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Codice proc. penale agg.  al  30 Apr 2015
 
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Art. 197-bis cod. proc. penale: Persone imputate o giudicare in un procedimento connesso o per reato collegato che assumono l’ufficio di testimone

1. L’imputato in un procedimento connesso ai sensi dell’articolo 12 o di un reato collegato a norma dell’articolo 371, comma 2, lettera b), può essere sempre sentito come testimone quando nei suoi confronti è stata pronunciata sentenza irrevocabile di proscioglimento, di condanna o di applicazione della pena ai sensi dell’articolo 444.

2. L’imputato in un procedimento connesso ai sensi dell’articolo 12, comma 1, lettera c), o di un reato collegato a norma dell’articolo 371, comma 2, lettera b), può essere sentito come testimone, inoltre, nel caso previsto dall’articolo 64, comma 3, lettera c).

3. Nei casi previsti dai commi 1 e 2 il testimone è assistito da un difensore. In mancanza di difensore di fiducia è designato un difensore di ufficio.

4. Nel caso previsto dal comma 1 il testimone non può essere obbligato a deporre sui fatti per i quali è stata pronunciata in giudizio sentenza di condanna nei suoi confronti, se nel procedimento egli aveva negato la propria responsabilità ovvero non aveva reso alcuna dichiarazione. Nel caso previsto dal comma 2 il testimone non può essere obbligato a deporre su fatti che concernono la propria responsabilità in ordine al reato per cui si procede o si è proceduto nei suoi confronti.

5. In ogni caso le dichiarazioni rese dai soggetti di cui al presente articolo non possono essere utilizzate contro la persona che le ha rese nel procedimento a suo carico, nel procedimento di revisione della sentenza di condanna ed in qualsiasi giudizio civile o amministrativo relativo al fatto oggetto dei procedimenti e delle sentenze suddette.

6. Alle dichiarazioni rese dalle persone che assumono l’ufficio di testimone ai sensi del presente articolo si applica la disposizione di cui all’articolo 192, comma 3.

__________

La Corte costituzionale, con sentenza 8 – 21 novembre 2006, n. 381 (in G.U. 1a s.s. 29/11/2006, n. 47) ha dichiarato l’illegittimita’ costituzionale dell’art. 197-bis, commi 3 e 6, del codice di procedura penale, nella parte in cui prevedono, rispettivamente, l’assistenza di un difensore e l’applicazione della disposizione di cui all’art. 192, comma 3, del medesimo codice di rito anche per le dichiarazioni rese dalle persone, indicate al comma 1 del medesimo art. 197-bis cod. proc. pen., nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di assoluzione «per non aver commesso il fatto» divenuta irrevocabile.


Giurisprudenza annotata

Persone imputate o giudicate in procedimento connesso

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese in qualità di testimone dalla persona offesa che sia stata denunciata dall'imputato dello stesso reato per calunnia, in tal caso non ricorrendo, stante il diverso contesto spazio – temporale, l'ipotesi di reati commessi da più persone in danno reciproco le une delle altre per la quale sola vanno applicate le disposizioni di cui agli art. 64, 197, 197 bis e 210 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  09 gennaio 2015 n. 4128  

 

Sono utilizzabili le dichiarazioni rese - in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma secondo, cod. proc. pen. - in sede di esame dibattimentale, dall'imputato di reato connesso o interprobatoriamente collegato, ancorché non precedute dall'avviso, ex art. 64, comma terzo, cod. proc. pen.; in tal caso, infatti, detto avviso, non è dovuto e, comunque, anche ove ritenuto necessario, la sua omissione non determina l'inutilizzabilità delle predette dichiarazioni, trattandosi di sanzione prevista dall'art. 64, comma terzo bis, cod. proc. pen., non richiamato nell'art. 197 bis, cod. proc. pen.(Annulla in parte senza rinvio, Trib. Patti, 22/10/2012 )

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 51241  

 

