codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  7 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 286 cod. proc. penale: Custodia cautelare in luogo di cura

1. Se la persona da sottoporre a custodia cautelare si trova in stato di infermità di mente che ne esclude o ne diminuisce grandemente la capacità di intendere o di volere, il giudice, in luogo della custodia in carcere, può disporre il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando i provvedimenti necessari per prevenire il pericolo di fuga. Il ricovero non può essere mantenuto quando risulta che l’imputato non è più infermo di mente.

2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 285 commi 2 e 3.


Giurisprudenza annotata

Custodia cautelare in luogo di cura

Va imposta comunque la custodia cautelare presso il carcere anche al detenuto che, pur in presenza di un gesto suicidiario, non presenti una infermità mentale tale da incidere sulla capacità di intendere e volere tale da poter legittimare un provvedimento ex art. 286 c.p.p.

Ufficio Indagini preliminari Monza  24 gennaio 2015

 

In tema di misure coercitive, mentre la misura cautelare trova la propria giustificazione nelle specifiche esigenze indicate nell'art. 274 c.p.p., contemperate ai sensi dell'art. 286 c.p.p. con la condizione di infermità mentale dell'indagato, presupposto dell'applicazione provvisoria della misura di sicurezza è una prognosi positiva sull'irrogazione di detta misura all'esito del giudizio in presenza dell'accertamento della pericolosità sociale dell'indagato, pericolosità per la quale il rimedio tipico apprestato dall'ordinamento è l'anticipazione della misura di sicurezza.

Cassazione penale sez. V  09 aprile 2014 n. 26589  

 

Nel caso di imputato affetto da patologia psichiatrica che impedisca la sua cosciente partecipazione al dibattimento, può disporsi, ai sensi dell'art. 73, comma terzo, cod. proc. pen., ove egli debba essere mantenuto in custodia cautelare, soltanto il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, quale previsto dal richiamato art. 286 cod. proc. pen., ovvero, ai sensi dell'art. 111, comma quinto, del d.P.R. n. 230/2000 (regolamento attuativo dell'ordinamento penitenziario), l'assegnazione ad un istituto o sezione speciale per infermi di mente, ma non anche l'assegnazione ad un ospedale psichiatrico giudiziario, essendo questa subordinata, come applicazione provvisoria di una tipica misura di sicurezza, alla prevedibile applicazione in via definitiva della misura stessa. Annulla con rinvio, Trib. lib. Milano, 17 Agosto 2007

Cassazione penale sez. III  16 novembre 2007 n. 47335  

 

Nel caso in cui lo stato di mente dell'imputato appaia tale da renderne necessaria la cura nell'ambito del servizio psichiatrico e sia del pari necessario mantenere nei suoi confronti la custodia cautelare, il giudice ordina, ai sensi dell'art. 73 comma 3 c.p.p.; che la misura sia eseguita nelle forme di cui all'art. 286 c.p.p., mediante il ricovero provvisorio in idonea struttura del servizio psichiatrico ospedaliero, adottando i necessari provvedimenti per prevenire il pericolo di fuga ovvero, in alternativa, può disporre l'assegnazione dell'imputato ad un istituto o sezione speciale per infermi o minorati psichici (art. 111 comma 5 d.P.R. 30 giugno 2000 n. 230 - Regolamento sull'ordinamento penitenziario), ma in nessun caso l'imputato può essere assegnato ad un ospedale psichiatrico giudiziario, tipica misura di sicurezza.

Cassazione penale sez. IV  10 dicembre 2003 n. 3518  

 

La compatibilità dello stato di salute di un soggetto con il regime detentivo, deve essere valutata, innanzitutto, in astratto, vale a dire con riferimento ai parametri stabiliti dalla legge (e segnatamente dagli art. 275 commi quarto ter, quater, quinquies, 286, 286 bis c.p.p.), ed, in secondo luogo, in concreto, vale a dire con riferimento alla possibilità di effettiva somministrazione nel circuito penitenziario di quelle terapie delle quali si è accertato che il predetto necessita.

Cassazione penale sez. V  02 maggio 2003 n. 23418  

 

Il diniego della sostituzione della custodia cautelare in carcere con quella in luogo di cura, prevista dall'art. 286 c.p.p., nei confronti di soggetto ritenuto affetto da infermità di mente non può essere giustificato sulla base della ritenuta pericolosità sociale del soggetto medesimo giacché, ove tale pericolosità sussista, il rimedio apprestato dall'ordinamento è quello dell'applicazione provvisoria, ai sensi dell'art. 312 c.p.p., della opportuna misura di sicurezza.

Cassazione penale sez. I  20 febbraio 1997 n. 1274  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti