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Codice proc. penale agg.  al  9 Mag 2015
 
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Art. 254 cod. proc. penale: Sequestro di corrispondenza

1. Presso coloro che forniscono servizi postali, telegrafici, telematici o di telecomunicazioni è consentito procedere al sequestro di lettere, pieghi, pacchi, valori, telegrammi e altri oggetti di corrispondenza, anche se inoltrati per via telematica, che l’autorità giudiziaria abbia fondato motivo di ritenere spediti dall’imputato o a lui diretti, anche sotto nome diverso o per mezzo di persona diversa, o che comunque possono avere relazione con il reato.

2. Quando al sequestro procede un ufficiale di polizia giudiziaria, questi deve consegnare all’autorità giudiziaria gli oggetti di corrispondenza sequestrati, senza aprirli o alterarli  e senza prendere altrimenti conoscenza del loro contenuto.

3. Le carte e gli altri documenti sequestrati che non rientrano fra la corrispondenza sequestrabile sono immediatamente restituiti all’avente diritto e non possono comunque essere utilizzati.


Giurisprudenza annotata

Sequestro di corrispondenza

Le garanzie di inviolabilità della corrispondenza diplomatica di cui all'art. 27 l. n. 804 del 1967, cha ha ratificato la convenzione di Vienna del 18 aprile 1961, sono applicabili alla "valigia diplomatica", che non può essere aperta o trattenuta solo nel caso in cui i colli che comprendono la spedizione contengono esclusivamente "documenti diplomatici ed oggetti destinati ad un uso ufficiale", con la conseguenza che anche soltanto una commistione degli oggetti attinenti alla missione diplomatica con beni di altro tipo e funzioni rende inapplicabili le suddette guarentigie di immunità. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittimo il controllo e il successivo sequestro della "valigia diplomatica" contenente tazze nella cui intercapedine era inserita cocaina allo stato liquido). (Rigetta, App. Milano, 20/06/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 37736  

 

La sottoposizione a controllo e la utilizzazione probatoria della corrispondenza epistolare non è soggetta alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, dovendosi invece seguire le forme del sequestro di corrispondenza di cui agli art. 254 e 353 c.p.p. e, nel caso di corrispondenza di detenuti, anche le particolari formalità stabilite dall'art. 18 ter ord. Penit.

Cassazione penale sez. un.  19 aprile 2012 n. 28997  

 

La disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni, di cui agli artt. 266 e seguenti c.p.p., non è applicabile alla corrispondenza, dovendosi per la sottoposizione a controllo e la utilizzazione probatoria del contenuto epistolare seguire le forme del sequestro di corrispondenza di cui agli artt. 254 e 353 c.p.p., e, trattandosi di corrispondenza di detenuti, anche le particolari formalità stabilite dall'art. 18-ter dell'Ordinamento Penitenziario

Cassazione penale sez. un.  19 aprile 2012 n. 28997  

 

Per quanto attiene al sequestro della corrispondenza che transita per gli istituti di detenzione, diretta verso l'esterno dal detenuto o a lui spedita, la disciplina di garanzia è più rigorosa rispetto a quella generale tratteggiata dall'art. 254 c.p.p., in ragione dello stato di soggezione del soggetto che intrattiene corrispondenza con soggetto libero, non potendo egli che affidarsi per i suoi contatti epistolari all’amministrazione penitenziaria, che smista la posta diretta ai detenuti o da loro spedita. La disciplina di garanzia, in proposito, è contenuta nell'art. 18 ter dell’ordinamento penitenziario, derivandone, in particolare, che, nei confronti del "condannato", il p.m. può acquisire copia della corrispondenza, ove ritenuta probatoriamente rilevante in relazione alle indagini avviate, solo previo provvedimento di “visto di controllo” da parte del magistrato di sorveglianza. Per l'effetto, laddove il sequestro sia stato disposto in assenza di detto provvedimento autorizzativo, si verterebbe in ipotesi di prova acquisita illegittimamente, inutilizzabile a norma dell'art. 191 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  13 ottobre 2009 n. 47009  

 

In materia di sequestro di corrispondenza, l'art. 254 c.p.p. è norma speciale rispetto alla disciplina generale dei sequestri, in quanto attinente a materia presidiata dall'art. 15 cost. e dall'art. 8 Cedu, che è applicabile al sequestro della corrispondenza "in corso di spedizione": ossia alla corrispondenza presente presso uffici postali o, anche, in luoghi accessori, quali le cassette postali, ovvero, ancora, in via di recapito tramite il portalettere. Mentre nessuna speciale ragione di tutela - salve la particolare disciplina di garanzia prevista per la corrispondenza del detenuto (art. 18 ter ord. penit.), le peculiari esigenze attinenti ai rapporti tra imputato e difensore (art. 103 c.p.p.) e le limitazioni imposte alla polizia giudiziaria nell'acquisizione di "plichi sigillati o altrimenti chiusi", distinti dalla corrrispondenza (art. 353, comma 1, c.p.p.) - interferisce con l'adozione di un provvedimento di sequestro da eseguire in qualsiasi luogo ove si trovino lettere o pieghi destinati alla corrispondenza o già recapitati al destinatario in base alla regola generale di cui all'art. 253 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  13 ottobre 2009 n. 47009  

 

Ai fini probatori non è utilizzabile il risultato dell'intercettazione della corrispondenza epistolare relativa ad un detenuto che sia acquisita in base all'art. 266 c.p.p., anziché nel rispetto dell'art. 254 c.p.p. ed in presenza di un precedente ordine di sottoposizione a visto di controllo disposto con le modalità e le garanzie della legge sull'ordinamento penitenziario (art. 18 l. 354/75 e d.P.R. 230/2000), a nulla rilevando, al riguardo, la circostanza che in questo modo, venendo l'indagato a conoscenza del monitoraggio dell'A.G., risulterebbe frustrato l'esito delle indagini.

Ufficio Indagini preliminari Napoli  24 ottobre 2007

 

È legittima, per rientrare nell'ambito dei poteri riconosciuti dall'art. 354 c.p.p. alla polizia giudiziaria, un'ispezione all'interno di una cassetta delle lettere posta in un ufficio postale - senza previa informazione al p.m. e senza redazione di verbale - volta a prendere conoscenza del destinatario di una lettera subito dopo l'inserimento nella cassetta dell'ufficio postale della stessa - poi inoltrata al destinatario del tutto integra e secondo le vie ordinarie - da parte di persona conosciuta al personale operante. Tutte le attività relative eseguite da detto personale (le quali non si risolvono in una violazione, sottrazione o soppressione di corrispondenza ex art. 616 c.p.p. o nel sequestro della stessa ai sensi dell'art. 254 c.p.p.), possono anche essere oggetto di prova testimoniale, le cui risultanze non sono inutilizzabili ai sensi dell'art. 191 c.p.p. (Nella specie l'ispezione è stata eseguita nel corso di indagini su numerosi esposti anonimi concernenti l'attività amministrativa di un comune).

Cassazione penale sez. VI  01 luglio 1998 n. 8870  



 
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