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Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
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Art. 262 cod. proc. penale: Durata del sequestro e restituzione delle cose sequestrate

1. Quando non è necessario mantenere il sequestro a fini di prova, le cose sequestrate sono restituite a chi ne abbia diritto, anche prima della sentenza. Se occorre, l’autorità giudiziaria prescrive di presentare a ogni richiesta le cose restituite e a tal fine può imporre cauzione.

2. Nel caso previsto dal comma 1, la restituzione non è ordinata se il giudice dispone, a richiesta del pubblico ministero o della parte civile, che sulle cose appartenenti all’imputato o al responsabile civile sia mantenuto il sequestro a garanzia dei crediti indicati nell’articolo 316.

3. Non si fa luogo alla restituzione e il sequestro è mantenuto ai fini preventivi quando il giudice provvede a norma dell’articolo 321.

3-bis. Trascorsi cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, le somme di denaro sequestrate, se non è stata disposta la confisca e nessuno ne ha chiesto la restituzione, reclamando di averne diritto, sono devolute allo Stato.

4. Dopo la sentenza non più soggetta a impugnazione le cose sequestrate sono restituite a chi ne abbia diritto, salvo che sia disposta la confisca.


Giurisprudenza annotata

Durata del sequestro

In tema di sequestro probatorio, ai fini della legittimità dello stesso non è necessaria la prova del carattere di pertinenza o di corpo di reato delle cose oggetto del vincolo, essendo sufficiente la semplice possibilità del rapporto di queste con il reato; la 'possibilità' non può essere intesa nel senso di una compatibilità del tutto astratta, ed avulsa dalle caratteristiche del caso concreto, quasi che il sequestro possa considerarsi legittimo tutte le volte in cui non ricorrano elementi idonei a dimostrare, in termini perentori, che la cosa non è pertinente al reato o non ne rappresenta il corpo od il frutto. Ciò a maggior ragione quando si tratti di un sequestro del quale l'instaurazione e la prosecuzione trovino la propria giustificazione sostanziale non nella rilevanza probatoria del vincolo, quanto piuttosto nella sua strumentalità ad una futura ed ipotetica confisca. Tanto da imporre, per l'eventualità d'una riconosciuta carenza originaria o cessazione delle esigenze cautelari, l'adozione di una misura cautelare finalizzata alla conservazione della cautela (cioè il sequestro preventivo: art. 262, comma 5, c.p.p.) con il corrispondente corredo di natura indiziaria.

Cassazione penale sez. VI  02 aprile 2014 n. 33229  

 

La devoluzione allo Stato di somme di denaro in sequestro ex art. 262 comma 3 bis, c.p.p., presuppone, oltre che il decorso del termine di cinque anni dalla data della sentenza non più soggetta ad impugnazione, altresì l'impossibilità di restituzione all'avente diritto perché non identificato o irreperibile ovvero perché, avvertito, non attivatosi per il ritiro.

Cassazione penale sez. I  18 maggio 2011 n. 33503  

 

Non sussiste l'interesse richiesto dall'art. 568, comma 4, c.p.p. nel ricorso del p.m. volto ad ottenere l'esatta applicazione della legge, senza indicare come da tale rettificazione possa derivare per l'impugnante un risultato praticamente e concretamente favorevole. (Fattispecie in cui la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del p.m. avverso il provvedimento del tribunale del riesame di revoca del sequestro probatorio di una SIM telefonica, nel quale, pur dandosi atto dello svolgimento sulla stessa delle necessarie indagini, si denunciava la violazione dell'art. 262, comma primo c.p.p.). Dichiara inammissibile, Trib. lib. Nuoro, 08 luglio 2008

Cassazione penale sez. VI  19 febbraio 2009 n. 14925  

 

La disciplina del sequestro conservativo non si esaurisce nel procedimento codificato negli art. 316-320 c.p.p. che regolano le condizioni di applicabilità, l'annullamento nell'ipotesi di vizio genetico o funzionale sopravvenuto del provvedimento applicativo e la revoca a seguito di offerta di cauzione: quando non sono contestate la sussistenza o la permanenza dei requisiti di applicabilità del sequestro, come nel caso in cui il valore dei beni sequestrati divenga successivamente superiore all'importo entro il quale era stato disposto il sequestro, il procedimento di restituzione applicabile non può, che essere quello previsto dagli art. 262 e 263 c.p.p., sia pur con riferimento al sequestro probatorio.

