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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 220 cod. proc. penale: Oggetto della perizia

1. La perizia è ammessa quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche.

2. Salvo quanto previsto ai fini dell’esecuzione della pena o della misura di sicurezza, non sono ammesse perizie per stabilire l’abitualità o la professionalità nel reato, la tendenza a delinquere, il carattere e la personalità dell’imputato e in genere le qualità psichiche indipendenti da cause patologiche.


Giurisprudenza annotata

Oggetto della perizia

In tema di accertamenti tecnici su materiale biologico, ove nell'attività di estrazione dei campioni sia necessario l'intervento coattivo sulla persona, al prelievo può provvedere direttamente il p.m. attraverso la nomina di un consulente tecnico, previa autorizzazione del giudice ai sensi dell'art. 359 bis c.p.p. oppure il perito nominato dal giudice, nel caso in cui all'analisi estrattiva e comparativa del profilo genetico si proceda nelle forme dell'incidente probatorio. (Rigetta, App. Messina, 28/03/2014 )

Cassazione penale sez. II  27 novembre 2014 n. 2476  

 

In tema di reati sessuali, è illegittimo il rifiuto del giudice di disporre una perizia psicologica al fine di accertare l'attitudine della persona offesa a testimoniare o l'attendibilità delle sue dichiarazioni solo quando la condotta illecita offenda minori in tenera età e l'accertamento serva a valutare il rischio di eventuali elaborazioni fantasiose proprie dell'età o della struttura personologica del bambino. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittimo il diniego di perizia psicologica su minore avente, all'epoca di apertura del procedimento, un'età di anni sedici). (Annulla in parte senza rinvio, App. Bologna, 19/01/2011 )

Cassazione penale sez. III  07 ottobre 2014 n. 948  

 

In tema di stupefacenti, il giudice non ha alcun dovere di procedere a perizia o ad accertamento tecnico per stabilire la qualità e la quantità del principio attivo di una sostanza drogante, in quanto egli può attingere tale conoscenza anche da altre fonti di prova acquisite agli atti. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva condannato gli imputati per una pluralità di episodi di cessione di droga fondandosi, tra l'altro, sulla confessione di alcuni di essi). (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 16/05/2012 )

Cassazione penale sez. IV  29 gennaio 2014 n. 22238  

 

In tema di perizia, la visione parziale degli atti, dei documenti e delle cose prodotti delle parti non determina alcuna nullità e/o inutilizzabilità, in assenza di espresse previsioni di legge, ma può eventualmente riverberarsi sull'affidabilità delle considerazioni conclusive espresse dal perito, la cui valutazione, rimessa al libero convincimento del giudicante, è sottratta al sindacato di legittimità se congruamente motivata ed immune da vizi logici. (Annulla con rinvio, App. Trento sez dist.Bolzano, 01/10/2012)

Cassazione penale sez. III  10 dicembre 2013 n. 11096  

 

Il divieto di perizia su qualità psichiche non patologiche dello imputato di cui all'art. 220 c.p.p. è operante anche per la persona offesa dal reato, identica essendone la finalità che è quella di evitare indagini somatiche in una valutazione che spetta solo al giudice.

Cassazione penale sez. fer.  17 agosto 2011 n. 32796  

 

La capacità dell'imputato di partecipare coscientemente al processo deve essere accertata mediante perizia assunta con l'osservanza delle forme previste per il dibattimento anche nell'ipotesi in cui l'accertamento avvenga prima della sua apertura. (Nella specie, in cui il giudice di merito aveva inizialmente avvisato le parti del conferimento dell'incarico peritale, ma poi, una volta depositata la relazione di perizia psichiatrica, l'aveva acquisita senza fissare l'udienza per l'esame orale del perito, la Corte ha annullato l'ordinanza di revoca della sospensione del processo, della quale era stata tempestivamente eccepita la nullità). Annulla con rinvio, Ass.App. Palermo, 23 ottobre 2009

Cassazione penale sez. I  08 luglio 2010 n. 29936  

 

In caso di reati sessuali in danno di minore, la perizia psicologica (sulla capacità di testimoniare), è opportuno che sia effettuata in epoca il più possibile vicina ai fatti: ciò per evitare il pericolo di rimozione dei ricordi tipico della fase infantile, per fissare la prova e neutralizzare manovre suggestive, anche inconsapevoli, degli intervistatori del minore che inquinino irrimediabilmente it suo narrato e per permettere al minore stesso un tempestivo percorso terapeutico nel quale rielaborare i fatti. (Nel caso di specie, invece, la perizia psicologica era stata effettuata solo in grado di appello, dopo che la bambina presunta vittima della violenza sessuale era stata più volte sentita sia in sede di indagini dagli organi di polizia, sia in sede di incidente probatorio; la Corte, evidenziando tra l'altro che la perizia scontava la mancanza di contatti diretti tra il perito, la minore e i suoi genitori, annullava con rinvio la sentenza di condanna giacché la motivazione della decisione, adesiva alle conclusioni del perito, non aveva fornito satisfattiva risposta su talune incongruenze, evidenziate dalla difesa dell'imputato, nei racconti resi nel tempo dalla vittima).

Cassazione penale sez. III  13 aprile 2010 n. 22007  

 

In tema di istruzione dibattimentale, l'art. 220, comma 1, c.p.p. non sancisce un obbligo assoluto ed incondizionato del giudice di avvalersi dell'ausilio di persone esperte nei vari rami della tecnica, della scienza o dell'arte essendo tale decisione subordinata ad una valutazione discrezionale in ordine alla necessità dell'accertamento peritale.

Tribunale Genova  07 luglio 2008

 

In tema di reato di cui all'art. 474 c.p., la contraffazione della merce si realizza quando il marchio o altro segno distintivo viene riprodotto abusivamente su prodotti non autentici in maniera atta a confondere i consumatori sulla provenienza dei prodotti stessi. Tale confondibilità tra segno contraffatto e segno genuino deve essere valutata sulla base di un esame complessivo, che può tenere conto analiticamente degli elementi di similitudine e di distinzione, ma deve soprattutto incentrarsi sull'impressione d'insieme che il prodotto può fare sul consumatore medio, che - per definizione - non ha a disposizione il prodotto autentico con cui effettuare un confronto analitico e immediato. A tal proposito, peraltro, secondo il principio generale desumibile dall'art. 220 c.p.p., per accertare la contraffazione, e in particolare la confondibilità, dei segni distintivi, non è necessario procedere sempre all'esame peritale, giacché in molti casi vi può provvedere il giudice sulla base della sua prudente valutazione, senza dover ricorrere a competenze specialistiche.

Cassazione penale sez. III  12 febbraio 2008 n. 13819  



 
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