codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 268 cod. proc. penale: Esecuzione delle operazioni

1. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale.

2. Nel verbale è trascritto, anche sommariamente, il contenuto delle comunicazioni intercettate.

3. Le operazioni possono essere compiute esclusivamente per mezzo degli impianti installati nella procura della Repubblica. Tuttavia, quando tali impianti risultano insufficienti o inidonei ed esistono eccezionali ragioni di urgenza, il pubblico ministero può disporre, con provvedimento motivato, il compimento delle operazioni mediante impianti di pubblico servizio o in dotazione alla polizia giudiziaria.

3-bis. Quando si procede a intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero può disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati.

4. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l’intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero, salvo che il giudice non riconosca necessaria una proroga.

5. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il giudice autorizza il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la chiusura delle indagini preliminari.

6. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine fissato a norma dei commi 4 e 5, hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. Scaduto il termine, il giudice dispone l’acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, che non appaiano manifestamente irrilevanti, procedendo anche di ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l’utilizzazione. Il pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima.

7. Il giudice dispone la trascrizione integrale delle registrazioni ovvero la stampa in forma intellegibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche da acquisire, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l’espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento.

8. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione della registrazione su nastro magnetico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dal comma 7.

—————

La Corte costituzionale con sentenza 8-10 ottobre 2008 n. 336 (in G.U. 1a s.s. 15/10/2008, n. 43) ha dichiarato “la illegittimita’ costituzionale dell’art. 268 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede che, dopo la notificazione o l’esecuzione dell’ordinanza che dispone una misura cautelare personale, il difensore possa ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate, utilizzate ai fini dell’adozione del provvedimento cautelare, anche se non depositate.”


Giurisprudenza annotata

Esecuzione delle operazioni

In tema di intercettazioni, la richiesta del difensore di accedere, prima del loro deposito ai sensi del quarto comma dell'art. 268 c.p.p., alle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate e sommariamente trascritte dalla polizia giudiziaria nei cosiddetti "brogliacci" di ascolto, utilizzati ai fini dell'adozione di un'ordinanza di custodia cautelare deve essere presentata tempestivamente al p.m. e, nel decidere su eventuali doglianze concernenti la lesione del diritto di difesa, il giudice deve valutare la congruità del termine a disposizione del difensore per esaminare la documentazione, tenendo conto del numero e della durata delle conversazioni. (Rigetta, Trib. lib. Torino, 27/08/2014 )

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2014 n. 281  

 

In tema di intercettazioni, la captazione delle conversazioni mediante utilizzo di microspie esterne rispetto agli impianti installati presso la Procura della Repubblica, con successivo invio a questi ultimi del dato captato, costituisce una semplice modalità tecnica di esecuzione dell'intercettazione e, in particolare, di trasmissione dei dati, che non muta il carattere delle operazioni, che devono ritenersi eseguite a mezzo degli impianti installati presso la Procura della Repubblica. (Rigetta, App. Palermo, 05/12/2013 )

Cassazione penale sez. II  21 novembre 2014 n. 52016

 

Se gli impianti presso la Procura della Repubblica sono indisponibili e ricorrono gravi ragioni d'urgenza, il pm può disporre il compimento delle intercettazioni telefoniche con i mezzi in dotazione alla polizia giudiziaria (riconosciuta la validità delle intercettazioni telefoniche disposte in via d'urgenza dal pm procedente presso la sala d'ascolto della Squadra Mobile della Questura di Milano, a causa dell'indisponibilità delle postazioni installate presso la Procura della Repubblica, atteso che nei decreti autorizzativi risultavano indicate chiaramente le ragioni d'urgenza che giustificavano tale condotta).

Cassazione penale sez. VI  14 ottobre 2014 n. 45264  

 

La mancata trasmissione dei decreti autorizzativi delle intercettazioni ambientali al Tribunale del Riesame non determina la perdita di efficacia della misura disposta ma solo, eventualmente, l'inutilizzabilità degli esiti della captazione, nel solo caso in cui quei decreti siano stati adottati fuori dai casi consentiti ex art. 267 e 268 c.p.p..

Cassazione penale sez. I  08 ottobre 2014 n. 45889  

 

Nel procedimento di riparazione per ingiusta detenzione sono utilizzabili, per dimostrare la sussistenza del dolo o della colpa dell'istante ostativi alla riparazione, le intercettazioni telefoniche acquisite nel corso delle indagini preliminari e successivamente non trascritte, potendo desumersi la prova del colloquio intercettato e del suo contenuto dalla lettura del brogliaccio di cui all'art. 268 comma 2 c.p.p. (Rigetta, App. Roma, 14/02/2013 )

Cassazione penale sez. IV  25 marzo 2014 n. 1513

 

In tema di intercettazioni telefoniche, il contenuto delle conversazioni intercettate può essere provato anche mediante deposizione testimoniale, non essendo necessaria la trascrizione delle registrazioni nelle forme della perizia, atteso che la prova è costituita dalla bobina o dalla cassetta, che l'art. 271, comma 1, c.p.p. non richiama la previsione dell'art. 268, comma 7, c.p.p. tra le disposizioni la cui inosservanza determina l'inutilizzabilità e che la mancata trascrizione non è espressamente prevista né come causa di nullità, né è riconducibile alle ipotesi di nullità di ordine generale tipizzate dall'art. 178 c.p.p. (Rigetta in parte, App. Reggio Calabria, 19/07/2012 )

Cassazione penale sez. VI  20 febbraio 2014 n. 25806  

 

In tema di intercettazioni telefoniche, le eccezionali ragioni di urgenza, richieste dall'art. 268 comma 3 c.p.p. per l'esecuzione delle operazioni mediante utilizzo di impianti diversi da quelli in dotazione alla Procura della Repubblica, devono essere valutate con riferimento alla situazione esistente al momento dell'adozione del provvedimento con cui il p.m. dispone il compimento delle attività di captazione mediante impiego di apparecchiature esterne. Rigetta in parte, App. Napoli, 26/04/2012

Cassazione penale sez. V  17 gennaio 2014 n. 8430  

 

Non sussiste alcuna nullità od inutilizzabilità dei risultati delle intercettazioni nel caso in cui l'operazione di "masterizzazione" dei dati relativi alle conversazioni registrate non si sia svolta nei locali della Procura della Repubblica ove sono state eseguite le operazioni di registrazione delle comunicazioni né sia stata curata la verbalizzazione di tali operazioni, prevedendo espressamente l'art. 268 comma 1 c.p.p., la sola verbalizzazione delle operazioni di registrazione né potendo i casi di divieto di utilizzazione di cui all'art. 271 c.p.p., in quanto tassativi, essere analogicamente applicati.

Cassazione penale sez. III  07 gennaio 2014 n. 11116  

 

In tema di videoregistrazioni non comunicative, non si applica, mancando identità di ratio, la disciplina recata dall'art. 268 c.p.p. nel testo risultante a seguito della sentenza della C. cost. n. 336 del 2008 – che ha dichiarato l'illegittimità della disposizione nella parte in cui non prevede che, dopo la notificazione o l'esecuzione dell'ordinanza che dispone una misura cautelare personale, il difensore possa ottenere la trasposizione su nastro magnetico delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate e utilizzate ai fini dell'adozione del provvedimento – essendo sufficiente che le difese abbiano avuto piena facoltà di estrarre copia dei documenti riguardanti le riprese e di indicare al giudice l'esistenza di altri filmati ritenuti rilevanti prima della relativa acquisizione dibattimentale.

Cassazione penale sez. VI  19 novembre 2013 n. 5064



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti