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Codice proc. penale agg.  al  8 Mag 2015
 
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Art. 252 cod. proc. penale: Sequestro conseguente a perquisizione

1. Le cose rinvenute a seguito della perquisizione sono sottoposte a sequestro con l’osservanza delle prescrizioni degli articoli 259 e 260.


Giurisprudenza annotata

Sequestri

Con riferimento alla posizione del giornalista professionista, cui l'ordinamento assicura la garanzia del segreto professionale non quale privilegio personale, ma quale ineludibile presidio posto a tutela della libera ed incondizionata attività di informazione, che il rispetto del criterio di proporzionalità tra il contenuto di una misura invasiva della libertà personale di cui egli sia fatto destinatario e le esigenze di accertamento dei fatti oggetto d'indagine costituisca oggetto di un particolare e specifico onere motivazionale da parte dell'Autorità giudiziaria, al fine di evitare quanto più è possibile il rischio di una pericolosa compressione delle forme e modalità di esercizio di un diritto costituzionalmente tutelato. In tal senso è necessaria, dunque, un'accurata motivazione, sia del provvedimento di sequestro che dell'ordine di esibizione, sì da porre in evidenza non solo la presenza del nesso di collegamento tra le notizie ed il tema d'indagine, ma anche lo specifico oggetto dell'apprensione e la necessità delle informazioni desumibili dalla res ai fini dell'accertamento dei fatti.

Cassazione penale sez. VI  15 aprile 2014 n. 31735  

 

Non è soggetto ad impugnazione il decreto di perquisizione del p.m. che rimetta alla discrezionalità degli organi di polizia la individuazione di cose da sottoporre a sequestro, dovendo, in tale ultimo caso, intervenire il decreto di eventuale convalida del sequestro che è il solo provvedimento soggetto a riesame. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Genova, 03/06/2013

Cassazione penale sez. II  20 novembre 2013 n. 51867  

 

E' legittimo il sequestro dei computer contenenti documenti afferenti alla attività di due avvocati effettuato con lo scopo - esplicitato nel decreto di coercizione reale- di individuare files rilevanti per accertare se i due legali, nei giorni in cui avevano prodotto certificati attestanti l'impossibilità di svolgere attività lavorativa nelle udienze di cui avevano ottenuto il differimento per assoluto impedimento di presenziare, avessero altrove svolto regolarmente attività lavorativa, stente la pertinenzialità tra i beni sequestrati e i reati che sono oggetto delle indagini in corso.

Cassazione penale sez. V  24 aprile 2013 n. 35269  

 

È legittima la decisione con cui il tribunale del riesame annulli il provvedimento di perquisizione e sequestro delle credenziali di accesso al sistema informatico di prenotazione dei voli on line di una compagnia aerea onde identificare per tempo - in base ad una serie di parametri sintomatici desumibili dalle modalità di prenotazione dei voli - i passeggeri sospettabili di fungere da corrieri internazionali di stupefacenti (c.d. ovulatori), trattandosi di provvedimento preordinato non tanto ad acquisire elementi di conoscenza in ordine ad una o più "notitiae criminis" determinate quanto a monitorare in modo illimitato, preventivo e permanente il contenuto di un sistema informatico onde pervenire all'accertamento di reati non ancora commessi, ma dei quali si ipotizzi la futura commissione da parte di soggetti da individuarsi; né al riguardo può essere invocato l'art. 248 comma 2 c.p.p., novellato dalla l. n. 48 del 2008 - per il quale l'autorità giudiziaria e gli ufficiali di polizia giudiziaria da questa delegati, per rintracciare le cose da sottoporre a sequestro o accertare altre circostanze utili ai fini delle indagini, possono esaminare presso banche atti, documenti e corrispondenza nonché dati, informazioni e programmi informatici - il quale laddove richiama le banche non può che riferirsi agli istituti di credito e non già alle banche dati, per giunta in continuo aggiornamento automatico, presso qualsiasi altro ente o struttura privata o pubblica, tanto più che il termine banca-dati non risulta mai adoperato dall'ordinamento giuridico italiano che utilizza la diversa dizione di sistema informatico o telematico.

Cassazione penale sez. IV  17 aprile 2012 n. 19618

 

In tema di sequestro, il p.m. che, delegando la polizia giudiziaria all'esecuzione di una perquisizione, abbia disposto il sequestro "di quanto rinvenuto (corpo di reato e cose pertinenti al reato) e, in ogni caso, ritenuto utile al fine delle indagini", è tenuto a provvedere alla convalida relativamente al sequestro avente a oggetto cose non specificate nel relativo provvedimento, in quanto l'indeterminatezza dell'oggetto rimette - sempre che non si tratti di beni soggetti a confisca obbligatoria - al giudizio della polizia giudiziaria l'individuazione del presupposto fondamentale del sequestro (qualifica del bene come corpo o pertinenza del reato), la quale non può che avere natura provvisoria, essendo necessario il controllo dell'autorità giudiziaria, ai sensi dell'art. 355 c.p.p.

Cassazione penale sez. III  11 marzo 2010 n. 18533  

 

Nell'ipotesi di perquisizione e sequestro, il p.m. non è tenuto a emanare un successivo provvedimento di convalida, qualora le cose effettivamente sequestrate dalla polizia giudiziaria siano quelle individuate nel provvedimento stesso. L'attività esecutiva della polizia giudiziaria necessita invece di convalida ex art. 355 c.p.p. ogni qualvolta il decreto del p.m. non indichi l'oggetto specifico della misura ovvero lo individua, ma disponga l'apprensione anche «di quant'altro» venga rinvenuto nel corso della perquisizione.

Cassazione penale sez. III  05 giugno 2008 n. 27508  

 

Il divieto di prelievo coattivo di materiale biologico non si estende al prelievo non invasivo di tracce biologiche da beni appartenenti all’indagato, allorquando siano state rispettate le garanzie difensive di cui agli art. 247 e ss. c.p.p. e 252 e ss. c.p.p.

Tribunale minorenni Palermo  20 aprile 2007

 

Premesso che alla stregua dell'art. 247 comma 1 c.p.p., che regola i casi e le forme delle perquisizioni anche nelle ipotesi di provvedimenti di perquisizione e sequestro previsti dagli art. 250 e 252 c.p.p., le cose da ricercare, ed eventualmente da sequestrare, devono necessariamente essere o "corpo di reato" ovvero "cose pertinenti al reato", di guisa che la motivazione dei provvedimenti che autorizzano le perquisizione ed i sequestri devono tenere conto di tali caratteristiche delle cose oggetto dei provvedimenti medesimi e devono pertanto specificare le imputazioni che sono a fondamento della ricerca, mediante l'indicazione, seppure sommaria ed approssimativa, delle fattispecie criminose contestate e dei fatti specifici imputati, deve ritenersi legittimo il decreto che indica specificamente sia le disposizioni che s'intendono violate sia i fatti specifici imputati, il tutto per "relationem" alla denuncia che costituisce parte integrante del provvedimento, essendone stata disposta la comunicazione unitamente al decreto stesso.

Tribunale Trento  03 maggio 2004

 



 
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