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Codice proc. penale agg.  al  10 Mag 2015
 
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Art. 279 cod. proc. penale: Giudice competente

1. Sull’applicazione e sulla revoca delle misure nonché sulle modifiche delle loro modalità esecutive, provvede il giudice che procede. Prima dell’esercizio dell’azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari.


Giurisprudenza annotata

Giudice competente

In tema di applicazione di misure cautelari, il giudice competente ex art. 279 c.p.p. può sempre applicare una misura meno afflittiva di quella richiesta dal p.m., indipendentemente dal contenuto della domanda cautelare. (In motivazione, la S.C. ha precisato che il p.m. è legittimato ad impugnare l'ordinanza che non abbia applicato alcuna misura, al fine di ottenere un provvedimento coercitivo meno afflittivo di quello richiesto, solo se, nella domanda cautelare, aveva anche solo implicitamente prospettato al giudice una simile decisione alternativa). (Annulla con rinvio, Trib. lib. Brescia, 13/05/2014 )

Cassazione penale sez. VI  02 ottobre 2014 n. 41840  

 

Per "giudice che procede", ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 279 c.p.p. (che detta la disciplina per l'individuazione del giudice competente a provvedere sull'applicazione, revoca e modifica delle misure cautelari), deve intendersi quello che ha la disponibilità materiale e giuridica degli atti del procedimento al momento della decisione, anche se la relativa richiesta sia stata presentata al giudice di una precedente fase procedimentale, il quale non abbia provveduto prima della conclusione della medesima. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto infondata l'eccezione di incompetenza funzionale del giudice del dibattimento il quale aveva disposto l'innovazione della misura cautelare provvisoriamente applicata, ai sensi dell'art. 27 c.p.p., dal g.i.p. cui la relativa richiesta era stata presentata, nel corso delle indagini preliminari, da parte del p.m., ma che, nel frattempo, si era spogliato del procedimento avendo emesso il decreto di rinvio a giudizio).

Cassazione penale sez. I  20 dicembre 2011 n. 10923  

 

È legittima la definizione immediata, nel processo penale, di una parte della domanda civile, in particolare di una sola tipologia di danno, con il rinvio alla sede civile relativamente alle eventuali altre, essendo la stessa applicazione dell’istituto della sentenza non definitiva o parziale di cui agli art. 278 e 279 c.p.p. imposta dal principio costituzionale della ragionevole durata del processo alla cui stregua deve ritenersi anomalo ogni rinvio di decisione allorquando sussistano già, in atti, gli elementi che consentano una tempestiva deliberazione.

Cassazione penale sez. VI  21 dicembre 2009 n. 2545  

 

La competenza a decidere in materia di misure cautelari personali, sulla richiesta di applicazione, revoca o modifica anche soltanto delle modalità esecutive, spetta, in caso di impugnazione della sentenza che ha definito il giudizio di primo grado, alla corte di appello dal momento della ricezione degli atti dal giudice "a quo", perché solo il giudice che ha la disponibilità materiale e giuridica degli atti è "giudice procedente" ai sensi dell'art. 279 c.p.p. (Fattispecie nella quale la Corte d'appello aveva emesso una misura cautelare personale su richiesta del P.G. prima che gli atti fossero stati trasmessi e ricevuti dal tribunale appellato). Rigetta, App. Genova, 26 maggio 2008

Cassazione penale sez. III  28 gennaio 2009 n. 7452

 

In tema di misure cautelari, il giudice competente ex art. 279 cod. proc. pen. può disporre una misura cautelare meno grave di quella richiesta dal P.M., salva l'ipotesi in cui quest'ultimo abbia espressamente vincolato la richiesta all'applicazione di una determinata misura cautelare. (Fattispecie nella quale il giudice aveva applicato all'indagato la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale di architetto, a fronte della richiesta del P.M., non esclusiva nè vincolante, di applicare la misura coercitiva degli arresti domiciliari). Annulla con rinvio, Trib. lib. Firenze, 9 Giugno 2008

Cassazione penale sez. III  14 ottobre 2008 n. 43200  

 

II mancato rispetto delle attribuzioni del g.i.p. e del g.u.p. costituisce violazione delle regole in materia di competenza funzionale, sicché una volta presentata dal p.m. la richiesta di rinvio a giudizio, la competenza ad emettere i provvedimenti cautelari appartiene al g.u.p., in quanto giudice che procede ai sensi dell'art. 279 c.p.p., anche se l'udienza preliminare non si sia ancora tenuta. (In motivazione, la S.C., richiamando l'art. 6 d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51 che ha separato le funzioni di g.i.p. e g.u.p., ha osservato che pur essendo unitario l'ufficio del giudice per le indagini preliminari e avendo la distinzione tra g.i.p. e g.u.p. natura tabellare, una volta incardinato il procedimento, i magistrati che sono chiamati a pronunciarsi su quella vicenda processuale, rispettivamente in qualità di g.i.p. o di g.u.p., restano individuati come tali).

Cassazione penale sez. I  22 gennaio 2008 n. 5609  

 

Ai sensi dell'art. 279 c.p.p. e 91 disp. att. c.p.p., la competenza all'applicazione di misure cautelari personali nel periodo compreso tra la pronuncia del decreto che dispone il giudizio e la trasmissione degli atti al giudice del dibattimento appartiene al giudice dell'udienza preliminare, pur dopo la modifica dell'art. 431 comma 1 c.p.p. ad opera dell'art. 26 l. 16 dicembre 1999 n. 479. La previsione che il fascicolo del dibattimento sia formato nel contraddittorio fra le parti anziché mediante operazioni di cancelleria non ha, infatti, modificato il disposto dell'art. 432 c.p.p., secondo il quale la trasmissione degli atti deve avvenire senza ritardo, locuzione legislativa che, se valorizza il dovere della diligenza da parte del giudice, non introduce alcuna sanzione processuale per la sua violazione.

Cassazione penale sez. I  02 dicembre 2005 n. 46147  

 

Il giudice che si dichiara incompetente (nella specie, per territorio) non ha il potere di revocare la misura cautelare in corso di esecuzione, spettando ogni valutazione in merito al giudice "ad quem", quale "giudice che procede" ex art. 279 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Brescia  31 gennaio 2005

 

Il giudice che si dichiara incompetente (nella specie, per territorio) non ha il potere di revocare la misura cautelare in corso di esecuzione, spettando ogni valutazione in merito al giudice "ad quem", quale "giudice che procede" ex art. 279 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Brescia  31 gennaio 2005



 
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