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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 188 cod. proc. penale: Libertà morale della persona nell’assunzione della prova

1. Non possono essere utilizzati, neppure con il consenso della persona interessata, metodi o tecniche idonei a influire sulla libertà di autodeterminazione o ad alterare la capacità di ricordare e di valutare i fatti.


Giurisprudenza annotata

Libertà morale della persona nell'assunzione della prova

È inutilizzabile l'intercettazione delle dichiarazioni indotte in una persona dall'adozione di metodi o tecniche idonei a influire sulla sua capacità di autodeterminazione, posto che il divieto dell'art. 188, comma 1, c.p.p. investe l'oggetto della prova e non è circoscritto al contesto formale delle sole prove dichiarative. (Fattispecie nella quale le conversazioni indizianti erano stato registrate in un ufficio di Polizia, dove il locutore era stato sottoposto a minacce e violenze dal personale di p.g.).

Cassazione penale sez. I  18 dicembre 2013 n. 4429  

 

In tema di responsabilità disciplinare del magistrato, integra l'elemento oggettivo costitutivo di un illecito disciplinare, rilevante a norma dell'art. 18 r.d.lg. 31 maggio 1946 n. 511, sotto il profilo della violazione dei doveri di correttezza e di rispetto della dignità della persona e della conseguente compromissione del prestigio dell'ordine giudiziario, il comportamento del P.M. il quale disponga, nel corso delle indagini preliminari, una consulenza tecnica attraverso la quale una persona informata dei fatti venga sottoposta, in violazione del divieto di cui all'art. 188 c.p.p., ad una seduta ipnotica al fine di recuperare ricordi rimossi.

Cassazione civile sez. un.  01 febbraio 2008 n. 2444  

 

Il diritto all'ammissione delle prove indicate a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico, che l'art. 495 comma 2 c.p.p. riconosce all'imputato, incontra limiti precisi nell'ordinamento processuale, secondo il disposto degli art. 188, 189, 190 c.p.p. e, pertanto, deve armonizzarsi con il potere-dovere, attribuito al giudice del dibattimento, di valutare la liceità e la rilevanza della prova richiesta, ancorché definita “decisiva” dalla parte, onde escludere quelle vietate dalla legge e quelle manifestamente superflue o irrilevanti.

Cassazione penale sez. II  21 dicembre 2004 n. 2350  

 

L'attività del perito non è sottratta alla regola generale di cui all'art. 188 c.p.p., la quale si riferisce a tutte le forme di assunzione della prova; ne consegue che sono inutilizzabili i risultati dell'accertamento peritale, avente ad oggetto l'attitudine a testimoniare di individuo minore di età, condotto attraverso la sottoposizione ad ipnosi del minore medesimo allo scopo di accertare la presenza e la natura di elementi condizionanti la sua psiche.

Corte assise Caltanissetta  28 aprile 1999

 

Il diritto all'ammissione delle prove indicate a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prove a carico, che l'art. 495 comma 2 c.p.p. riconosce all'imputato, non è esercitabile liberamente, incontrando limiti ben precisi nelle prescrizioni degli artt. 188, 189, 190 e 191 dello stesso codice. Esso deve, perciò armonizzarsi con il potere-dovere del giudice del dibattimento di valutare la liceità e la rilevanza della prova richiesta onde escludere quelle vietate dalla legge o manifestamente irrilevanti.

Cassazione penale sez. VI  23 settembre 1992



 
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