codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 272 cod. proc. penale: Limitazioni alle libertà della persona

1. Le libertà della persona possono essere limitate con misure cautelari soltanto a norma delle disposizioni del presente titolo.


Giurisprudenza annotata

Limitazione alla libertà della persona.

Il giudicato esterno, che si sia formato successivamente alla conclusione del giudizio di merito, è deducibile e rilevabile nel giudizio di legittimità; e la relativa attestazione, trattandosi di atto a contenuto normativo e di atto che determina la cessazione della materia del contendere, può essere prodotta, nelle forme di cui all'art. 272 c.p.c., a seconda dei casi, con il deposito del ricorso o fino all'udienza di discussione.

Cassazione civile sez. un.  16 giugno 2006 n. 13916  

 

In base all'art. 272 c.p.p. tipiche e nominate sono le figure delle misure cautelali personali, così come tipici e nominati sono i casi, le forme e i presupposti secondo i quali le stesse possono essere adottate. Di talché, in ossequio ai principi di stretta legalità, tassatività e tipicità, deve concludersi che, al di fuori dei casi in cui non siano espressamente consentite le singole norme processuali, non sono ammissibili tanto l'imposizione "aggiuntiva" di ulteriori prescrizioni non previste dalle singole disposizioni regolanti le singole misure, quanto l'applicazione "congiunta" di due distinte misure, omogenee o eterogenee, che pure siano tra loro astrattamente compatibili (come, ad esempio, l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto o l'obbligo di dimora). Siffatta applicazione potrebbe infatti determinare la creazione, in un “mixtum compositum”, di una "nuova" misura non corrispondente al paradigma normativo tipico.

Cassazione penale sez. un.  30 maggio 2006 n. 29907  

 

Il provvedimento cautelare della sospensione dal servizio del pubblico impiegato, ai sensi dell'art. 91, t.u. imp. civ. non possono essere adottati in presenza di sole indagini preliminari da parte del giudice penale, ancorché siano state da quest'ultimo disposte misure limitative della libertà personale, a norma dell'art. 272 ss., c.p.p., posto che tali atti istruttori del giudice penale non configurano, agli effetti dell'art. 91 comma 1 t.u. imp.civ. St., la pendenza del procedimento penale, con l'assunzione della qualità di imputato.

Consiglio di Stato sez. VI  08 marzo 1996 n. 386  

 

Non è consentito dal sistema normativo, al di fuori delle ipotesi tassativamente previste, il cumulo fra misure cautelari personali eterogenee, coercitive e interdittive, in quanto ciò determina la violazione del fondamentale principio di legalità sancito dall'art. 272 c.p.p.

Tribunale Rieti  25 maggio 1993

 

Se è vero che, una volta intervenuto il rinvio a giudizio dell'imputato, la verifica della sussistenza delle condizioni generali di applicabilità delle misure cautelari indicate nell'art. 272 c.p.p. è riservata esclusivamente al giudice del dibattimento, la permanenza delle esigenze cautelari e la possibilità di farvi fronte con misure coercitive di minore afflittività può e deve essere valutata, anche prima della decisione del merito dal giudice che è investito del procedimento. Tale valutazione non può essere affidata unicamente a rapporti di denuncia, ma deve fare preciso riferimento alle acquisizioni e agli sviluppi istruttori, cioè ai fatti realmente commessi, quali risultano in processo.

Cassazione penale sez. I  09 luglio 1990



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti