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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 207 cod. proc. penale: Testimoni sospettati di falsità o reticenza

1. Se nel corso dell’esame un testimone rende dichiarazioni contraddittorie, incomplete o contrastanti con le prove già acquisite, il presidente o il giudice glielo fa rilevare rinnovandogli, se del caso, l’avvertimento previsto dall’articolo 497 comma 2. Allo stesso avvertimento provvede se un testimone rifiuta di deporre fuori dei casi espressamente previsti dalla legge e, se il testimone persiste nel rifiuto, dispone l’immediata trasmissione degli atti al pubblico ministero perchè proceda a norma di legge.

2. Con la decisione che definisce la fase processuale in cui il testimone ha prestato il suo ufficio, il giudice, se ravvisa indizi del reato previsto dall’articolo 372 del codice penale, ne informa il pubblico ministero trasmettendogli i relativi atti.


Giurisprudenza annotata

Testimoni sospettati di falsità o reticenza

La trasmissione degli atti al pubblico ministero da parte del giudice del dibattimento perchè proceda nei confronti del testimone sospettato di falsità o reticenza e del testimone renitente non costituisce una condizione di procedibilità dell'azione penale per il reato di falsa testimonianza. Rigetta, App. Salerno, 17/06/2010

Cassazione penale sez. VI  19 aprile 2011 n. 23478  

 

In tema di esame testimoniale non integra alcuna nullità, risolvendosi in una mera irregolarità, l'omesso avvertimento del giudice al teste sospettato di falsità o reticenza circa le responsabilità previste dalla legge penale.

Cassazione penale sez. II  25 gennaio 2011 n. 6914  

 

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 372 c.p. non rileva l'omesso avvertimento al teste sospettato di falsità ai sensi dell'art. 207 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  08 aprile 2008 n. 26560  

 

L'omesso avvertimento al teste sospettato di falsità ai sensi dell'art. 207 c.p.p. non comporta la nullità della deposizione, a norma dell'art. 497 comma 3 c.p.p., il quale stabilisce che è prescritta a pena di nullità l'osservanza delle disposizioni di cui al comma 2, tra le quali non è compreso l'avvertimento suindicato.

Cassazione penale sez. II  06 luglio 2004 n. 31384  

 

Costituisce causa di ricusazione ex art. 37 comma 1 lett. b), per indebita manifestazione da parte del giudice del proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione, la immediata trasmissione da parte del giudice al p.m. dei verbali di deposizioni testimoniali sospettate di falsità o reticenza senza attendere, come previsto dall'art. 207 comma 2 c.p.p., la decisione della fase processuale nella quale il testimone ha deposto. È contrario infatti al principio del giusto processo, che impone la netta distinzione tra il momento di acquisizione e quello della valutazione della prova, consentire al giudice di anticipare il convincimento ad un momento anteriore alla completa acquisizione probatoria ed alla fase deliberativa.

Cassazione penale sez. V  26 gennaio 1999 n. 475  

 

Costituisce causa di ricusazione ex art. 37 comma 1 lett. b), per indebita manifestazione da parte del giudice del proprio convincimento sui fatti oggetto dell'imputazione, la immediata trasmissione da parte del giudice al p.m. dei verbali di deposizioni testimoniali sospettate di falsità o reticenza senza attendere, come previsto dall'art. 207 comma 2 c.p.p., la decisione della fase processuale nella quale il testimone ha deposto. È contrario infatti al principio del giusto processo, che impone la netta distinzione tra il momento di acquisizione e quella della valutazione della prova, consentire al giudice di anticipare il convincimento ad un momento anteriore alla completa acquisizione probatoria ed alla fase deliberativa.

Cassazione penale sez. V  26 gennaio 1999 n. 475  

 

È ricusabile, ai sensi dell'art. 37 comma 1 lett. b) c.p.p., il giudice il quale, in violazione dell'art. 207 comma 2 stesso codice - secondo cui la trasmissione al p.m. di disposizioni testimoniali sospette di falsità o reticenza può aver luogo solo con la decisione che definisce la fase in cui il testimone ha prestato il suo ufficio - abbia disposto, d'ufficio, la suddetta trasmissione nel corso dell'istruttoria dibattimentale. (Nella specie, trattavasi di deposizioni ritenute sospette di falsità in favore dell'imputato, il quale aveva quindi per ciò proposto dichiarazione di ricusazione).

Cassazione penale sez. V  26 gennaio 1999 n. 475  

 

Non viola il principio di soggezione del giudice soltanto alla legge l'art. 207 comma 2 c.p.p., nella parte in cui non prevede la possibilità, ove il giudice ravvisi indizi del reato previsto dall'art. 372 c.p., di disporre la immediata trasmissione del verbale al p.m. e di sospendere il dibattimento in attesa del giudizio sulla falsa testimonianza, se ciò sia ritenuto necessario per la definizione del giudizio in corso (nella motivazione la Corte osserva che il giudice non è tenuto a decidere sulla base di prove ritenute false, ma a provvedere in conformità alle regole di utilizzazione e valutazione probatoria che il codice ha stabilito).

Corte Costituzionale  02 giugno 1994 n. 208  



 
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