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Codice proc. penale agg.  al  9 Mag 2015
 
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Art. 253 cod. proc. penale: Oggetto e formalità del sequestro

1. L’autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti.

2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo.

3. Al sequestro procede personalmente l’autorità giudiziaria ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato con lo stesso decreto.

4. Copia del decreto di sequestro è consegnata all’interessato, se presente.


Giurisprudenza annotata

Sequestro probatorio

In tema di sequestro probatorio, deve escludersi che la misura sia illegittima, perché sorretta da finalità meramente esplorative, tutte le volte in cui si sia in presenza di una notizia di reato sufficientemente delineata e suscettibile di approfondimenti istruttori. (Rigetta, Trib. lib. Mantova, 07/04/2014 )

Cassazione penale sez. VI  07 gennaio 2015 n. 3187  

 

Non è appellabile l'ordinanza di rigetto della richiesta di restituzione delle cose sottoposte a sequestro probatorio, adottata dal giudice nella fase del giudizio.

Cassazione penale sez. I  16 dicembre 2014 n. 1635  

 

Il decreto di sequestro probatorio può essere sorretto anche da motivazione in ordine al presupposto della finalità perseguita in concreto per l'accertamento dei fatti enunciata mediante formule sintetiche qualora sia di immediata percezione la "diretta" connessione probatoria tra il vincolo di temporanea indisponibilità del bene sequestrato ed il corretto sviluppo della attività investigativa. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto correttamente adempiuto l'obbligo di motivazione del sequestro di merce verosimilmente contraffatta con l'utilizzo della espressione sintetica relativa alla "necessità di proseguire le indagini"). (Rigetta, Trib. lib. Salerno, 14/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  11 novembre 2014 n. 52619  

 

La motivazione dell'ordinanza confermativa del decreto di sequestro probatorio è meramente apparente - quindi censurabile con il ricorso per cassazione per violazione di legge - quando le argomentazioni in ordine al "fumus" del carattere di pertinenza ovvero di corpo del reato dei beni sottoposti a vincolo non risultano ancorate alle peculiarità del caso concreto. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Terni, 07/01/2014 )

Cassazione penale sez. IV  30 settembre 2014 n. 43480  

 

Il decreto di sequestro probatorio delle cose che costituiscono corpo del reato deve essere sorretto, a pena di nullità, da idonea motivazione in ordine alla sussistenza della relazione di immediatezza tra la "res" sequestrata ed il reato oggetto di indagine, non anche in ordine alla necessità di esso in funzione dell'accertamento dei fatti, poiché l'esigenza probatoria del corpo del reato è "in re ipsa". (Rigetta, G.i.p. Trib. Isernia, 09/12/2013)

Cassazione penale sez. V  19 settembre 2014 n. 48376  

 

Il decreto del P.M. di convalida del sequestro probatorio può essere sorretto da una motivazione enunciata mediante formule estremamente sintetiche o prestampate, quando, avuto anche riguardo agli atti processuali ivi richiamati, siano adeguatamente esplicitate le ragioni probatorie del vincolo di temporanea indisponibilità delle cose sequestrate. (Fattispecie in cui, in relazione a convalida di sequestro probatorio effettuato per il reato di importazione, senza autorizzazione, di principi farmacologicamente attivi, e con riferimento a sostanze che si ipotizzava avessero tale natura, la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione sintetizzata nell'espressione "quanto è stato oggetto di sequestro è corpo di reato o comunque cosa pertinente al reato, in quanto trattasi di beni la cui detenzione è illecita e/o il cui mantenimento in sequestro è indispensabile al fine della prosecuzione delle indagini volte a stabilire caratteristiche, provenienza e titolo di detenzione di quanto sequestrato"). (Rigetta, Trib. lib. Vercelli, 28/11/2013 )

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 29990  

 

È necessario che il provvedimento di convalida di sequestro probatorio effettuato dal p.m. o il decreto di sequestro probatorio dallo stesso emesso contengano, quantomeno, una indicazione, ancorché essenziale e sintetica, delle esigenze probatorie che giustificano il vincolo. Tali esigenze, peraltro, non presuppongono necessariamente che il rapporto di pertinenza fra le cose sequestrate ed il reato per cui si procede debba essere considerato in termini esclusivi di relazione immediata, poiché può assumere rilievo e, conseguentemente, essere oggetto di ricerca ed apprensione ogni elemento utile a ricostruire i fatti che, anche in forma indiretta, possa contribuire al giudizio sul merito della contestazione.

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 29990  

 

L'espressione "cose pertinenti al reato", cui fa riferimento l'art. 321 c.p.p., se è più ampia di quella di corpo di reato, così come definita dall'art. 253 c.p.p., e comprende non solo le cose sulle quali o a mezzo delle quali il reato fu commesso o che ne costituiscono il prezzo, il prodotto o il profitto, ma anche quelle legate solo indirettamente alla fattispecie criminosa, non si estende sino al punto di attribuire rilevanza a rapporti meramente occasionali tra la "res" e l'illecito penale. (Fattispecie in cui, la Corte, ha escluso che potesse costituire cosa pertinente al reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale un bene immobile oggetto di un contratto preliminare di acquisto rimasto inadempiuto e, quindi, mai entrato a far parte del patrimonio di società successivamente ammessa a concordato preventivo). (Annulla con rinvio, Trib. lib. Messina, 23/09/2013 )

Cassazione penale sez. V  28 maggio 2014 n. 26444  



 
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