codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 236 cod. proc. penale: Documenti relativi al giudizio sulla personalità

1. E’ consentita l’acquisizione dei certificati del casellario giudiziale , della documentazione esistente presso gli uffici del servizio sociale degli enti pubblici e presso gli uffici di sorveglianza nonché delle sentenze irrevocabili di qualunque giudice italiano e delle sentenze straniere riconosciute, ai fini del giudizio sulla personalità dell’imputato o della persona offesa dal reato, se il fatto per il quale si procede deve essere valutato in relazione al comportamento o alle qualità morali di questa.

2. Le sentenze indicate nel comma 1 e i certificati del casellario giudiziale possono inoltre essere acquisiti al fine di valutare la credibilità di un testimone.


Giurisprudenza annotata

Documenti relativi a giudizio sulla personalità

La confisca - sia essa quella regolata dagli art. 236 e 240 c.p.p., quale misura di sicurezza, sia quella disciplinata come sanzione da alcune leggi speciali (soprattutto in materia fiscale), sia quella antimafia avente carattere preventivo e repressivo - dà luogo ad un acquisto derivativo in favore dello Stato, in relazione al solo bene confiscato. In ipotesi di confisca antimafia di un'attività commerciale, assumendo lo Stato non la veste di successore a titolo universale nei rapporti debitori del soggetto passivo della confisca, ma quella di mero successore a titolo particolare nello specifico rapporto relativo all'attività confiscata, deve pertanto escludersi che possano essere fatti valere nei confronti della competente Agenzia del Demanio, cui siano stati devoluti i beni confiscati, i crediti dei terzi verso il destinatario della misura, crediti che costituiscono non "poste passive" dell'impresa in cui subentra lo Stato, ma autonome ragioni di obbligazione sussistenti nei confronti dell'indiziato di mafia.

Tribunale Salerno sez. I  29 giugno 2010

 

La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello non può consistere nella sola acquisizione di sentenze e certificati del casellario giudiziario funzionale alla valutazione della credibilità di un testimone le cui dichiarazioni sono già state assunte in primo grado. Dichiara inammissibile, App. Lecce, 05 maggio 2008

Cassazione penale sez. II  20 maggio 2010 n. 19693  

 

L'elencazione, contenuta nell'art. 236 c.p.p., dei documenti utilizzabili ai fini del giudizio sulla personalità dell'imputato, non ha carattere tassativo, per cui essa non esclude che, ai fini anzidetti, possano essere utilizzati, quali documenti acquisibili ai sensi dell'art. 234 c.p.p., anche i dati contenuti nell'archivio informatico della polizia di Stato.

Cassazione penale sez. II  05 maggio 2010 n. 18189  

 

Non è fondata la q.l.c. dell'art. 238 bis c.p.p., censurato in riferimento all'art. 111, commi 4 e 5, cost., nella parte in cui "consente l'acquisizione dibattimentale delle sentenze divenute irrevocabili ai fini della prova di fatto in esse accertato e, quindi, la utilizzabilità di tale mezzo di prova documentale oltre i casi e i limiti di efficacia probatoria previsti in via generale dal combinato disposto degli art. 234 e 236" del medesimo codice. Premesso che l'illegittimità costituzionale di una disposizione non consegue alla possibilità di darne un'interpretazione contrastante con precetti della Costituzione, quanto all'impossibilità di adottarne una ad essi conforme, la disposizione censurata non viola il principio del contraddittorio, in quanto, posto che la portata di tale principio nella formazione della prova va individuata in considerazione della specificità dei singoli mezzi di prova, la sentenza irrevocabile non può essere considerata un documento in senso proprio, caratterizzandosi essa per il fatto di contenere un insieme di valutazioni di un materiale probatorio acquisito in un diverso giudizio, né può essere equiparata alla prova orale, con la conseguenza che, in relazione alla specifica natura della sentenza irrevocabile, il principio del contraddittorio trova il suo naturale momento di esplicazione non nell'atto dell'acquisizione - nel quale, del resto, non sarebbe ipotizzabile alcun contraddittorio, se non in ordine all'an dell'acquisizione - ma in quello successivo della valutazione e utilizzazione; soluzione questa, che si salda logicamente alla scomparsa, nel nuovo sistema processuale, della pregiudiziale penale, la quale, al contrario, proiettava in termini di vincolatività il giudicato esterno nel processo "pregiudicato" (sentt. n. 159 del 1996, 381 del 2006, 379 e 403 del 2007, 129, 147 e 148 del 2008; ord. n. 265 del 2004).

Corte Costituzionale  06 febbraio 2009 n. 29

 

È rilevante e non manifestamente infondata, con riferimento all'art. 111, commi 4 e 5 cost., la q.l.c. dell'art. 238 bis c.p.p., nella parte in cui consente l'acquisizione dibattimentale delle sentenze divenute irrevocabili ai fini della prova del fatto in esse accertato e, quindi, la utilizzabilità di tale mezzo di prova documentale oltre i casi e i limiti di efficacia probatoria previsti in via generale dal combinato disposto degli art. 234 e 236 c.p.p

Tribunale Biella  06 febbraio 2006

 

L'elenco dei documenti utilizzabili ai sensi dell'art. 236 c.p.p. è solo esemplificativo e non tassativo, onde possono essere prodotti i certificati dei precedenti penali e dei carichi pendenti di un testimone, per consentirne la valutazione di attendibilità.

Corte assise Trani  27 ottobre 2004

 

La rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello, ai sensi dell'art. 603 c.p.p., siccome funzionalmente diretta - in armonia con la nozione generale di "istruzione dibattimentale" ricavabile dall'art. 496, comma 1, c.p.p. - alla "assunzione di prove" (il cui oggetto dev'essere ricompreso nelle specifiche previsioni di cui all'art. 187 stesso codice), non può consistere nella sola acquisizione, ai sensi dell'art. 236, comma 2, c.p.p., di sentenze e certificati del casellario giudiziario al fine di valutare la credibilità di un testimone le cui dichiarazioni sono già state assunte in primo grado.

Cassazione penale sez. I  16 maggio 2002 n. 23161  

 

L'art. 238 bis c.p.p., secondo il quale le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esse accertato, non si applica alle sentenze c.d. di patteggiamento, perché essendo queste prive di un compiuto accertamento di fatto, sono estranee al contenuto precettivo della norma. Ciò peraltro non esclude un'utilizzazione delle sentenze c.d. di patteggiamento divenute irrevocabili, quale fatto storico in sè e per sè considerato, al fine di valutare la credibilità di un testimone, a norma dell'art. 236 comma ultimo c.p.p.

Tribunale Rovereto  18 dicembre 2001

 

L'art. 238 bis c.p.p., secondo cui le sentenze divenute irrevocabili possono essere acquisite ai fini della prova del fatto in esse accertato, non si applica alle sentenze c.d. di patteggiamento, perché, essendo queste prive di un compiuto accertamento di fatto, sono estranee al contenuto precettivo della norma; ciò peraltro non esclude un'utilizzazione delle medesime, divenute irrevocabili, quale fatto storico in sè e per sè considerato, al fine di valutare la credibilità di un testimone, a norma dell'art. 236 comma ult. c.p.p.

Tribunale Rovereto  18 dicembre 2001

 

I decreti di archiviazione pronunciati nell'ambito di un diverso procedimento non sono suscettibili di acquisizione ai sensi dell'art. 236 o dell'art. 238 bis c.p.p., non contenendo essi statuizioni o accertamenti che possano essere considerati come processualmente certi.

Cassazione penale sez. I  10 luglio 2000 n. 8881  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti