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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 227 cod. proc. penale: Relazione peritale

1. Concluse le formalità di conferimento dell’incarico, il perito procede immediatamente ai necessari accertamenti e risponde ai quesiti con parere raccolto nel verbale.

2. Se, per la complessità dei quesiti, il perito non ritiene di poter dare immediata risposta, può chiedere un termine al giudice.

3. Quando non ritiene di concedere il termine, il giudice provvede alla sostituzione del perito; altrimenti fissa la data, non oltre novanta giorni, nella quale il perito stesso dovrà rispondere ai quesiti e dispone perchè ne venga data comunicazione alle parti e ai consulenti tecnici.

4. Quando risultano necessari accertamenti di particolare complessità, il termine può essere prorogato dal giudice, su richiesta motivata del perito, anche più volte per periodi non superiori a trenta giorni. In ogni caso, il termine per risposta ai quesiti, anche se prorogato, non può superare i sei mesi.

5. Qualora sia indispensabile illustrare con note scritte il parere, il perito può chiedere al giudice di essere autorizzato a presentare, nel termine stabilito a norma dei commi 3 e 4, relazione scritta.


Giurisprudenza annotata

Relazione peritale

 

In tema di trascrizione di intercettazioni telefoniche, l'omesso deposito della relazione peritale prima dell'udienza fissata per l'esame in dibattimento del perito non integra alcuna nullità o violazione del diritto di difesa, attesa la possibilità di estrarre preventivamente copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione delle registrazioni su nastro magnetico così da consentire alla difesa l'indicazione di specifiche inesattezze, incompletezze od omissioni. Rigetta, App. L'Aquila, 14/03/2012

Cassazione penale sez. II  03 ottobre 2013 n. 47036  

 

I termini di cui all'art. 227 c.p.p. relativi al deposito ed alla proroga per il deposito della relazione peritale hanno carattere ordinatorio in quanto non sono stabiliti a pena di decadenza, per cui l'eventuale ritardo del deposito peritale non determina nullità o inutilizzabilità della relazione (Fattispecie nella quale le parti non avevano contestato la conoscenza della perizia ma solo la violazione dei termini della proroga).

Tribunale Milano sez. V  25 novembre 2011

 

È integrata la fattispecie di reato prevista dall'art. 328, comma 1, c.p. allorquando il consulente tecnico nominato dal pubblico ministero, pur sollecitato più volte ad adempiere all'incarico ricevuto, non abbia proceduto agli accertamenti né risposto ai quesiti, così come gli è imposto dall'art. 227 c.p.p., né abbia fornito giustificazione alcuna della sua inerzia, la quale abbia interferito con l'attività giudiziaria e, segnatamente, con le indagini preliminari, contrassegnate da espressi termini di durata in relazione a reati per i quali decorre sempre il termine di prescrizione.

Tribunale Crotone  03 agosto 2007 n. 1000  

 

In tema di perizia, il mancato rispetto del termine, di natura ordinatoria, di sei mesi previsto dall'art. 227 c.p.p. Per rispondere ai quesiti non comporta la nullità o inutilizzabilità della perizia.

Cassazione penale sez. I  28 settembre 1999 n. 13750  

 

La sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, nulla disponendo espressamente in senso contrario l'art. 240 bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del vigente c.p.p., opera anche per i termini di deposito della relazione peritale fissati dal giudice a norma dell'art. 227 c.p.p., trattandosi di termini di natura procedurale, sia perché si collocano nell'ambito del processo, sia perché ineriscono ad un atto di questo.

Cassazione penale sez. I  26 giugno 1995 n. 7214  

 

La sospensione dei termini processuali nel periodo feriale, nulla disponendo espressamente in senso contrario l'art. 240 bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del vigente c.p.p., opera anche per i termini di deposito della relazione peritale fissati dal giudice a norma dell'art. 227 c.p.p., trattandosi di termini di natura procedurale, sia perché si collocano nell'ambito del processo, sia perché ineriscono ad un atto di questo.

Cassazione civile sez. I  26 giugno 1995 n. 7214  

 

Alla luce dell'indubbia analogia esistente fra gli "accertamenti" di cui agli art. 359 e 360 c.p.p. e gli "accertamenti" cui fa riferimento l'art. 227 c.p.p. in materia di perizia, devesi ritenere che, così come l'attività accertativa viene svolta dal perito anche senza la presenza del giudice (art. 228 c.p.p.), e quindi senza che tale attività venga descritta in un verbale, analoga possibilità sussista per il consulente tecnico, se utilizzato ad effettuare gli accertamenti in assenza del pubblico ministero. In tale caso, per "verbale degli atti non ripetibili compiuti dal p.m." da inserirsi nel fascicolo per il dibattimento (art. 431 c.p.p.) dovrà intendersi il verbale del conferimento dei quesiti (art. 360 c.p.p.) con annessa relazione del consulente tecnico, salvo che lo stesso, anziché compilare relazione, non abbia direttamente riferito al pubblico ministero in ordine allo svolgimento delle operazioni precedentemente effettuate, comunicandogli i risultati, con redazione di un apposito verbale.

Pretura Torino  21 marzo 1991

 

Allorché, d'ufficio o su richiesta di parte, il giudice del dibattimento dispone una perizia, deve ritenersi consentita al perito la presentazione di una relazione scritta, relazione prevista in via generale dall'art. 227, c.p.p. e non esclusa dal comma 3 dell'art. 508 dello stesso codice, là dove è stabilito che il perito stesso risponde ai quesiti, senza però specificare che ciò debba avvenire solo oralmente. Della relazione deve essere data lettura, previo esame del perito, ai sensi dell'art. 508 comma 2 e 511 comma 3. La lettura che sia fatta senza l'esame del perito non determina l'inutilizzabilità della perizia, ma una nullità generale non assoluta per violazione dei diritti della difesa; nullità soggetta pertanto ai limiti di deducibilità di cui all'art. 182 e alle sanatorie di cui all'art. 183.

Cassazione penale sez. VI  08 marzo 1991



 
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