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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 222 cod. proc. penale: Incapacità e incompatibilità del perito

1. Non può prestare ufficio di perito, a pena di nullità:

a) il minorenne, l’interdetto, l’inabilitato e chi è affetto da infermità di mente;

b) chi è interdetto anche temporaneamente dai pubblici uffici ovvero è interdetto o sospeso dall’esercizio di una professione o di un’arte;

c) chi è sottoposto a misure di sicurezza personali o a misure di prevenzione;

d) chi non può essere assunto come testimone o ha facoltà di astenersi dal testimoniare o chi è chiamato a prestare ufficio di testimone o di interprete;

e) chi è stato nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in un procedimento connesso.


Giurisprudenza annotata

Incapacità e incompatibilità del perito

Il divieto di assumere l'incarico di perito previsto dall'art. 222 c.p.p. per chi è stato nominato consulente tecnico non è applicabile all'ausiliario designato dal perito (nella specie, per la formulazione dell'anamnesi sulla persona offesa vittima di abusi sessuali). (Annulla con rinvio, App. Trento sez. dist. Bolzano, 01/10/2012)

Cassazione penale sez. III  10 dicembre 2013 n. 11096  

 

L'art. 222 c.p.p. vieta che sia attribuito l'incarico di perito a chi sia stato già nominato consulente tecnico nello stesso procedimento o in altro connesso, ma non che assuma la veste di perito chi, essendo già stato nominato tale nel medesimo procedimento, si veda nuovamente conferire l'incarico da parte di un giudice diverso. (Nella specie, a seguito di modifica nella composizione del collegio giudicante, e in omaggio al principio dell'immutabilità del giudice, si era reso necessario procedere al rinnovo della perizia già disposta ed espletata). Rigetta, Gip Trib, Avellino, 07/05/2012

Cassazione penale sez. VI  18 ottobre 2012 n. 43797  

 

L'espletamento di una perizia dichiarata nulla non costituisce causa di incompatibilità del perito ai fini del conferimento di un nuovo incarico nel medesimo procedimento penale, in quanto al perito si applicano i casi di incompatibilità previsti dall'art. 222 c.p.p. e non le cause di incompatibilità previste per il giudice dall'art. 34 c.p.p., con la conseguenza che tale circostanza non costituisce motivo di ricusazione. Rigetta, Gip Trib. Avellino, 07/05/2012

Cassazione penale sez. VI  18 ottobre 2012 n. 43797

 

È legittimo, nel caso di sopravvenuta modifica della composizione del collegio giudicante e stante la necessità di ricorrere alla rinnovazione della perizia, il conferimento dell'incarico al perito già designato dal precedente e diverso collegio, non sussistendo divieti in tal senso nell'art. 222, comma 1, lett. e), c.p.p. Rigetta, App. Roma, 25/11/2010

Cassazione penale sez. IV  27 maggio 2011 n. 38704  

 

Non trovano applicazione, neppure in via analogica nei confronti dei consulenti tecnici del p.m. le ipotesi di incapacità ed incompatibilità dei periti previste dall'art. 225, comma 3, c.p.p., né sussiste alcuna inutilizzabilità degli accertamenti eventualmente compiuti dai consulenti tecnici che si trovino in una delle situazioni di cui all'art. 222 c.p.p. (In applicazione di tale principio, la Corte ha escluso che sussistesse l'incompatibilità di un esperto di psicologia infantile, nominato dal p.m. quale consulente tecnico in un procedimento per reati sessuali, già incaricato dal tribunale dei Minorenni per seguire il minore abusato). Rigetta, App. Firenze, 12/01/2009

Cassazione penale sez. III  07 aprile 2010 n. 24294  

 

L'incompatibilità ad assumere l'ufficio di perito per chi è stato nominato consulente tecnico in un procedimento connesso, prevista dall'art. 222, comma 1, lett. e), c.p.p., non opera con riguardo all'attività di trascrizione delle intercettazioni, disciplinata dall'art. 268, comma 7, c.p.p., atteso che il rinvio contenuto in tale norma alle forme, ai modi ed alle garanzie previste per l'espletamento delle perizie non comporta l'equiparazione del trascrittore al perito, dovendo il primo - a differenza del secondo, chiamato ad esprimere un "giudizio tecnico" - porre in essere soltanto una "operazione tecnica", non implicante alcun contributo tecnico-scientifico e connessa esclusivamente a finalità di tipo "ricognitivo". Rigetta, App. Salerno, 15/05/2008

Cassazione penale sez. I  26 marzo 2009 n. 26700  

 

Non sussiste la preclusione di cui all'art. 222, lett. e), c.p.p. nei confronti di chi abbia svolto le funzioni di tecnico previste dall'art. 135, comma 2, c.p.p., cioè di assistente dell'ausiliario e non del giudice e venga successivamente incaricato di effettuare la trascrizione della registrazione, non trattandosi di ausiliario in senso tecnico ma di soggetto estraneo all'amministrazione della giustizia che svolge temporaneamente operazioni previste dalla legge.

Cassazione penale sez. II  18 giugno 2008 n. 27952  

 

L'espletamento di una perizia dichiarata nulla non costituisce causa di incompatibilità del perito ai fini del conferimento di un nuovo incarico nel medesimo procedimento penale, in quanto al perito si applicano i casi di incompatibilità previsti dall'art. 222 c.p.p. e non le cause di incompatibilità previste per il giudice all'art. 34 c.p.p., con la conseguenza che tale circostanza non costituisce motivo di ricusazione.

Cassazione penale sez. III  21 gennaio 2003 n. 9202

 

Il soggetto che abbia svolto funzioni di ausiliario del p.m. non può essere assunto come testimone, vietandolo l'art. 197 comma 1 lett. d), c.p.p., anche nel caso in cui allo stesso soggetto sia stato poi conferito l'incarico di consulente, posto che anche tale conferimento è da riguardarsi come illegittimo, per il combinato disposto degli art. 222 comma 1, lett. d), e 225 comma 3, in base al quale non può essere nominato consulente tecnico chi, tra l'altro, si trova nella condizione di non poter essere assunto come testimone.

Cassazione penale sez. III  26 novembre 2001 n. 4526  

 

È inutilizzabile la deposizione di chi, nell'ambito del medesimo procedimento, abbia assunto la funzione di ausiliario del p.m., contribuendo ad un rilevante atto di indagine e per di più essendo chiamato a testimoniare su un tema afferente al giudizio di attendibilità della medesima persona offesa, quand'anche sia sentito come consulente e non come testimone. E ciò, sia perché in quanto ausiliario l'art. 197, lett. e, c.p.p. sancisce la sua incapacità a testimoniare, sia perché, ai sensi del combinato disposto degli art. 222, lett. d, 225, comma 3, e 233, comma 3, c.p.p., la sua nomina a consulente tecnico deve ritenersi illegittima.

Cassazione penale sez. III  26 novembre 2001 n. 4526  

 

Non è manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 32 cost., la q.l.c. dell'art. 222 c.p., nella parte in cui tale disposizione, prevedendo un'applicazione indifferenziata della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario nei confronti dell'imputato prosciolto per infermità mentale psichica o addirittura nei confronti dell'indagato o di colui non ancora condannato (e ritenuto socialmente pericoloso), prescinde dalla natura e dal tipo d'infermità mentale e soprattutto dal tipo di cura più idonea al recupero o attenuazione del deficit e della pericolosità sociale.

Tribunale Cagliari  27 gennaio 2000



 
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