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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 187 cod. proc. penale: Oggetto della prova

1. Sono oggetto di prova i fatti che si riferiscono all’imputazione, alla punibilità e alla determinazione della pena o della misura di sicurezza.

2. Sono altresì oggetto di prova i fatti dai quali dipende l’applicazione di norme processuali.

3. Se vi è costituzione di parte civile, sono inoltre oggetto di prova i fatti inerenti alla responsabilità civile derivante dal reato.


Giurisprudenza annotata

Oggetto della prova

L'eventuale integrazione probatoria officiosa disposta nell'ambito del giudizio d'appello, instaurato a seguito d'impugnazione avverso la sentenza emessa a seguito di giudizio abbreviato, trova un solido riferimento normativo nell'art. 603, comma 3, c.p.p. che attribuisce al giudice di secondo grado, anche in detta sede, il potere di disporre la motivata rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in presenza di un'assoluta esigenza probatoria. Il valore probatorio dell'elemento da acquisire va assunto nell'oggettiva e sicura utilità/idoneità del probabile risultato probatorio ad assicurare il completo accertamento dei fatti rilevanti nel giudizio, nell'ambito dell'intero perimetro disegnato per l'oggetto della prova dalla disposizione generale di cui all'art. 187 c.p.p.

Cassazione penale sez. I  03 luglio 2014 n. 38699  

 

Il procedimento logico di valutazione degli indizi si articola in due distinti momenti. Il primo è diretto ad accertare il maggiore o minore livello di gravità e di precisione degli indizi, ciascuno isolatamente considerato, tenendo presente che tale livello è direttamente proporzionale alla forza di necessità logica con la quale gli elementi indizianti conducono al fatto da dimostrare, ed è inversamente proporzionale alla molteplicità di accadimenti che se ne possono desumere secondo le regole di esperienza. Il secondo momento del giudizio indiziario è costituito dall'esame globale e unitario, tendente a dissolvere la relativa ambiguità, posto che nella valutazione complessiva ciascun indizio si somma e si integra con gli altri, confluendo in un medesimo contesto dimostrativo, sicché l'incidenza positiva probatoria viene esaltata nella composizione unitaria, e l'insieme può assumere il pregnante e univoco significato dimostrativo, per il quale può affermarsi conseguita la prova logica del fatto (sezioni Unite, 4 febbraio 1992, Musumeci e altri, nonché, sezioni Unite, 12 luglio 2005, Mannino).

Cassazione penale sez. un.  26 giugno 2014 n. 42979  

 

In relazione al delitto previsto dall'art. 600 ter c.p., la valutazione del carattere pedopornografico del materiale compete al giudice il quale può servirsi degli ordinari mezzi di prova previsti dall'ordinamento (art. 187 c.p.p.), senza dover necessariamente procedere ad un esame diretto del materiale medesimo. (Nel caso di specie, la valutazione del giudice territoriale si era fondata sulla testimonianza di un ufficiale di p.g. che, avendo visionato un file recuperato dal p.c. dell'imputato, ne aveva riferito il contenuto consistente nella ripresa di una bambina intenta a masturbarsi). (Annulla in parte senza rinvio, App. Ancona, 22/05/2012 )

Cassazione penale sez. III  20 novembre 2013 n. 3110  

 

Sebbene il p.m., una volta che abbia notificato il decreto di citazione a giudizio, debba formare il fascicolo per il dibattimento e trasmetterlo immediatamente" al giudice competente, la celerità processuale dell'adempimento non necessariamente comporta che la formazione e la trasmissione del fascicolo venga disposta contestualmente all'adempiuta notificazione del decreto, potendo intercorrere un ragionevole, purché breve e comunque processualmente non sanzionabile, lasso di tempo che non preclude l'adozione, ai sensi dell'art. 554 c.p.p., di misure cautelari, laddove - nel caso di formazione del fascicolo per il dibattimento e di eseguita trasmissione al giudice competente. trattandosi di un fatto processuale ed essendo tali fatti oggetto di prova (art. 187, comma 2, c.p.p.) - costituisce onere della parte allegare gli elementi dai quali desumere che, al momento della decisione, il g.i.p. avesse perso la competenza a provvedere.

Tribunale Salerno  26 marzo 2012

 

Deve escludersi che i presupposti per l'esercizio, da parte del giudice di appello, del potere-dovere di disporre la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale per l'assunzione di nuove prove sopravvenute o successivamente scoperte, risultino integrati sulla base della mera asserzione della parte circa la "novità" dell'incombente richiesto, essendo specifico onere del richiedente, in base al principio generale di cui all'art. 187, comma 2, c.p.p., quello di fornire la prova dei requisiti di cui all'art. 603, comma 2, c.p.p.

Corte appello Ancona  26 aprile 2011 n. 596

 



 
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