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Codice proc. penale agg.  al  7 Mag 2015
 
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Art. 293 cod. proc. penale: Adempimenti esecutivi

1. Salvo quanto previsto dall’articolo 156, l’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare consegna all’imputato copia del provvedimento unitamente a una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, per l’imputato che non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui lo informa:
a) della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge;
b) del diritto di ottenere informazioni in merito all’accusa;
c) del diritto all’interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;
d) del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;
e) del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda il provvedimento;
f) del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;
g) del diritto di accedere all’assistenza medica di urgenza;
h) del diritto di essere condotto davanti all’autorità giudiziaria non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione, se la misura applicata è quella della custodia cautelare in carcere ovvero non oltre dieci giorni se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare;
i) del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l’interrogatorio, di impugnare l’ordinanza che dispone la misura cautelare e di richiederne la sostituzione o la revoca.

1-bis. Qualora la comunicazione scritta di cui al comma 1 non sia prontamente disponibile in una lingua comprensibile all’imputato, le informazioni sono fornite oralmente, salvo l’obbligo di dare comunque, senza ritardo, comunicazione scritta all’imputato.

1-ter. L’ufficiale o l’agente incaricato di eseguire l’ordinanza informa immediatamente il difensore di fiducia eventualmente nominato ovvero quello di ufficio designato a norma dell’articolo 97 e redige verbale di tutte le operazioni compiute, facendo menzione della consegna della comunicazione di cui al comma 1 o dell’informazione orale fornita ai sensi del comma 1-bis. Il verbale è immediatamente trasmesso al giudice che ha emesso l’ordinanza e al pubblico ministero.

2. Le ordinanze che dispongono misure diverse dalla custodia cautelare sono notificate all’imputato.

3. Le ordinanze previste dai commi 1 e 2, dopo la loro notificazione o esecuzione, sono depositate nella cancelleria del giudice che le ha emesse insieme alla richiesta del pubblico ministero e agli atti presentati con la stessa. Avviso del deposito è notificato al difensore.

4. Copia dell’ordinanza che dispone una misura interdittiva è trasmessa all’organo eventualmente competente a disporre l’interdizione in via ordinaria.

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La Corte costituzionale, con sentenza 17-24 giugno 1997, n. 192 (in G.U. 1a s.s. 02/07/1997, n. 27) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 3 del presente articolo “nella parte in cui non prevede la facoltà per il difensore di estrarre copia, insieme all’ordinanza che ha disposto la misura cautelare, della richiesta del pubblico ministero e degli atti presentati con la stessa”.


Giurisprudenza annotata

Adempimenti esecutivi

In tema di misure cautelari, la brevità del termine intercorrente tra la notifica dell'avviso di deposito degli atti presso il giudice che ha emesso la misura ex art. 293 c.p.p. e la data fissata per l'espletamento dell'interrogatorio di garanzia non dà luogo ad alcuna forma di nullità, essendo preminente l'interesse a provocare un immediato contatto tra l'indagato e il giudice della cautela per la verifica dei presupposti per la privazione della libertà, in relazione al quale le esigenze della difesa di consultare approfonditamente gli atti depositati possono essere salvaguardate con la presentazione di una istanza di differimento dell'interrogatorio entro il termine inderogabile di cinque giorni ex art. 294 c.p.p. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima l'ordinanza cautelare impugnata avendo i difensori eccepito solo la nullità dell'atto senza richiedere il differimento dell'interrogatorio). (Rigetta, Trib. lib. Napoli, 19/06/2014 )

Cassazione penale sez. II  30 settembre 2014 n. 44902  

 

Secondo il combinato disposto degli artt. 148, commi 1 e 2 bis, e 149, comma 1,c.p.p. per la notifica di un atto, l'autorità giudiziaria deve affidarsi, di regola, all'ufficiale giudiziario o ad altro soggetto che ne esercita le funzioni, salvo che la legge non stabilisca diversamente. La notificazione di un avvio o di una convocazione può essere eseguita, sempre che tanto sia disposto dal giudice, anche a mezzo del telefono o del telegrafo, a condizione che si tratti di atto urgente e che il destinatario sia una persona diversa dall'indagato. Ne consegue che - a differenza di atti urgenti, quali l'avviso di fissazione dell'interrogatorio di garanzia o quello di fissazione dell'udienza per la trattazione del riesame - l'avviso al difensore dell'indagato di deposito, nella cancelleria del giudice che lo ha emesso, del provvedimento di applicazione di una misura cautelare personale, di cui all'art. 293, comma 3, c.p.p., va necessariamente notificato a mezzo dell'ufficiale giudiziario, trattandosi di atto non urgente, essendo esso destinato solamente a far decorrere il citato termine per proporre l'impugnazione de libertate, avviso per il quale, perciò, non è consentito l'impiego del mezzo del telefono o del telegrafo.

