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Codice proc. penale agg.  al  7 Mag 2015
 
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Art. 294 cod. proc. penale: Interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale

1. Fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento, il giudice che ha deciso in ordine all’applicazione della misura cautelare se non vi ha proceduto nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto o del fermo di indiziato di delitto procede all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall’inizio dell’esecuzione della custodia, salvo il caso in cui essa sia assolutamente impedita.

1-bis. Se la persona é sottoposta ad altra misura cautelare, sia coercitiva che interdittiva, l’interrogatorio deve avvenire non oltre dieci giorni dalla esecuzione del provvedimento o dalla sua notificazione. Il giudice, anche d’ufficio, verifica che all’imputato in stato di custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari sia stata data la comunicazione di cui all’articolo 293, comma 1, o che comunque sia stato informato ai sensi del comma 1-bis dello stesso articolo, e provvede, se del caso, a dare o a completare la comunicazione o l’informazione ivi indicate.

1-ter. L’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare deve avvenire entro il termine di quarantotto ore se il pubblico ministero ne fa istanza nella richiesta di custodia cautelare.

2. Nel caso di assoluto impedimento, il giudice ne dà atto con decreto motivato e il termine per l’interrogatorio decorre nuovamente dalla data in cui il giudice riceve comunicazione della cessazione dell’impedimento o comunque accerta la cessazione dello stesso.

3. Mediante l’interrogatorio il giudice valuta se permangono le condizioni di applicabilità e le esigenze cautelari previste dagli articoli 273, 274 e 275. Quando ne ricorrono le condizioni, provvede, a norma dell’articolo 299, alla revoca o alla sostituzione della misura disposta.

4. Ai fini di quanto previsto dal comma 3, l’interrogatorio è condotto dal giudice con le modalità indicate negli articoli 64 e 65. Al pubblico ministero e al difensore, che ha obbligo di intervenire, è dato tempestivo avviso del compimento dell’atto.

4-bis. Quando la misura cautelare è stata disposta dalla Corte di Assise o dal tribunale, all’interrogatorio procede il presidente del collegio o uno dei componenti da lui delegato.

5. Per gli interrogatori da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, il giudice o il presidente, nel caso di organo collegiale, qualora non ritenga di procedere personalmente, richiede il giudice per le indagini preliminari del luogo.

6. L’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare da parte del pubblico ministero non può precedere l’interrogatorio del giudice.

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La Corte costituzionale, con sentenza 24 marzo-3 aprile 1997, n. 77 (in G.U. 1a s.s. 09/04/1997, n. 15) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 1 del presente articolo “nella parte in cui non prevede che, fino alla trasmissione degli atti al giudice del dibattimento, il giudice proceda all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere immediatamente e comunque non oltre cinque giorni dall’inizio di esecuzione della custodia”.

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La Corte costituzionale, con sentenza 10-17 febbraio 1999, n. 32 (in G.U. 1a s.s. 24/02/1999, n. 8) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 1 del presente articolo “nella parte in cui non prevede che fino all’apertura del dibattimento il giudice proceda all’interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere.”


Giurisprudenza annotata

Interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale

Nel procedimento di riesame non è deducibile, né rilevabile d'ufficio, la questione inerente all'inefficacia della misura coercitiva per asserita mancanza, tardività o invalidità dell'interrogatorio previsto dall'art. 294 c.p.p. (interrogatorio della persona sottoposta a misura cautelare personale). Se, però, tale inefficacia viene fatta valere con un'autonoma istanza, rigettata poi dal gip, l'appello proposto ai sensi dell'art. 310 c.p.p. comporta che il Tribunale opera come giudice dell'appello cautelare, non come giudice del riesame.