Ufficio Indagini preliminari Milano  05 marzo 2008

 

In caso di impugnazione di misura cautelare reale, il Tribunale del riesame, a fronte di indicazioni fattuali idonee a ricondurre il bene sottoposto a vincolo ad una ipotesi di confisca obbligatoria, non può censurare nel merito tali indicazioni ma, rilevata la sussumibilità dei beni vincolati in ipotesi di confisca obbligatoria che ne precludono in radice la restituzione, dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione per carenza di interesse, non potendo la parte in ogni caso conseguire nel procedimento incidentale la restituzione ai sensi dell'art. 324 comma 7 c.p.p.; resta salva peraltro la possibilità, per la stessa parte, di sollecitare la censura di merito di tale indicazione attraverso il procedimento per la restituzione ex art. 262 ss. c.p.p.

Tribunale Milano sez. XI  31 ottobre 2005

 

Al giudice del riesame compete verificare che l'ipotesi, di reato posta a fondamento del provvedimento di sequestro probatorio non sia pretestuosa, senza giungere a verificarne la fondatezza. Peraltro, una volta riconosciuta la legittimità del sequestro probatorio, il giudice del riesame deve rigettare la relativa richiesta, nè può limitare il sequestro ad un solo esemplare delle cose rinvenute in più esemplari, perché la decisione circa la restituzione delle cose sequestrate, di parte di esse, spetta al giudice che procede ovvero, durante le indagini preliminari, al p.m., ai quali compete la valutazione circa l'opportunità di richiedere o disporre, eventualmente, il sequestro preventivo, a norma degli art. 262 comma 3 e 321 c.p.p.

Cassazione penale sez. V  16 marzo 2005 n. 14067  

 

La restituzione, dopo la sentenza non più soggetta ad impugnazione, delle cose sequestrate a chi ne abbia diritto, ai sensi dell'art. 262 comma 4 c.p.p., postula che venga fornita dall'interessato la prova positiva dello jus possidendi che, nel caso si tratti di danaro versato su di un conto corrente bancario, non può essere costituita dalla mera intestazione formale del conto medesimo, ma richiede la verifica che il danaro sia effettivamente appartenente all'intestatario. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che correttamente il tribunale avesse rifiutato la restituzione di somme versate sul proprio conto corrente dalla moglie di un condannato per concussione ed estorsione, avendo motivatamente ritenuto che le stesse costituissero il provento di detti reati).

Cassazione penale sez. I  07 dicembre 2004 n. 621  

 

La restituzione, dopo la sentenza non più soggetta ad impugnazione, delle cose sequestrate a chi ne abbia diritto, ai sensi dell'art. 262 comma 4 c.p.p., postula che venga fornita dall'interessato la prova positiva dello "jus possidendi" che, nel caso si tratti di danaro versato su di un conto corrente bancario, non può essere costituita dalla mera intestazione formale del conto medesimo, ma richiede la verifica che il danaro sia effettivamente appartenente all'intestatario. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto che correttamente il tribunale avesse rifiutato la restituzione di somme versate sul proprio conto corrente dalla moglie di un condannato per concussione ed estorsione, avendo motivatamente ritenuto che le stesse costituissero il provento di detti reati).

Cassazione penale sez. I  07 dicembre 2004 n. 621  

 

La conversione da sequestro probatorio a sequestro conservativo ex art. 262 c.p.p. può essere chiesta dal p.m. o dalla parte civile fino a quando pende il processo di cognizione - ossia sino a quando la sentenza di merito non sia passata in giudicato - ed è competente a disporla il giudice che procede, secondo quanto previsto dal comma 2 dell'art. 317.

Cassazione penale sez. III  11 giugno 2004 n. 38710



 
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