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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 201 cod. proc. penale: Segreto di ufficio

1. Salvi i casi in cui hanno l’obbligo di riferirne all’autorità giudiziaria, i pubblici ufficiali, i pubblici impiegati e gli incaricati di un pubblico servizio hanno l’obbligo di astenersi dal deporre su fatti conosciuti per ragioni del loro ufficio che devono rimanere segreti.

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 200 commi 2 e 3.


Giurisprudenza annotata

Segreto di Stato

Nel conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal Presidente del Consiglio dei Ministri nei confronti della Corte d'Appello di Milano, quale giudice di rinvio, in relazione alla sentenza che ha affermato la responsabilità penale degli imputati Pollari Nicolò, Ciorra Giuseppe, Di Troia Raffaele, Di Gregori Luciano e Mancini Marco, non spettava alla Corte di Appello di Milano l'adozione del provvedimento giurisdizionale impugnato. Di conseguenza, deve essere annullata nelle corrispondenti parti la sentenza della Corte di Appello di Milano giacché fondata sull'erroneo presupposto che il segreto di Stato apposto dal Presidente del Consiglio dei Ministri concernerebbe solo i rapporti tra il servizio italiano e la CIA, nonché gli interna corporis che hanno tratto ad operazioni autorizzate dal servizio e non anche quelli che attengono comunque al fatto storico del sequestro in questione. Posto che l'apposizione del segreto spetta in via esclusiva al Presidente del Consiglio dei Ministri, salve le attribuzioni di cui agli artt. 30 e ss. e 41 della L. n. 124/2007, in quanto afferente alla tutela della salus rei publicae e, dunque, tale da coinvolgere un interesse preminente su qualunque altro, anche fatti di reato commessi dagli appartenenti ai Servizi possono essere ricondotti all'alveo del segreto nei limiti dell'immunità funzionale tracciata dall'art. 204, comma 1-bis, del c.p.p. Tale norma statuisce che non possono formare oggetto del segreto i fatti, le notizie o i documenti relativi alle condotte poste in essere da appartenenti ai Servizi di informazione per la sicurezza in violazione della disciplina concernente la speciale causa di giustificazione prevista per l'attività del personale dei servizi di informazione per la sicurezza. In quest'ultima ipotesi, il Presidente del Consiglio dei Ministri adotta le misure necessarie ed informa l'autorità giudiziaria senza ritardo. Quindi, la copertura del segreto — il cui effettivo ambito non può che essere tracciato dalla stessa autorità che lo ha apposto e confermato e che è titolare del relativo munus — si proietta su tutti i fatti, notizie e documenti concernenti le eventuali direttive operative, gli interna corporis di carattere organizzativo ed operativo, nonché i rapporti con i servizi stranieri, anche se riguardanti le renditions e, nel caso di specie, il sequestro di Abu Omar, a condizione però che gli atti ed i comportamenti degli agenti siano oggettivamente orientati alla tutela della sicurezza dello Stato.

Corte Costituzionale  13 febbraio 2014 n. 24  

 

Non sussistono ragioni di opportunità per rinviare l'udienza preliminare in riferimento alla pendenza innanzi la Corte costituzionale del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato in un diverso procedimento connesso, allorché nel fascicolo del p.m. non risultino mai confluiti atti o dichiarazioni coperti da segreto di Stato, di tal che la decisione del pendente conflitto di attribuzione non sia suscettibile di riverberare alcun effetto nel procedimento.

Tribunale Milano  04 maggio 2007

 

In tema di prova testimoniale, non può essere invocato il segreto professionale da chi abbia svolto funzioni di cancelliere o notaio o da chi in altra veste, nell'ambito di un giudizio ecclesiastico, sia stato presente o abbia avuto conoscenza dei dati di cui si chiede la prova, non rilevando per l'ordinamento italiano l'eventuale obbligo di segreto previsto dal codice di diritto canonico la cui violazione, se pur rilevante in rapporto alle regole della fede religiosa, non assume significato nel processo penale italiano, nel quale i casi di segreto professionale e d'ufficio presi in considerazione sono solo quelli previsti dagli art. 200 e 201 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  12 marzo 2004 n. 22827  

 

Il cd. segreto bancario non rientra nell'elencazione tassativa dei segreti contenuta negli art. 200 e 201 c.p.p. e configura un uso vincolante scaturente da una pratica costantemente seguita nei rapporti con i clienti la quale assume rilevanza soltanto come fonte di una eventuale responsabilità contrattuale della banca, sicché esso non costituisce un limite all'emissione di un ordine di esibizione ad un istituto di credito ex art. 210 c.p.c.

Tribunale Napoli  07 marzo 1996



 
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