codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 265 cod. proc. penale

ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 30 MAGGIO 2002, N. 115


Giurisprudenza annotata

Spese relative ai sequestri

L'autorità giudiziaria competente per la liquidazione dei compensi del custode delle cose sottoposte a sequestro deve essere individuata, anche dopo l'entrata in vigore dell'art. 168 del d.P.R. n. 115 del 2002, con riguardo alla situazione processuale esistente al momento della presentazione della relativa domanda. (Nel caso di specie, nel quale la domanda era stata presentata quando già si erano concluse le indagini preliminari, la Corte ha stabilito che la competenza appartiene al Tribunale in quanto giudice che procede). Annulla senza rinvio, Gip Trib. Civitavecchia, 7 gennaio 2005

Cassazione penale sez. IV  05 novembre 2008 n. 44558  

 

Nel giudizio di opposizione avverso il provvedimento di liquidazione dei compensi al custode delle cose sequestrate, è l'opponente a dover procedere alla notifica del decreto di comparizione per l'udienza camerale di trattazione agli interessati, ma in caso di mancata citazione di questi ultimi il giudice non può dichiarare l'inammissibilità dell'impugnazione. Annulla senza rinvio, Trib. Reggio Calabria, 11 aprile 2006

Cassazione penale sez. IV  14 luglio 2008 n. 33161  

 

Le tabelle introdotte dal D.M. 2 settembre 2006, n. 265 per la determinazione dell'indennità spettante al custode delle cose sottoposte a sequestro nel procedimento penale, trovano applicazione solo se al momento dell'entrata in vigore del citato decreto non sia stato ancora emesso dall'autorità giudiziaria il decreto di liquidazione della suddetta indennità. Rigetta, Trib. Como, 6 Novembre 2006

Cassazione penale sez. IV  09 luglio 2008 n. 38470  

 

Il diritto di credito del custode matura e diventa esigibile solo con la cessazione del rapporto, momento da identificarsi con quello della notifica del provvedimento relativo alla destinazione finale del bene in custodia. Pertanto, appare ragionevole imporre l'immediata applicazione delle nuove tariffe previste dal d.m. 265/06 a tutti i rapporti ancora pendenti, anche se l'attività di custodia si è protratta per lungo tempo in epoca anteriore all'entrata in vigore del decreto stesso.

Tribunale Milano sez. VIII  12 ottobre 2007

 

Il diritto del custode giudiziario di cose sequestrate nell'ambito di un procedimento penale al compenso per l'attività svolta, che non deriva da un rapporto di diritto privato, ma da un incarico di natura pubblicistica, è correlato a una prestazione non periodica, ma continuativa, e matura di giorno in giorno, sicché è soggetto a prescrizione decennale, decorrente da ogni singolo giorno, a meno che nel provvedimento di conferimento dell'incarico sia stabilita una periodicità nella corresponsione del compenso, dovendosi in tal caso ritenere configurabile una prestazione periodica, con conseguente applicazione del termine quinquennale di prescrizione stabilito dall'art. 2948, n. 4, c.c. per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente a un anno o in termini più brevi.

Cassazione penale sez. IV  13 giugno 2007 n. 28129  

 

Il diritto del custode giudiziario di cose sequestrate nell'ambito di un procedimento penale al compenso per l'attività svolta, che non deriva da un rapporto di diritto privato, ma da un incarico di natura pubblicistica, è correlato a una prestazione non periodica, ma continuativa, e matura di giorno in giorno, sicché è soggetto a prescrizione decennale, decorrente da ogni singolo giorno, Rigetta, Trib. Monza, 29 Giugno 2005

Cassazione penale sez. IV  08 maggio 2007 n. 36878  

 

Le spese di custodia delle cose sequestrate nell'ambito di procedimento penale non possono gravare sull'erario per il periodo di tempo successivo al trentesimo giorno dalla data in cui l'avente diritto alla restituzione ha ricevuto comunicazione del relativo provvedimento, poiché da tale momento viene meno il carattere pubblicistico della funzione di custode e si instaura un rapporto meramente civilistico tra quest'ultimo e l'avente diritto alla restituzione della cosa, che contrae un'obbligazione diretta nei confronti del primo ove non ne curi il tempestivo ritiro per incuria, negligenza o qualsiasi altro comportamento consapevole e volontario, connotato da colpa, anche se lievissima.

Cassazione penale sez. un.  24 aprile 2002 n. 25161  

 

Nella procedura di incidente di esecuzione avente ad oggetto l'opposizione dalla determinazione del compenso del custode di cose sequestrate nel corso di un procedimento penale (nella specie: di veicoli), il giudice deve integrare - a pena di nullità rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità - il contraddittorio nei confronti del ministero del tesoro, atteso che lo Stato è parte interessata alla determinazione dell'"an" e del "quantum" di tale indennità, in base all'art. 265 c.p.p., che obbliga l'erario alla sua anticipazione.

Cassazione penale sez. IV  15 maggio 2001 n. 2199  

 

Nella procedura di incidente di esecuzione avente ad oggetto l'opposizione alla determinazione del compenso del custode di cose sequestrate nel corso di un procedimento penale (nella specie: di veicoli), il giudice deve integrare - a pena di nullità rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità - il contraddittorio nei confronti del Ministero del tesoro, atteso che lo Stato è parte interessata alla determinazione dell'"an" e del "quantum" di tale indennità, in base all'art. 265 c.p.p., che obbliga l'erario alla sua anticipazione.

Cassazione penale sez. IV  15 maggio 2001 n. 2199



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti