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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 19 cod. proc. penale: Provvedimenti sulla riunione e separazione

1. La riunione e la separazione di processi sono disposte con ordinanza, anche di ufficio, sentite le parti.


Giurisprudenza annotata

Riunione e separazione di processi

Il provvedimento con il quale il giudice di cognizione ordina la separazione dei procedimenti, mediante stralcio o delle posizioni di taluno degli imputati o del procedimento relativo ad alcune delle vittime del reato, ha natura ordinatoria e, per il principio di tassatività delle impugnazione, è inoppugnabile essendo invece impugnabile quello che dispone la riunione nel caso in cui dallo stesso ne sia derivata una violazione delle norme concernenti gli effetti della connessione sulla competenza.

Cassazione penale sez. III  08 gennaio 2014 n. 11538  

 

In tema di indagini preliminari, il p.m. - ancorché la riunione in senso tecnico, ex art. 17 e 19 c.p.p., possa avere per oggetto solo processi e non procedimenti ed essere disposta solo dal giudice e non dal p.m. - ha la facoltà di svolgere indagini contestuali e congiunte relativamente a distinti procedimenti, unificando, a tal fine, i numeri identificativi degli stessi e formando un unico fascicolo delle indagini preliminari, fermo restando che, ai fini della disciplina di cui agli art. 405 c.p.p., ciò che fa fede è la data di iscrizione di ogni singola notizia di reato nei confronti di ciascuno degli indagati ex art. 335 c.p.p. Detta facoltà - che trova la sua base normativa nell'art. 130 disp. att. c.p.p. - incontra solo il limite dato dal disposto dell'art. 17 c.p.p. consistente nella necessità che, in tal caso, ricorra almeno una delle ipotesi in cui è ammessa la riunione di processi. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha ritenuto gli atti investigativi assunti in costanza del termine di cui all'art. 407 c.p.p., in quanto il procedimento originariamente iscritto a carico dell'indagato era stato successivamente riunito prima della scadenza del termine prorogato ad altro procedimento cui ha fatto seguito richiesta di ulteriore proroga, seppur portante il numero di RGNR del solo procedimento a cui il primo era stato riunito). (Rigetta, Trib. lib. Messina, 15/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  18 dicembre 2013 n. 2174  

 

Il provvedimento con cui il giudice disponga la riunione di procedimenti ha carattere meramente ordinatorio e discrezionale, in quanto attiene alla distribuzione interna dei processi ed all'economia dei giudizi e, come tale, non è impugnabile con ricorso per cassazione, salvo che non sia derivata una violazione delle norme concernenti gli effetti della connessione sulla competenza. (Rigetta, App. Torino, 12/10/2012 )

Cassazione penale sez. V  03 ottobre 2013 n. 8404  

 

Il provvedimento con il quale il giudice di cognizione ordina la separazione dei procedimenti, mediante stralcio o delle posizioni di taluno degli imputati o del procedimento relativo ad alcune delle vittime del reato, ha natura ordinatoria e, per il principio di tassatività delle impugnazione, è inoppugnabile. Dichiara inammissibile, Gup Trib. Roma, 27/11/2012

Cassazione penale sez. IV  03 aprile 2013 n. 20157  

 

I giudizi pendenti nel medesimo stato e grado possono essere riuniti nel corso di tutto il grado nel quale essi si trovano, anche successivamente al compimento delle formalità di apertura del dibattimento. Rigetta, App. Napoli, 04 marzo 2008

Cassazione penale sez. II  05 ottobre 2010 n. 983  

 

È inoppugnabile il provvedimento di riunione o di separazione dei procedimenti.

Cassazione penale sez. I  18 settembre 2008 n. 42990  

 

Il provvedimento con cui il giudice dispone la riunione dei procedimenti ha carattere meramente ordinatorio e discrezionale in quanto attiene alla distribuzione interna dei processi ed all'economia dei giudizi e, come tale, non è impugnabile con ricorso per cassazione, salvo che non sia derivata una violazione delle norme concernenti gli effetti della connessione sulla competenza.

