con il difensore, illegittimamente disposta dal p.m., determina una violazione del diritto all'assistenza e, quindi, una nullità a regime intermedio suscettibile di estendersi agli atti successivi che ne dipendono e, in particolare, all'interrogatorio di garanzia, a norma dell'art. 185, comma 1, c.p.p., qualora non venga eliminata mediante l'effettuazione del colloquio prima che l'atto consecutivo sia compiuto. (Rigetta, Trib. lib. Napoli, 19/06/2014 )

Cassazione penale sez. II  30 settembre 2014 n. 44902  

 

Nel caso di accertata mancata conoscenza della lingua italiana da parte dell'indagato o imputato straniero alloglotta, gli atti contenenti gli elementi d'accusa a suo carico, se non tradotti nella lingua d'origine dell'interessato o comunque da lui conosciuta, determinano nullità di ordine generale (che ex art. 185 c.p.p. si riverbera sugli atti successivi e dipendenti) in quanto emessi in violazione del diritto di difesa.

Corte assise La Spezia  25 marzo 2013 n. 35183  

 

E' abnorme l'atto di revoca del decreto di archiviazione ed il rimedio per annullarlo è il ricorso per cassazione.. La possibilità riconosciuta al G.I.P. di riapertura delle indagini non implica affatto la revoca del precedente decreto di archiviazione, ma solo l'autorizzazione a nuove indagini, tanto che si procede ad una nuova iscrizione nell'apposito registro da parte del P.M.. Quanto al potere-dovere di rinnovare l'atto nullo attribuito al giudice dall'art. 185 c.p.p. esso non può essere interpretato espansivamente in base al principio costituzionale di efficienza processuale e della ragionevole durata del processo, fino a ricomprendere situazioni definite. Come non è revocabile dal giudice che l'ha emessa una sentenza a causa di una nullità del processo così non è revocabile il decreto di archiviazione, posto che esso non è oggetto di revoca ex art. 414 c.p.p. ed ha un suo contenuto decisorio e preclusivo, sia pur rebus sic stantibus.

Cassazione penale sez. VI  09 ottobre 2012 n. 41393  

 

In tema di giudizio di appello, la violazione del termine a comparire, stabilito in venti giorni dall'art. 601, comma 3, c.p.p., comporta una nullità di ordine generale a regime intermedio che, se non sanata ai sensi dell'art. 184 c.p.p., impone al giudice la rinnovazione dell'atto, ex art. 185, a seguito della quale non è consentito integrare il termine originario insufficiente, occorrendo provvedere alla sua integrale rinnovazione, di modo che sia sempre garantito un termine libero di venti giorni con carattere consecutivo, trattandosi di termine previsto per garantire in modo adeguato l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato. Annulla con rinvio, App. Reggio Calabria, 22 novembre 2011

Cassazione penale sez. IV  28 settembre 2012 n. 40897  

 

Il difetto di notifica all'imputato del decreto di giudizio immediato non rende invalidi gli atti successivi, del giudizio abbreviato incardinatosi su tale procedimento, non essendovi reciproca dipendenza, ai fini dell'art. 185 c.p.p., tra i decreti da cui promanano i relativi riti e restando il giudizio di primo grado insensibile alla validità delle vicende intervenute tra l'esercizio dell'azione penale e la richiesta di rito alternativo.

Cassazione penale sez. I  03 aprile 2012 n. 15157  

 

In tema di intercettazioni, il decreto autorizzativo di cui all'art. 267 c.p.p. può trovare il suo presupposto in qualsiasi notizia di reato, anche desunta da precedenti intercettazioni inutilizzabili. Infatti, in materia di inutilizzabilità, non opera il principio, stabilito per le nullità dall'art. 185 c.p.p., della trasmissibilità del vizio agli atti consecutivi a quello dichiarato nullo. Da ciò deriva che gli elementi desunti da intercettazioni inutilizzabili (nella specie, perché il relativo decreto autorizzativo era stato fondato su "indizi di reato" costituiti da "riservate acquisizioni investigative", ossia da informazioni riservate e confidenziali) sono valutabili come fatto storico legittimante l'adozione di ulteriori decreti di intercettazione pienamente legittimi.

Cassazione penale sez. II  07 dicembre 2011 n. 64  



 
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