Sono inutilizzabili le dichiarazioni rese dalla persona offesa, nei cui confronti penda procedimento per un reato commesso nelle stesse circostanze di tempo e di luogo ai danni dell'imputato, che sia stata sentita quale testimone senza l'osservanza delle garanzie riconosciute dagli art. 197 bis, 210 e 64, comma 3, lett. c), c.p.p. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la rilevata inutilizzabilità non preclude la riassunzione della stessa prova dichiarativa, con l'osservanza delle predette garanzie, dinanzi allo stesso giudice o in sede di appello). (Annulla con rinvio, Trib. Alessandria, 15/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  27 maggio 2014 n. 29227  

 

In caso di esame dibattimentale in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma 2, c.p.p., di imputato di reato "reciproco" la mancanza dell'avviso previsto dall'art. 64, comma 3, c.p.p. non rende le dichiarazioni inutilizzabili. (Annulla in parte con rinvio, App. Salerno, 04/12/2012 )

Cassazione penale sez. V  18 marzo 2014 n. 46457  

 

In caso di esame dibattimentale - in qualità di testimone assistito ex art. 197 bis comma 2 c.p.p. - di imputato di reato connesso o interprobatoriamente collegato, l'omissione dell'avviso di cui all'art. 64 comma 3 lett. c) c.p.p., non può costituire causa di inutilizzabilità delle dichiarazioni. (Annulla senza rinvio, App. Genova, 06/03/2013 )

Cassazione penale sez. V  31 gennaio 2014 n. 48675  

 

Le dichiarazioni rese in sede di esame testimoniale dall'imputato di reato "collegato" sulla altrui responsabilità sono utilizzabili anche se non precedute dall'avviso di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., in quanto la sanzione dell'inutilizzabilità, prevista dall'art. 64, comma 3 bis, c.p.p., si riferisce al solo "interrogatorio", e non è richiamata, direttamente o indirettamente, dagli art. 197 bis e 210 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  05 novembre 2013 n. 18837  

 

In tema di esame dibattimentale di imputato di reato connesso o probatoriamente collegato che abbia già assunto la veste di testimone assistito ex art. 197 bis, comma 2, c.p.p., al teste non deve essere dato l'avviso di cui all'art. 64, comma 3, lett. c) c.p.p.

Cassazione penale sez. V  05 novembre 2013 n. 18837  

 

In caso di esame dibattimentale in qualità di testimone assistito, ex art. 197 bis, comma 2, c.p.p., di indagati per lo stesso reato, la mancanza dell'avviso previsto dall'art. 64, comma 3, c.p.p. non rende le dichiarazioni inutilizzabili. (In motivazione, la Corte ha precisato che la disposizione contenuta nell'art. 64, comma 3, c.p.p., si riferisce all'interrogatorio dell'indagato e, quindi, ad una fase di assenza di contraddittorio tra le parti che impone maggior rigore a garanzia del dichiarante e dei terzi coinvolti nelle dichiarazioni).

Cassazione penale sez. V  24 settembre 2013 n. 41886  

 

È manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 3, 24, 27 e 117 Cost., quest'ultimo in relazione all'art. 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, all'art. 7 del Patto internazionale sui diritti civili e politici e all'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, la questione di legittimità costituzionale degli artt. 4 bis, comma primo, e 58 ter della legge 25 luglio 1975, n. 354, nella parte in cui subordinano la concessione dei benefici penitenziari (nella specie, permessi premio) ai condannati alla pena dell'ergastolo per uno dei delitti previsti dall'art. 4 bis, comma primo, cit. alla collaborazione con la giustizia, poiché tale disposizione consente al detenuto di scegliere se collaborare o meno, nonché di modificare la propria scelta, in ogni caso fruendo delle garanzie previste dagli art. 210 e 197 bis cod. proc. pen., e trova, inoltre, un limite quando la collaborazione è impossibile perché inesigibile o irrilevante. (Rigetta, Trib.sorv. Lecce, 08/01/2013 )

Cassazione penale sez. I  17 settembre 2013 n. 15982  



 
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