codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  7 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 298 cod. proc. penale: Sospensione dell’esecuzione delle misure

1. L’esecuzione di un ordine con cui si dispone la carcerazione nei confronti di un imputato al quale sia stata applicata una misura cautelare personale per un altro reato ne sospende l’esecuzione, salvo che gli effetti della misura disposta siano compatibili con la espiazione della pena.

2. La sospensione non opera quando la pena è espiata in regime di misure alternative alla detenzione.


Giurisprudenza annotata

Sospensione dell'esecuzione delle misure

Il sopraggiungere della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di soggetto sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova ai servizi sociali ha come effetto quello di sospendere il corso di quest'ultima fino alla cessazione della misura cautelare con essa incompatibile. Rigetta, App. Napoli, 10 gennaio 2012

Cassazione penale sez. VI  28 marzo 2013 n. 15925  

 

L'affidamento in prova al servizio sociale non può essere revocato per la sopravvenienza di un provvedimento applicativo di misura cautelare (nella specie, arresti domiciliari) relativo a fatti antecedenti alla concessione della misura alternativa, spettando al tribunale di sorveglianza verificare, in concreto, l'effettiva compatibilità delle due misure.

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2012 n. 14827  

 

Il periodo di custodia cautelare scontato all'estero in esecuzione di un mandato di arresto europeo deve essere computato nella determinazione dei termini di fase.

Cassazione penale sez. V  23 giugno 2011 n. 28446  

 

Il periodo di custodia cautelare scontato all'estero in esecuzione di un mandato di arresto europeo deve essere computato nella determinazione dei termini di fase, pur quando il soggetto detenuto all'estero sia al contempo sottoposto ad espiazione di una pena detentiva e non sia stato posto nella disponibilità della giurisdizione italiana. Annulla con rinvio, Trib. lib. Milano, 20 Agosto 2009

Cassazione penale sez. I  17 marzo 2010 n. 21056  

 

In materia di sospensione della esecuzione di misure cautelari, opera la regola fondamentale per cui uno stesso periodo di detenzione non può essere imputato a più titoli, nel senso che, ove venga emesso ordine di esecuzione nei confronti di un soggetto in custodia cautelare per altro fatto, il periodo successivo all'inizio della carcerazione non è computabile nella pena detentiva che per quel fatto dovrà essere scontata qualora intervenga condanna definitiva: ai fini del computo suddetto si dovrà tenere conto soltanto di quella frazione temporale trascorsa in stato di custodia cautelare relativamente alla quale non vi sia stata sovrapposizione con l'espiazione della pena.

Cassazione penale sez. I  27 giugno 2006 n. 30831  

 

È consentito applicare la misura alternativa della detenzione domiciliare nei confronti di soggetto sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, atteso che l'art. 298 c.p.p non pone al riguardo una incompatibilità assoluta, dovendosi solo verificare in concreto, da parte del giudice, la compatibilità fra l'una e l'altra misura, avuto riguardo alle limitazioni imposte. (In applicazione di tale principio la Corte ha annullato con rinvio il provvedimento del tribunale di sorveglianza che aveva dichiarato inammissibili le istanze di detenzione domiciliare avanzate da persona sottoposta agli arresti domiciliari).

Cassazione penale sez. I  13 ottobre 2000 n. 1395  

 

La liberazione condizionale può, in linea di principio, essere concessa anche a soggetto che sia sottoposto, per altri fatti, alla misura cautelare degli arresti domiciliari, dovendosi solo verificare (indipendentemente dalle altre condizioni previste dalla legge), se, in concreto, vi sia o meno incompatibilità fra le limitazioni dipendenti dalla libertà vigilata (da applicarsi in conseguenza della liberazione condizionale) ed il rispetto, ritenuto dalla legge preminente, della misura cautelare; ciò in linea con il principio della compatibilità fra custodia cautelare ed espiazione di pena in regime di misure alternative alla detenzione, affermato dall'art. 298, comma 2, c.p.p.

Cassazione penale sez. I  13 febbraio 1998 n. 903  

 

Come si desume chiaramente dall'art. 298 c.p.p., e segnatamente dal comma 2 di tale disposizione (per il quale la misura cautelare non è sospesa, ma trova invece esecuzione quando la pena deve essere espiata in regime di misura alternativa alla detenzione), è da ritenere possibile, in linea di principio, la contestuale esecuzione di una delle misure alternative alla detenzione previste dalla l. n. 354 del 1975 (cd. ordinamento penitenziario) e di una misura cautelare personale, dovendosi poi solo verificare, in concreto, avuto riguardo alla natura delle limitazioni tipiche, rispettivamente, delle misure cautelari e delle misure alternative, l'effettiva compatibilità fra le une e le altre, nel rispetto, dalla legge ritenuto preminente, delle misure cautelari.

Cassazione penale sez. I  28 aprile 1997 n. 3020  

 

Ai fini della revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale, previsto dall'art. 47, comma ultimo, dell'ordinamento penitenziario, rilevano soltanto condotte tenute successivamente alla concessione del beneficio. Non può, pertanto, dar luogo a revoca l'emissione di un provvedimento applicativo di misura cautelare relativo ai fatti antecedenti alla detta concessione; e ciò considerando anche come, in base al disposto di cui all'art. 298 comma 2 c.p.p., sia da ritenere possibile, in linea di principio, la contestuale esecuzione della misura alternativa alla detenzione e della misura cautelare, dovendosi poi solo verificare, in concreto, avuto riguardo alle limitazioni connaturali alle due misure anzidette, l'effettiva compatibilità, fra l'una e l'altra, nel rispetto, dalla legge ritenuto preminente, della misura cautelare.

Cassazione penale sez. I  24 settembre 1996 n. 4717  

 

Come si evince chiaramente dall'art. 298 c.p.p. e, segnatamente, dal comma 2 di tale disposizione (per il quale la misura cautelare non è sospesa, ma trova invece esecuzione quando la pena deve essere espiata in regime di misura alternativa alla detenzione), è da ritenere possibile in linea di principio la contestuale esecuzione di una delle misure alternative alla detenzione previste dalla l. n. 354/75 e di una misura cautelare personale, dovendosi poi solo verificare, in concreto, avuto riguardo alla natura delle limitazioni connaturali alla misura alternativa e alla misura cautelare, l'effettiva compatibilità fra l'una e l'altra, nel rispetto, dalla legge ritenuto preminente, della misura cautelare. (Nella specie, sulla base di tali principi, è stata affermata la compatibilità tra affidamento in prova al servizio sociale e misura cautelare degli arresti domiciliari).

Cassazione penale sez. I  02 marzo 1993



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti

 
 
 
 
 


   Profiler output