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Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
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Art. 258 cod. proc. penale: Copie dei documenti sequestrati

1. L’autorità giudiziaria può fare estrarre copia degli atti e dei documenti sequestrati, restituendo gli originali, e, quando il sequestro di questi è mantenuto, può autorizzare la cancelleria o la segreteria a rilasciare gratuitamente copia autentica a coloro che li detenevano legittimamente.

2. I pubblici ufficiali possono rilasciare copie, estratti o certificati dei documenti loro restituiti dall’autorità giudiziaria in originale o in copia, ma devono fare menzione in tali copie, estratti o certificati del sequestro esistente.

3. In ogni caso la persona o l’ufficio presso cui fu eseguito il sequestro ha diritto di avere copia del verbale dell’avvenuto sequestro.

4. Se il documento sequestrato fa parte di un volume o di un registro da cui non possa essere separato e l’autorità giudiziaria non ritiene di farne estrarre copia, l’intero volume o registro rimane in deposito giudiziario. Il pubblico ufficiale addetto, con l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, rilascia agli interessati che li richiedono copie, estratti o certificati delle parti del volume o del registro non soggette al sequestro, facendo menzione del sequestro parziale nelle copie, negli estratti e nei certificati.


Giurisprudenza annotata

Copie dei documenti sequestrati

Una volta restituita la cosa sequestrata, la richiesta di riesame del sequestro o l'eventuale ricorso per cassazione contro la decisione del tribunale del riesame è inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse, che non è configurabile neanche qualora l'autorità giudiziaria disponga, all'atto della restituzione, l'estrazione di copia degli atti o documenti sequestrati, dal momento che il relativo provvedimento è autonomo rispetto al decreto di sequestro, né è soggetto ad alcuna forma di gravame, stante il principio di tassatività delle impugnazioni. (Fattispecie relativa a sequestro di computer e documenti informatici, restituiti previa estrazione di copia).

Cassazione penale sez. VI  24 aprile 2012 n. 29846  

 

Non è soggetto a impugnazione l'atto con cui la p.g. disponga l'estrazione di copia di atti o documenti rinvenuti all'esito di perquisizione. (Fattispecie di richiesta di riesame).

Cassazione penale sez. II  30 giugno 2010 n. 29019  

 

Nel caso di sequestro penale di cambiali, il possessore è legittimato all'esercizio dell'azione cambiaria anche in base alla copia autentica dei titoli, il cui rilascio, ai sensi dell'art. 258 c.p.p., può aver luogo soltanto in favore di coloro che li detenevano legittimamente. (Principio enunciato dalla S.C. con riferimento ad una fattispecie in cui il sequestro era stato effettuato presso la cancelleria del giudice civile, dove le cambiali erano state depositate dal portatore a sostegno di un ricorso per decreto ingiuntivo, ed il cancelliere ne aveva rilasciato copia autentica).

Cassazione civile sez. I  04 marzo 2010 n. 5250  

 

È inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso per cassazione proposto dal p.m. avverso l'ordinanza del tribunale di riesame di annullamento del decreto di sequestro probatorio avente per oggetto documenti, stante l'avvenuta estrazione di copia, da parte del p.m., dei predetti documenti sequestrati, ai sensi dell'art. 258 c.p.p. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Forli', 18 dicembre 2009

Cassazione penale sez. V  10 febbraio 2010 n. 14897  

 

Il procedimento per la restituzione delle cose sequestrate è regolato dall'art. 263 c.p.p., che attribuisce la competenza a provvedere, nel corso delle indagini preliminari, al p.m., che decide con decreto motivato. L'autorità giudiziaria, inoltre, competente ai sensi dell'art. 258 c.p.p. ad autorizzare il rilascio gratuito di copie autentiche di documenti sequestrati, è l'autorità che procede e, nella fase delle indagini, il p.m. In entrambe le ipotesi l'eventuale decisione negativa può essere impugnata con la procedura dell'opposizione, prevista dall'art. 263, comma 5 c.p.p., davanti al g.i.p., che provvede nelle forme dell'art. 127 c.p.p., nel contraddittorio delle parti, con procedimento camerale. La mancata previsione del ricorso per cassazione avverso la relativa decisione non esclude che esso possa essere proposto, ma comporta limiti ai motivi ed alla cognizione del giudice di legittimità, potendo con esso dedursi solo vizi di carattere procedurale, inerenti il mancato rispetto delle forme ed il principio del contraddittorio, stabiliti a pena di nullità dall'art. 127 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Gip Trib. Palermo, 10 marzo 2006)

Cassazione penale sez. II  22 febbraio 2007 n. 8423  

 

Ai sensi dell'art. 258 c.p.p., nel corso delle indagini preliminari, il potere di autorizzare il rilascio di copia di documenti sequestrati spetta al p.m. che procede alle indagini. Nel caso di rigetto della relativa istanza, la decisione negativa può essere impugnata davanti al g.i.p. ex art. 263 c.p.p., il quale è competente pertanto a provvedere al rilascio delle copie richieste.

Cassazione penale sez. II  31 maggio 2005 n. 24225  

 

In tema di sequestro penale, il sequestro probatorio del passaporto, come "cosa pertinente al reato", per la sua funzione di documentazione (nella specie del commercio export-import di autovetture) non comporta alcuna incidenza sulla sua titolarità e sul diritto di espatrio dell'indagato. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 258 c.p.p., il sequestratario può ottenere il rilascio di altro passaporto o del duplicato di quello sottoposto a sequestro, salvo che l'autorità procedente non ne ritenga sufficiente l'acquisizione in copia fotostatica e disponga la restituzione all'interessato dell'originale.

Cassazione penale sez. VI  05 marzo 2003 n. 17339  

 

L'azione di adempimento (al pari di quella di risoluzione) ha, come suo presupposto indefettibile, l'imputabilità dell'inadempimento al debitore, atteso che la impossibilità oggettiva della prestazione determina l'effetto giuridico di cui all'art. 1218, e cioè l'estinzione dell'obbligazione e la liberazione del debitore, giusta disposto dell'art. 1256. (Nell'affermare il principio di diritto che precede la S.C. ha, così, escluso che un sequestro probatorio - ex art. 253 c.p.p. - degli atti e degli allegati relativi ad un contratto di appalto pubblico fosse idoneo a configurare gli estremi della "causa di inadempimento oggettivamente non imputabile" all'ente pubblico onde escluderne la relativa responsabilità, atteso che il sequestro predetto non è una misura cautelare, bensì unicamente un mezzo diretto ad assicurare agli organi investigativi le fonti di prova, ed atteso, ancora, che l'art. 258 c.p.p. consente al soggetto detentore della documentazione sequestrata di chiederne copia).

Cassazione civile sez. I  17 gennaio 2001 n. 567  

 

L'autorità giudiziaria che, ai sensi dell'art. 258 comma 1 c.p.p., può disporre l'estrazione di copia degli atti e dei documenti sequestrati, restituendo gli originali, non è il tribunale del riesame, cui compete la restituzione solo nelle ipotesi in cui ritenga illegittimamente appreso l'oggetto del sequestro, bensì, nel corso delle indagini preliminari, lo stesso p.m. che ha disposto la misura, sulla cui decisione negativa in ordine alla domanda di restituzione può eventualmente instaurarsi la procedura di opposizione di cui all'art. 263 comma 5 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  19 maggio 1995 n. 2724  



 
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