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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 229 cod. proc. penale: Comunicazioni relative alle operazioni peritali

1. Il perito indica il giorno, l’ora e il luogo in cui inizierà le operazioni peritali e il giudice ne fa dare atto nel verbale.

2. Della eventuale continuazione delle operazioni peritali il perito dà comunicazione senza formalità alle parti presenti.


Giurisprudenza annotata

Comunicazioni relative alle operazioni peritali

L'obbligo di comunicazione senza formalità dell'eventuale prosieguo in altra data delle operazioni peritali è previsto dall'art. 229, comma 2, c.p.p. soltanto in favore delle parti presenti all'inizio delle predette operazioni; pertanto, in caso di omissione della comunicazione in favore delle parti in quel momento non presenti, va esclusa la nullità della perizia.

Cassazione penale sez. IV  13 dicembre 2012 n. 13068  

 

Non è nulla la perizia qualora sia stata omessa a favore dei consulenti di parte non presenti alle operazioni peritali la comunicazione del prosieguo di queste ultime in altra data, atteso che detta comunicazione, ancorché senza formalità, è obbligatoria ex art. 229 comma 2 c.p.p. soltanto in favore delle parti presenti all'inizio delle predette operazioni. Rigetta, App. Brescia, 05/12/2011

Cassazione penale sez. IV  13 dicembre 2012 n. 13068  

 

È nulla la perizia disposta dal g.i.p. - a seguito di richiesta di sostituzione della misura di custodia in carcere con altra meno afflittiva - qualora l'anticipo delle operazioni peritali non sia comunicato ad uno dei difensori dell'imputato; infatti, l'assenza di formalità in ordine alla continuazione delle operazioni peritali, prevista al comma 2 dell'art. 229 c.p.p., riguarda la parte già informata di tempo e luogo di inizio delle predette operazioni, momento in cui si instaura il rapporto con il perito, di seguito informale. Ne consegue che l'art. 229, comma 2, c.p.p., non si applica all'ipotesi di mutamento delle indicazioni del perito in ordine all'inizio delle operazioni peritali, mutamento che deve essere direttamente comunicato dal perito a ciascuna parte facoltizzata a presenziare. Annulla con rinvio, Trib. lib. Napoli, 24 novembre 2009

Cassazione penale sez. V  11 maggio 2010 n. 22800

 

L'obbligo di comunicazione senza formalità dell'eventuale prosieguo in altra data delle operazioni peritali è previsto dall'art. 229, comma 2, c.p.p. soltanto in favore delle parti presenti all'inizio delle predette operazioni; pertanto, in caso di omissione della comunicazione in favore delle parti in quel momento non presenti, va esclusa la nullità della perizia.

Cassazione penale sez. IV  18 aprile 2008 n. 18484  

 

Nel caso in cui l'inizio delle operazioni peritali di trascrizione di alcune telefonate intercettate disposta in sede di appello sia fissato per una data, con regolare avviso alle parti, e quindi differito a seguito del mancato deposito dei nastri, senza che della nuova data di svolgimento delle attività peritali venga più dato avviso alle parti, si verifica una omissione che equivale a mancanza della comunicazione prevista, a garanzia della difesa, dal comma 1 dell'art. 229 c.p.p., che dà luogo a nullità di ordine generale, inquadrabile nella previsione dell'art. 178 lett. e) c.p.p.; nullità peraltro a regime intermedio, in quanto non riconducibile ad alcuna delle ipotesi di cui al successivo art. 179. La nullità perciò deve essere rilevata a pena di decadenza all'udienza in cui è stato convocato il perito per essere sentito in ordine all'incarico espletato (art. 182, comma 2, primo periodo c.p.p.) e, non avendolo fatto le parti presenti, l'eccezione rimane preclusa in sede di ricorso per cassazione.

Cassazione penale sez. I  14 luglio 2005 n. 39996  

 

L'indicazione, da parte del perito, ai sensi dell'art. 229 comma 1 c.p.p., del giorno, dell'ora e del luogo in cui inizierà le operazioni peritali costituisce una garanzia tassativamente prevista, onde, qualora intervengano variazioni rispetto alla detta indicazione, il perito è tenuto a darne comunicazione anche al difensore, senza che in contrario possa invocarsi il disposto di cui al comma 2 del cit. art. 229 c.p.p., il quale, nel prevedere la semplice comunicazione, senza formalità, alle parti presenti, si riferisce alla eventuale "continuazione" delle operazioni già iniziate e non può, quindi, trovare applicazione in caso di modifica unilateralmente decisa dal perito non nel corso delle operazioni ed in presenza, almeno virtuale, delle parti, ma prima che le operazioni stesse abbiano inizio (principio affermato con riferimento a perizia disposta in sede di procedimento di sorveglianza).

Cassazione penale sez. I  01 marzo 1996 n. 2750  



 
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