codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 221 cod. proc. penale: Nomina del perito

1. Il giudice nomina il perito scegliendolo tra gli iscritti negli appositi albi o tra persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina. Quando la perizia è dichiarata nulla, il giudice cura, ove possibile, che il nuovo incarico sia affidato ad altro perito.

2. Il giudice affida l’espletamento della perizia a più persone quando le indagini e le valutazioni risultano di notevole complessità ovvero richiedono distinte conoscenze in differenti discipline.

3. Il perito ha l’obbligo di prestare il suo ufficio, salvo che ricorra uno dei motivi di astensione previsti dall’articolo 36.


Giurisprudenza annotata

Nomina del perito

Il provvedimento di nomina come perito di esperto non iscritto nell'apposito albo non è nullo anche quando è privo dell'indicazione delle ragioni di tale scelta, se la sua motivazione è integrata dal giudice prima dell'inizio delle operazioni peritali. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittimamente effettuata l'integrazione del provvedimento di nomina nel successivo provvedimento di rigetto della dichiarazione di ricusazione dei periti). (Rigetta, G.i.p. Trib. Vasto, 23/04/2013)

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2014 n. 17741

 

La declaratoria di falsità di documenti ai sensi dell'art. 537 c.p.p., non costretta nei limiti di efficacia dettati dall'art. 654 dello stesso codice ed equivalente a quella emessa su querela di falso a norma del precedente art. 221, è opponibile anche prima della materiale cancellazione del documento, in quanto idonea a spiegare autorità di giudicato in un diverso giudizio, civile o amministrativo che veda come parti soggetti terzi, ancorché rimasti estranei al procedimento penale.

T.A.R. Torino (Piemonte) sez. I  15 gennaio 2014 n. 66  

 

Dichiarata la nullità di una perizia per omesso avviso alle parti dell'inizio delle operazioni, è legittima la rinnovata nomina degli stessi periti, giacché, del resto, la disposizione che suggerisce, in caso di declaratoria di nullità della perizia, di affidare un nuovo incarico a un diverso perito (art. 221, comma 1, c.p.p.), non è assistita, in caso di violazione, da alcuna sanzione di nullità, che pertanto non può essere dichiarata in ragione del principio di tassatività delle cause di invalidità.

Cassazione penale sez. IV  22 dicembre 2009 n. 10452  

 

In tema di perizia e consulenza tecnica, la scelta dell'esperto tra soggetti non iscritti nell''albo dei consulenti del giudice non produce alcuna nullità della nomina, né tantomeno incide sulla relazione da questi prodotta, o sulla attendibilità della stessa.

Cassazione penale sez. III  23 novembre 2005 n. 2211  

 

Qualora il giudice, dichiarata la nullità di una perizia, nomini nuovamente lo stesso perito e non un altro, come invece previsto, "ove possibile", dall'art. 221 comma 1 c.p.p., il perito così nominato non si trova, per ciò solo, in situazione di incompatibilità che comporti dovere di astensione o possibilità di ricusazione.

Cassazione penale sez. IV  29 aprile 2003 n. 26431

 

In tema di perizia, non costituisce violazione processuale (nè lesione del diritto di difesa) l'affidamento da parte del giudice di distinti incarichi peritali, aventi il medesimo oggetto, a più persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina, sempre che ricorra la condizione che le valutazioni da compiersi siano di notevole complessità, ovvero richiedano distinte conoscenze in differenti discipline, atteso che la scelta del giudice di non affidare un mandato collegiale ma singoli incarichi, comportando la possibilità di confrontare all'esito più risultati (ottenuti peraltro senza il rischio di influenze reciproche tra i componenti il collegio), lungi dal comprimere il diritto di intervento e rappresentanza dell'imputato, rafforza le garanzie di quest'ultimo.

Cassazione penale sez. II  10 novembre 2000 n. 13151  

 

Al perito nominato di ufficio è consentito affidare adempimenti materiali e analisi di laboratorio a terzi di sua fiducia, a condizione che ciò non si risolva in una sorta di incarico completamente affidato ai terzi stessi ovvero in una "delega" ad espletare la perizia e sempre che egli controlli, sottoponga a vaglio critico e faccia proprio i risultati degli esami e delle attività eseguiti altrove.

Cassazione penale sez. III  23 giugno 2000 n. 10058  

 

Qualora l'espletamento di una perizia venga affidato ad un collegio di tre periti e uno di costoro non prenda parte alle operazioni per cui sia redatta e poi depositata ed utilizzata una perizia a due e non a tre periti, la perizia è da considerarsi inesistente e, quindi, inutilizzabile ai fini della decisione. Ed, infatti, poiché a norma dell'art. 221, comma 2, c.p.p., il giudice affida l'espletamento della perizia a più persone quando le indagini e le valutazioni risultano di notevole complessità ovvero richiedono distinte conoscenze in differenti discipline, la perizia che provenga da alcuni soltanto dei soggetti designati, è inidonea a conseguire lo scopo perseguito e, quindi, non è riconducibile nell'ambito dell'atto voluto.

Cassazione penale sez. IV  25 febbraio 1994

 

In tema di valutazione delle risultanze peritali, posto che la perizia viene disposta, come previsto dall'art. 220 c.p.p., "quando occorre svolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche, scientifiche o artistiche" (competenze che, pertanto, debbono ritenersi, per definizione, escluse dalle cognizioni del giudice e, in genere dalle nozioni di comune esperienza), ne deriva che sarebbe contraddittorio pretendere dal giudice la autonoma dimostrazione della esattezza delle conclusioni raggiunte dal perito, quando a tali conclusioni egli ritenga di prestare adesione, dovendosi invece ritenere sufficiente che dalla motivazione del provvedimento giurisdizionale risulti come detta adesione non sia stata acritica e passiva, ma sia stata frutto di attento e ragionato studio, necessariamente condotto, peraltro, nel presupposto che le suddette conclusioni peritali, sia per la "particolare competenza" di cui il perito deve presumersi fornito (art. 221 c.p.p.), sia per l'impegno che egli deve assumere all'atto del conferimento dell'incarico (art. 226 comma 1 c.p.p.), siano, fino a prova contraria, affidabili.

Cassazione penale sez. I  11 novembre 1993



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti