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Codice proc. penale agg.  al  7 Mag 2015
 
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Art. 291 cod. proc. penale: Procedimento applicativo

1. Le misure sono disposte su richiesta del pubblico ministero, che presenta al giudice competente gli elementi su cui la richiesta si fonda, nonché tutti gli elementi a favore dell’imputato e le eventuali deduzioni e memorie difensive già depositate.

2. Se riconosce la propria incompetenza per qualsiasi causa, il giudice, quando ne ricorrono le condizioni e sussiste l’urgenza di soddisfare taluna delle esigenze cautelari previste dall’articolo 274, dispone la misura richiesta con lo stesso provvedimento con il quale dichiara la propria incompetenza. Si applicano in tal caso le disposizioni dell’articolo 27.

2-bis. In caso di necessità o urgenza il pubblico ministero può chiedere al giudice, nell’interesse della persona offesa, le misure patrimoniali provvisorie di cui all’articolo 282-bis. Il provvedimento perde efficacia qualora la misura cautelare sia successivamente revocata.


Giurisprudenza annotata

Procedimento applicativo

In tema di misure cautelari personali, il giudice dell'impugnazione, quando rileva l'incompetenza del giudice che ha adottato il provvedimento coercitivo deve limitarsi a trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente, perché lo stesso provveda nei termini fissati dall'art. 27 c.p.p. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la disposizione dell'art. 291 del codice di rito - che impone al giudice che riconosca la propria incompetenza di valutare l'urgenza di soddisfare taluna delle esigenze cautelari, prima di disporre la misura - si applica solo quando la declaratoria di incompetenza venga adottata al momento dell'emissione dell'ordinanza cautelare). (Dichiara competenza, Trib. lib. Venezia, 02/07/2014 )

Cassazione penale sez. VI  28 novembre 2014 n. 50078  

 

L'incompetenza del giudice che ha adottato una misura cautelare può essere dedotta con le impugnazioni de libertate e riconosciuta dal giudice del riesame o da quello di legittimità. Il giudice dell'impugnazione che rilevi l'incompetenza deve peraltro verificare la sussistenza di tutti i presupposti della misura (gravi indizi di colpevolezza, esigenze cautelari), con la conseguenza che la mancanza dei suddetti requisiti fondamentali comporta l'annullamento dell'ordinanza cautelare (o dell'ordinanza di riesame, allorquando il vizio sia apprezzato in sede di legittimità), con conseguente liberazione dell'interessato. Mentre nel caso in cui vi sia la "tenuta" della decisione cautelare, il giudice dell'impugnazione deve allora apprezzare anche la sussistenza del presupposto dell'"urgenza" che, ai sensi dell'articolo 291, comma 2, del Cpp, legittima il giudice richiesto della misura ad adottarla, pur non essendo competente. Da ciò conseguendo che l'apprezzata sussistenza dei presupposti legittimanti la misura cautelare (gravi indizi, esigenze cautelari, urgenza del provvedere) importa che la misura, ferma restando la dichiarazione di incompetenza produttiva degli effetti di cui all'art. 27 c.p.p., non va annullata, dovendo il giudice dell'impugnazione limitarsi a trasmettere gli atti al pubblico ministero presso il giudice dichiarato competente, affinché la misura venga da questi eventualmente reiterata. (La Corte ha precisato che, in tale evenienza, non dovrebbe procedersi a un annullamento con rinvio della misura, perché in tal modo si rimetterebbe al giudice già dichiarato incompetente una determinazione che non gli spetta, ma neppure dovrebbe procedersi a un annullamento senza rinvio, che sarebbe un'eccedenza rispetto alla conseguenza tipica ed esclusiva dell'accertamento di incompetenza: basta la dichiarazione di incompetenza accompagnata dalla trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice competente).

Cassazione penale sez. VI  06 maggio 2014 n. 23365  

 

In caso di misura cautelare adottata da un giudice incompetente, ai fini dell'apprezzamento da parte del giudice dell'impugnazione del requisito dell'" urgenza" che, ai sensi dell'art. 291 comma 2 c.p.p., legittima il giudice richiesto della misura ad adottarla, pur non essendo competente, se è pur vero che non ogni misura cautelare è urgente in quanto tale, neppure può essere pretesa una motivazione "esplicita" circa l'urgenza, giacché proprio l'errore in cui è incorso il giudice della cautela sulla propria competenza implica che questi non abbia avvertito la necessità di giustificare i provvedimenti assunti in base a una urgenza qualificata. Ne deriva che il giudice dell'impugnazione deve limitarsi a valutare, sia pure sulla scorta dei soli elementi valorizzati dal giudice della cautela, la sussistenza nel caso concreto di ragioni utili a legittimare una pur breve dilazione del trattamento in attesa dell'intervento del giudice competente.

Cassazione penale sez. VI  06 maggio 2014 n. 23365  

 

In tema di misure cautelari reali, la Corte di cassazione, qualora ritiene che la competenza territoriale appartenga ad un ufficio giudiziario diverso da quello che procede, deve dichiarare l'incompetenza e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente, in applicazione dell'art. 27 c.p.p., che prevede l'inefficacia "differita" del provvedimento di vincolo, previa verifica della sussistenza del "fumus commissi delicti" e del "periculum in mora", ma non anche del requisito dell'urgenza, in quanto l'art. 291, comma 2, c.p.p. si applica esclusivamente alle misure cautelari personali. (Fattispecie relativa a sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato). (Dichiara competenza, Trib. lib. Roma, 11/12/2013)

Cassazione penale sez. III  01 aprile 2014 n. 27701  

 

In tema di misure cautelari, il disposto di cui all'art. 291 comma 2 c.p.p. - per il quale il giudice che riconosca la propria incompetenza può comunque disporre provvisoriamente, su richiesta del p.m., la cautela, ove ne sussistano i presupposti e sussista l'urgenza di soddisfare un'esigenza cautelare - trova applicazione con riguardo a qualsiasi dichiarazione di incompetenza, ivi compresa quella pronunciata in favore del tribunale per i minorenni. Ne deriva che il g.o., pur funzionalmente incompetente, può adottare nei confronti dell'indagato minorenne una misura cautelare, nei limiti dell'art. 27 c.p.p., a condizione che essa sia espressamente contemplata dal capo II del d. P.R. n. 448 del 1988. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha censurato la decisione con cui il tribunale del riesame ha confermato - nei confronti dell'indagato minorenne, arrestato in flagranza del reato di cui all'art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 - la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria non contemplata nel predetto capo II e, pertanto, vietata ex art. 19 dello stesso d.P.R. n. 448 del 1988). Annulla senza rinvio, Trib. lib. Torino, 22/01/2013

Cassazione penale sez. IV  23 maggio 2013 n. 27352  



 
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