Cassazione penale sez. VI  04 giugno 2014 n. 25280  

 

Il termine stabilito in favore del difensore per proporre la richiesta di riesame dell'ordinanza che dispone una misura coercitiva, in mancanza della notificazione dell'avviso di deposito previsto dall'art. 293 comma 3 c.p.p., decorre comunque dal momento in cui il medesimo riceve la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari per il procedimento nel quale è stato emesso il titolo custodiale. Rigetta, Trib. lib. Reggio Calabria, 21/08/2013

Cassazione penale sez. I  06 dicembre 2013 n. 51483  

 

Il termine per la proposizione della richiesta di riesame, da parte del difensore dell'imputato, decorre esclusivamente dal giorno in cui è stata eseguita, ai sensi dell'art. 293, comma 3, c.p.p., la notifica dell'avviso di deposito dell'ordinanza cautelare, insieme alla richiesta del p.m. ed agli atti presentati con la medesima.

Cassazione penale sez. II  30 gennaio 2013 n. 8119  

 

In materia di misure coercitive, il termine di dieci giorni per la proposizione della richiesta di riesame dell'ordinanza che dispone la misura, decorre, per il difensore dell'imputato, solo dal giorno in cui gli è stato notificato l'avviso del relativo deposito ex art. 309, comma 3, c.p.p. (secondo cui il difensore dell'imputato può proporre la richiesta di riesame entro dieci giorni dalla notificazione dell'avviso di deposito dell'ordinanza che dispone la misura), in quanto in occasione del deposito, come prevede l'art. 293, comma 3, c.p.p, oltre al provvedimento sono messi a disposizione anche i documenti su cui lo stesso si fonda, che sono necessari alla difesa per sviluppare le proprie ragioni in sede di impugnazione. È da escludere, quindi, che il termine per la proposizione della richiesta di riesame possa farsi decorrere dal giorno della conoscenza del provvedimento comunque precedentemente acquisita "aliunde" dal difensore, come nel caso in cui questi abbia assistito all'interrogatorio di garanzia previsto dall'art. 294 c.p.p.

Cassazione penale sez. II  30 gennaio 2013 n. 8119  

 

In tema di revoca o sostituzione di misure cautelari personali, non sussiste alcun obbligo per il giudice di assumere l'interrogatorio dell'indagato ai sensi dell'art. 293 comma 3 ter c.p.p., a fronte di una richiesta di quest'ultimo che prospetti l'esistenza di elementi nuovi o diversi rispetto a quelli già valutati, permanendo in capo al giudice il potere di escludere motivatamente la sussistenza dei presupposti di applicazione della norma processuale.

Cassazione penale sez. III  12 gennaio 2012 n. 2712

 

Nel caso in cui sia stato sequestrato tabacco TLE (Tabacchi Lavorati Esteri) sussiste l'ipotesi contestata di cui dagli art. 282, 292, 293 e 296 in relazione all'art. 25 del d.P.R. n.43/73, così come modificato dalla l. 92/2001 il reato di detenzione a fini di vendita di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, mentre non è ravvisabile la diversa ipotesi, pur contestata di cui all'art. 70 del d.P.R. 633/72 poiché i tabacchi lavorati esteri, per espressa previsione normativa, sono esenti dal pagamento dell'IVA, ma assoggettati, unicamente, alle imposte doganali.

Tribunale Napoli sez. IV  03 febbraio 2011 n. 1544  

 

Nell'ipotesi in cui l'interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale venga assunto nella circoscrizione di altro tribunale, l'omessa trasmissione al giudice delegato della richiesta del P.M. e degli atti ad essa allegati a norma dell'art. 291, comma 1, c.p.p., non determina di per sé alcuna nullità, quando l'espletamento del relativo incombente sia stato preceduto dal deposito degli atti presso la cancelleria del giudice che ha emesso la misura, a norma dell'art. 293, comma 3, c.p.p. Rigetta, Trib. lib. Catania, 18 giugno 2009

Tribunale Napoli sez. IV  03 febbraio 2011 n. 1544  

 

La nullità dell'interrogatorio di garanzia consegue solo al mancato deposito degli atti indicati nell'art. 293 c.p.p. prima del suo svolgimento. Tale omissione non è, dunque, ricollegabile al fatto che non sia stato notificato al difensore, prima dell'interrogatorio, l'avviso di deposito ex art. 293 c.p.p., atto quest’ultimo che condiziona la sola decorrenza del termine per proporre impugnazione ex art. 309 c.p.p.

Tribunale Milano sez. XI  22 gennaio 2009



 
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