Cassazione penale sez. V  26 febbraio 2015 n. 11127  

 

In tema di misure cautelari, la brevità del termine intercorrente tra la notifica dell'avviso di deposito degli atti presso il giudice che ha emesso la misura ex art. 293 c.p.p. e la data fissata per l'espletamento dell'interrogatorio di garanzia non dà luogo ad alcuna forma di nullità, essendo preminente l'interesse a provocare un immediato contatto tra l'indagato e il giudice della cautela per la verifica dei presupposti per la privazione della libertà, in relazione al quale le esigenze della difesa di consultare approfonditamente gli atti depositati possono essere salvaguardate con la presentazione di una istanza di differimento dell'interrogatorio entro il termine inderogabile di cinque giorni ex art. 294 c.p.p. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto legittima l'ordinanza cautelare impugnata avendo i difensori eccepito solo la nullità dell'atto senza richiedere il differimento dell'interrogatorio). (Rigetta, Trib. lib. Napoli, 19/06/2014 )

Cassazione penale sez. II  30 settembre 2014 n. 44902  

 

È nullo l'interrogatorio ex art. 302 c.p.p. (rimanendone travolta la successiva ordinanza cautelare) qualora l'avviso al difensore non sia "tempestivo" ex art. 294 comma 4 c.p.p., avuto riguardo alla concreta possibilità per il difensore di essere fisicamente presente al compimento dell'atto e di svolgere un'adeguata assistenza difensiva (in applicazione del principio, la corte ha ritenuto non tempestivo l'avviso trasmesso via fax al difensore alle ore 11,33 del giorno in cui doveva espletarsi, alle ore 16,00, l'interrogatorio, considerata la distanza tra l'ufficio del tribunale di Siena e lo studio legale in Roma). Annulla senza rinvio Trib. Firenze, ord. 8 aprile 2013

Cassazione penale sez. V  17 ottobre 2013 n. 2253  

 

In tema di interrogatorio della persona in stato di custodia cautelare in carcere, la comunicazione dell'interrogatorio - tramite il quale il giudice valuta la permanenza delle condizioni di applicabilità delle esigenze cautelari - al Pubblico Ministero e al difensore, deve avvenire tempestivamente ex art. 294, comma 4, c.p.p.. Affinché tale avviso sia tempestivo è necessario che siano rispettate delle tempistiche tali da permettere concretamente al difensore di essere fisicamente presente al compimento dell'atto e di svolgere un'adeguata assistenza difensiva. Qualora tale tempestività non venga rispettata, l'interrogatorio è da intendersi viziato (nella specie la comunicazione era stata effettuata poco più di 4 ore prima dell'interrogatorio).

Cassazione penale sez. V  17 ottobre 2013 n. 2253  

 

L'interrogatorio di garanzia previsto dall'art. 294 c.p.p. deve ritenersi incluso tra gli elementi favorevoli sopravvenuti, per i quali l'art. 309 comma 5 c.p.p. impone l'obbligo di trasmissione da parte dell'autorità procedente al Tribunale del riesame, soltanto quando abbia un contenuto oggettivamente favorevole all'indagato e non si limiti alla mera contestazione delle accuse; detta valenza dell'atto - ove si voglia sostenere che dalla sua mancata trasmissione derivi la caducazione della misura cautelare - deve essere specificatamente indicata dalla parte nel ricorso al Tribunale del riesame. Rigetta in parte, Trib. lib. Catania, 19/02/2013

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2013 n. 51789  

 

In tema di interrogatorio "di garanzia" ex art. 294 c.p.p., mancando disposizioni "ad hoc", deve ritenersi valido ed efficace, perché tempestivo, l'avviso che abbia posto il difensore nelle condizioni di intervenire (eventualmente a mezzo di un sostituto) o di chiedere che l'atto sia ritardato per il tempo strettamente necessario ad assicurare la sua presenza. (Nella specie, il tribunale del riesame, pur avendo rilevato che era stata dedotta l'intempestività dell'avviso, si era limitato ad affermare che il difensore dell'indagato era stato ritualmente avvisato e che non vi era "evidenza di alcuna compressione del diritto di difesa": la Corte ha annullato con rinvio l'ordinanza sul rilievo che trattavasi di motivazione meramente apparente, perché non spiegava se il giudice avesse effettivamente valutato la tempestività dell'avviso e quali criteri di valutazione avesse inteso adottare).

Cassazione penale sez. IV  18 luglio 2013 n. 31450  

 

In tema di riesame, i termini per la relativa richiesta decorrono dall'attestazione del difensore in calce al verbale dell'interrogatorio dell'imputato, effettuato ai sensi dell'art. 294 c.p.p., di avere ricevuto l'avviso del deposito dell'ordinanza cautelare e di avere preso cognizione del contenuto della stessa. Dichiara inammissibile, Trib. lib. Napoli, 04 dicembre 2012

Cassazione penale sez. VI  16 aprile 2013 n. 17958  



 
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