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Codice proc. penale agg.  al  9 Apr 2015
 
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Art. 28 cod. proc. penale: Casi di conflitto

1. Vi è conflitto quando in qualsiasi stato e grado del processo:

a) uno o più giudici ordinari e uno o più giudici speciali

contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona;

b) due o più giudici ordinari contemporaneamente prendono o ricusano di prendere cognizione del medesimo fatto attribuito alla stessa persona.

2. Le norme sui conflitti si applicano anche nei casi analoghi a quelli previsti dal comma 1. Tuttavia, qualora il contrasto sia tra giudice dell’udienza preliminare e giudice del dibattimento, prevale la decisione di quest’ultimo.

3. Nel corso delle indagini preliminari, non può essere proposto conflitto positivo fondato su ragioni di competenza per territorio determinata dalla connessione.


Giurisprudenza annotata

Casi di conflitto

Nei casi di improcedibilità dell'azione penale per difetto di querela, spetta al giudice civile adito per il risarcimento dei danni morali, accertare, con adeguata motivazione, se nel fatto denunziato ricorrano o meno gli estremi di un reato, in deroga al principio generale che siffatto accertamento rientra nella competenza funzionale del giudice penale. Inoltre, il principio secondo il quale, a norma dell'art. 28 c.p.p., è vincolato dall'accertamento dei fatti materiali contenuto nella sentenza penale irrevocabile e non può modificare tali fatti, non è applicabile in materia di sentenze penali emesse in sede istruttoria.

Tribunale Salerno sez. II  03 novembre 2014 n. 5157  

 

È inammissibile la denuncia di un conflitto negativo di competenza in assenza di due formali provvedimenti declinatori di competenza, non essendo sufficiente la semplice missiva di trasmissione, o restituzione, degli atti con l'indicazione della dicitura "per competenza". (In applicazione del principio, la Corte ha restituito gli atti al giudice che aveva redatto la prima missiva di trasmissione degli atti). (Ordina trasmissione degli atti)

Cassazione penale sez. I  16 settembre 2014 n. 39972  

 

Integra "caso analogo" di conflitto di competenza previsto dall'art. 28, comma 2, c.p.p., nel quale prevale il "decisum" del giudice del dibattimento, la divergenza tra la decisione del tribunale in composizione monocratica che, investito di un procedimento da decreto di citazione diretta a giudizio per un reato per il quale è prevista l'udienza preliminare (nella specie, riciclaggio), restituisce gli atti al p.m. per la celebrazione di questa, e la decisione del g.u.p. che, ricevuta la conseguente richiesta di rinvio a giudizio, dispone la restituzione degli atti al p.m. per la citazione diretta a giudizio, previa riqualificazione del fatto a norma di una delle fattispecie previste dall'art. 550 c.p.p. (nella specie, ricettazione). (Dichiara inammissibile conflitto)

Cassazione penale sez. I  25 febbraio 2014 n. 32389  

 

È inammissibile il conflitto di competenza sollevato dal g.i.p. nei confronti del tribunale del riesame che, investito della richiesta di revoca del sequestro preventivo, nel confermare la misura cautelare reale, abbia modificato le modalità esecutive della stessa, pur se esercitando un potere non di sua spettanza. (Nell'affermare il principio, la Corte ha precisato che l'ordinanza del tribunale del riesame emessa ex art. 324 c.p.p. è ricorribile per cassazione, a cura della parte interessata, anche al fine di denunciare la ritenuta incompetenza dello stesso tribunale in sede incidentale). (Dichiara inammissibile conflitto)

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2014 n. 18796  

 

In tema di competenza, la mancata proposizione del conflitto da parte del giudice, che sia investito della questione, non legittima la parte che l'abbia dedotto a presentare ricorso per cassazione contro l'omessa pronuncia. (In motivazione, la Corte ha osservato che il potere della parte interessata, in presenza di una situazione riconducibile alle previsioni dell'art. 28 c.p.p., si esaurisce nel sollecitare al giudice l'elevazione del conflitto di competenza, salva la facoltà di proporre l'eccezione di incompetenza territoriale). (Annulla in parte senza rinvio, App. Campobasso, 04/04/2013 )

Cassazione penale sez. II  07 gennaio 2014 n. 3221  

 

Sussiste il conflitto improprio di competenza - rientrante nella previsione del "caso analogo" di cui all'art. 28 comma 2 c.p.p. - quando due giudici della esecuzione ricusano, contemporaneamente, di provvedere sulla medesima richiesta di condono e la cognizione del procedimento spetta al giudice che ebbe a deliberare la sentenza divenuta irrevocabile per ultima alla data della presentazione della richiesta di condono, essendo irrilevante la sopravvenienza, nelle more di ulteriori condanne irrevocabili. Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  19 dicembre 2013 n. 5734  

 

Il conflitto di competenza è configurabile solo tra organi giurisdizionali e, pertanto, una situazione di conflittualità tra il p.m., che è una parte anche se pubblica del processo e il giudice, non è inquadrabile neppure sotto il profilo dei "casi analoghi" previsti dall'art. 28 c.p.p. (Fattispecie in cui, per l'inammissibilità del conflitto, la Corte ha trasmesso gli atti per la liquidazione degli onorari professionali al p.m. che aveva nominato il consulente tecnico e non al giudice procedente).

Cassazione penale sez. un.  28 novembre 2013 n. 9605  

 

In riguardo alla competenza ad emettere il decreto di liquidazione del compenso del consulente tecnico incaricato dall'accusa, si ritiene che la stessa spetti al p.m. incaricante, per il rapporto fiduciario intercorrente con il consulente selezionato, e non al g.o. procedente al momento della richiesta. Inoltre, fra g.o. e p.m. non è proponibile alcun conflitto di competenza ex art. 28 c.p.p.

Cassazione penale sez. un.  28 novembre 2013 n. 9605  

 

I provvedimenti negativi di competenza non possono essere impugnati per cassazione ai sensi dell'art. 568 comma 2 c.p.p., ovvero per abnormità, in quanto, non essendo attributivi di competenza, comportano - qualora anche il secondo giudice si dichiari incompetente - l'elevazione del conflitto ai sensi dell'art. 28 c.p.p. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Perugia, 25/06/2013 )

Cassazione penale sez. VI  14 novembre 2013 n. 9729  

 

È abnorme, sotto il profilo funzionale, l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che, investito di un'istanza di sostituzione di un bene già oggetto di confisca per equivalente con altro cespite, dichiari la competenza dell'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Gestione dei beni sequestrati e confiscati, poiché quest'ultima è soggetto estraneo all'ordine giudiziario né può sollevare, avverso tale provvedimento, ai sensi dell'art. 28 c.p.p., un conflitto negativo di competenza.

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 2013 n. 6701  

 

La regola dettata dall'art. 28 comma 2 c.p.p. secondo cui, in caso di contrasto fra giudice dell'udienza preliminare e giudice del dibattimento, prevale la decisione di quest'ultimo, non trova applicazione quando detta decisione si concretizzi in un provvedimento abnorme, giacché provvedimenti di tal genere, esulando dal sistema processuale in quanto non consentiti e non previsti, legittimano le parti al ricorso per cassazione e non hanno mai modo d'imporsi al giudice dell'udienza preliminare. Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  10 ottobre 2013 n. 43563  

 



 
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