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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 190-bis cod. proc. penale: Requisiti della prova in casi particolari

1. Nei procedimenti per taluno dei delitti indicati nell’ articolo 51, comma 3-bis, quando è richiesto l’esame di un testimone o di una delle persone indicate nell’articolo 210 e queste hanno già reso dichiarazioni in sede di incidente probatorio o in dibattimento nel contraddittorio con la persona nei cui confronti le dichiarazioni medesime saranno utilizzate ovvero dichiarazioni i cui verbali sono stati acquisiti a norma dell’articolo 238, l’esame è ammesso solo se riguarda fatti o circostanze diversi da quelli oggetto delle precedenti dichiarazioni ovvero se il giudice o taluna delle parti lo ritengono necessario sulla base di specifiche esigenze.

1-bis. La stessa disposizione si applica quando si procede per uno dei reati previsti dagli articoli 600-bis, primo comma, 600-ter, 600- quater, 600-quinquies, 609-bis, 609-ter, 609-quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600-quater.1, 609-quinquies e 609-octies del codice penale, se l’esame richiesto riguarda una testimone minore degli anni sedici.


Giurisprudenza annotata

Requisiti della prova in casi particolari

Qualora si proceda a carico di più soggetti ad alcuni soltanto dei quali siano contestati delitti rientranti nelle previsioni di cui all'art. 51, comma 3 bis, c.p.p., il disposto di cui all'art. 190 bis c.p.p. trova applicazione anche nei confronti di quelli, tra i coimputati, i quali siano chiamati a rispondere di delitti diversi.

Cassazione penale sez. III  21 maggio 2014 n. 30579

 

Nell'ipotesi di rinnovazione del dibattimento celebrato a carico di più imputati, a cui non a tutti è stato contestato uno dei delitti indicati dall'art. 51 c.p.p. comma terzo bis, la previsione dell'art. 190-bis c.p.p., che, derogando alla regola generale in tema di diritto alla prova, subordina nuovo esame della fonte dichiarativa già escussa (nel contraddittorio con l'interessato) alla condizione che esso verta su fatti o circostanze diverse da quelle già oggetto di precedenti dichiarazioni ovvero sia ritenuto necessario 'sulla base di specifiche esigenze', trova applicazione non soltanto nei confronti dell'imputato a cui è stato specificamente contestato il reato 'derogante' ma anche nei confronti degli altri, posto che tanto il testo della disposizione ( 'nel procedimento per taluno dei delitti…') quanto il suo fondamento funzionale (connesso alla prevenzione del rischio di usura della fonte di prova in peculiari procedimenti) ne escludono una lettura 'personalizzata'.

Cassazione penale sez. III  21 maggio 2014 n. 30579  

 

In materia di reati sessuali in danno di minori, non si applica la disposizione di cui al comma 1 bis dell'art. 190 bis c.p.p. quando è richiesta la ripetizione in dibattimento dell'esame della persona offesa, già sentita in sede di incidente probatorio, divenuta nel frattempo maggiorenne. (In motivazione, la Corte ha precisato che, in applicazione delle disposizioni generali di cui all'art.190 c.p.p., il riascolto è comunque inammissibile per manifesta superfluità della prova quando le circostanze dedotte nella richiesta di esame coincidono con quelle oggetto della precedente escussione). (Rigetta, App. Brescia, 04/04/2012 )

Cassazione penale sez. III  22 maggio 2013 n. 6095  

 

Ai fini della valutazione dell'istanza di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, mediante l'assunzione della testimonianza di un minore vittima d'abusi sessuali già sentito in dibattimento o in sede di incidente probatorio, è necessario che nell'atto d'appello siano indicate specificamente le circostanze su cui dovrebbe vertere l'esame ai sensi dell'art. 190 bis c.p.p., non essendo sufficiente evidenziare genericamente l'utilità di assumerne la testimonianza. Annulla con rinvio, App. Milano, 16 marzo 2012

Cassazione penale sez. III  29 gennaio 2013 n. 24792  

 

La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale nel giudizio di appello implica, a norma dell'art. 495, comma primo, cod. proc. pen., che, a fronte dell'ammissione di prove a carico, l'imputato ha diritto all'ammissione delle prove a discarico sui fatti costituenti oggetto delle prime, nel rispetto dei parametri previsti dagli artt. 190 e 190 bis cod. proc. pen., con esclusione, quindi, delle sole prove vietate dalla legge o manifestamente superflue o irrilevanti. (In applicazione del principio, la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata che aveva respinto la richiesta di ammissione di prove a discarico ritenendo le stesse 'non necessariè). Annulla in parte con rinvio, App. Caltanissetta, 05/07/2011

Cassazione penale sez. VI  21 gennaio 2013 n. 8700  

 

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 190-bis, comma primo, cod. proc. pen., sollevata per l'asserito contrasto con gli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui, relativamente ai procedimenti concernenti i reati di cui all'art. 51, comma terzo-bis, cod. proc. pen., impone limiti all'ammissibilità dell'esame di testimoni o di persone indicate nell'art. 210 dello stesso codice che già abbiano reso precedenti dichiarazioni nel contraddittorio tra le parti, atteso che il peculiare regime della lettura di dette dichiarazioni si giustifica per l'esigenza di prevenire l'usura delle fonti di prova (particolarmente pressante in ragione delle peculiarità soggettive ed oggettive dei procedimenti in questione), e che si tratta pur sempre di dichiarazioni provenienti da persona già debitamente esaminata e controesaminata dal soggetto nei cui confronti saranno utilizzate. Annulla in parte c/rinvio, App. Lecce sez. dist.Taranto, 16/09/2011

Cassazione penale sez. VI  11 maggio 2012 n. 32803  



 
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