Cassazione penale sez. V  09 giugno 2005 n. 26064  

 

In tema di riunione di processi, il dovere di sentire le parti prima della decisione è adempiuto se sono previamente informate della possibilità della riunione, in modo da potere interloquire in merito, e non è necessaria la loro audizione effettiva potendo esse mantenere sulla questione un passivo silenzio. (La Corte ha pertanto escluso la sussistenza della lamentata nullità, rilevando che il giudice aveva disposto il rinvio dell'udienza "al fine di verificare se ricorrano i presupposti per la riunione...", e che seguirono varie udienze, a cui le parti furono invitate a comparire con avviso a verbale senza ulteriore citazione, sino a quella in cui il giudice dispose la riunione).

Cassazione penale sez. VI  20 aprile 2005 n. 6221  

 

Nel caso in cui il giudice disponga la separazione delle posizioni degli imputati che hanno richiesto l'applicazione della pena concordata, la parte che chiede la revoca di tale provvedimento sostenendo che non si è verificata nessuna causa di incompatibilità del giudice idonea a giustificare la separazione, deve avere un interesse concreto ed effettivo all'accoglimento della richiesta. L'art. 19 c.p.p., infatti, deve essere interpretato nel senso che il provvedimento di separazione viene adottato soltanto dopo avere sentito le parti che sono interessate dalla separazione, nel senso che da questa può derivare loro un pregiudizio.

Tribunale Milano  15 giugno 2000

 

La disposizione di cui all'art. 19 c.p.p. - relativa alla separazione dei processi - si riferisce soltanto alla fase processuale e non anche a quella delle indagini preliminari, e per la sua mancata osservanza non sono previsti nè alcuna sanzione di nullità, nè alcun mezzo di impugnazione.

Cassazione penale sez. VI  22 dicembre 1997 n. 5193  

 

Per la mancata osservanza degli art. 17, 18 e 19 c.p.p. non sono previsti nè alcuna sanzione di nullità, nè alcun mezzo di impugnazione avverso il relativo provvedimento.

Cassazione penale sez. I  03 luglio 1996 n. 4487  

 

La separazione dei processi prevista dall'art. 19 c.p.p. attiene all'esercizio di un potere discrezionale del giudice, che nell'interesse superiore della giustizia, previa audizione delle parti, può adottare tale provvedimento, onde consentire la rapida definizione delle posizioni di alcuni imputati (per esempio detenuti). Tuttavia, poiché per l'ordinanza che dispone la separazione dei processi non è prevista alcuna sanzione di nullità nel caso di mancata audizione delle parti, la sua impugnazione non può ritenersi consentita, atteso il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.

Cassazione penale sez. I  30 aprile 1996 n. 5953  

 

Diversamente dal codice di rito civile, dove il principio di unicità del procedimento di gravame si realizza con la necessità del "simultaneus processus" attraverso la previsione che le diverse impugnazioni contro la medesima sentenza devono, in ogni caso, essere decise con unica pronuncia e non con pronunce l'una distinta dall'altra, nel c.p.p. un analogo precetto di inderogabilità alla regola del simultaneo processo non è stato espressamente stabilito. Con la conseguenza che, nella esplicitazione di due autonome facoltà di impugnazione del medesimo provvedimento, la trattazione unitaria di entrambe cui si può pervenire attraverso lo strumento della riunione (art. 19 c.p.p.), non è imposta come necessitata, ma è consigliata come ragionevole, ed affidata a provvedimento del giudice che, anche per il procedimento di impugnazione, deve ritenersi a carattere meramente ordinatorio e discrezionale, sottratto ad ogni mezzo di impugnazione.

Cassazione penale sez. VI  29 aprile 1996 n. 1720



 
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