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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 212 cod. proc. penale: Modalità del confronto

1. Il giudice, richiamate le precedenti dichiarazioni ai soggetti tra i quali deve svolgersi il confronto, chiede loro se le confermano o le modificano, invitandoli, ove occorra, alle reciproche contestazioni.

2. Nel verbale è fatta menzione delle domande rivolte dal giudice, delle dichiarazioni rese dalle persone messe a confronto e di quanto altro è avvenuto durante il confronto.


Giurisprudenza annotata

Modalità del confronto

Il confronto non costituisce adempimento di cui sia imposta obbligatoriamente l'effettuazione da parte di alcuna norma processuale, in quanto, a fronte di contrastanti versioni fornite dai dichiaranti, spetta al giudice apprezzare, secondo il proprio libero convincimento, il grado di attendibilità dell'una piuttosto che dell'altra dichiarazione. Rigetta in parte, App. Potenza, 13/01/2012

Cassazione penale sez. I  26 giugno 2013 n. 40290

 

Il giudice non può ammettere il confronto qualora l'imputato, limitandosi a rendere dichiarazioni spontanee, si è rifiutato di sottoporsi ad esame, in quanto tale rifiuto si estende anche al confronto, che in sostanza altro non è che la prosecuzione di un atto di esame.

Cassazione penale sez. I  18 ottobre 2011 n. 2650  

 

L'art. 195 c.p.p., nel prevedere che, in caso di testimonianza indiretta (o "de relato") debbono essere "chiamate a deporre", ove la parte interessata ne faccia richiesta o il giudice lo ritenga comunque opportuno, le persone indicate dal teste come fonte delle proprie asserite conoscenze, presuppone che dette persone o non facciano parte dei testi già citati o, qualora ne facciano parte, non siano già state sentite su ciò che forma oggetto della testimonianza indiretta. Diversamente, infatti, la norma non avrebbe ragion d'essere, perché se taluno è già stato citato come teste, egli è naturalmente destinato ad essere sentito e, qualora sia già stato sentito su ciò che è stato poi riferito dal teste "de relato", ciò significa che il giudice è già, a questo punto, in possesso degli elementi necessari a valutare il grado di attendibilità dell'uno o dell'altro, a meno che non ritenga di disporre un confronto fra i due; il che, però, significherebbe fare applicazione non più dell'art. 195, ma degli art. 211 e 212 c.p.p. i quali, a differenza dell'altro, non attengono alla disciplina della testimonianza ma costituiscono, nell'ambito del libro III, titolo II, del codice di rito, un autonomo e distinto capo, dedicato appunto ai confronti, di cui nessuna norma stabilisce la obbligatorietà. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la Corte ha ritenuto che correttamente fosse stata respinta la richiesta di nuova audizione di un teste di riferimento già sentito su quanto aveva poi formato oggetto della testimonianza "de relato" resa da altro teste).

Cassazione penale sez. I  16 maggio 2002 n. 23161  



 
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