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Codice proc. penale agg.  al  8 Apr 2015
 
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Art. 3 cod. proc. penale: Questioni pregiudiziali

1. Quando la decisione dipende dalla risoluzione di una controversia sullo stato di famiglia o di cittadinanza, il giudice, se la questione è seria e se l’azione a norma delle leggi civili è già in corso, può sospendere il processo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce la questione.

2. La sospensione è disposta con ordinanza soggetta a ricorso per cassazione. La corte decide in camera di consiglio.

3. La sospensione del processo non impedisce il compimento degli atti urgenti.

4. La sentenza irrevocabile del giudice civile che ha deciso una questione sullo stato di famiglia o di cittadinanza ha efficacia di giudicato nel procedimento penale.


Giurisprudenza annotata

Questioni pregiudiziali

La sospensione del processo penale è un mezzo eccezionale, cui il giudice deve fare ricorso solo quando la legge espressamente lo imponga in modo automatico ovvero lo consenta nei soli casi in cui la decisione dipenda dalla risoluzione di una questione pregiudiziale costituzionale o civile o amministrativa (art. 3 c.p.p.). Al di fuori di tali casi il giudice penale è tenuto a risolvere ogni altra questione pregiudiziale seppure con efficacia non vincolante oltre quel processo.

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2013 n. 44261  

 

La riformulazione dell'art. 295 c.p.c., assieme a quella degli art. 3 e 75 c.p.p. unitamente all'art. 211 disp. att. c.p.c., escludono ogni forma di generale sospensione per pregiudizialità salvi i casi eccettuati (per talune ipotesi di azioni civili risarcitorie in relazione a certe evenienze della costituzione di parte civile) né può ammettersi una reviviscenza della sospensione, un tempo obbligatoria, per pregiudizialità penale sotto un nuovo aspetto ovvero quale sospensione liberamente discrezionale per opportunità, talora certo possibile o probabile ma non rilevante, dell'attesa che delicati accertamenti di fatti controversi, e tali anche avanti al giudice civile o amministrativo, si svolgano o si completino avanti al giudice penale. Nulla nel sistema concede al giudice extrapenale una tale facoltà di attesa e "postergazione". (Riforma Tar Lazio Roma, sez. I, n. 4106/2011).

Consiglio di Stato sez. VI  04 luglio 2012 n. 3907  

 

Ai fini dell'integrazione del reato di omessa prestazione dei mezzi di sussistenza nei confronti di minore non nato in costanza di matrimonio, è richiesta la prova della filiazione, da acquisirsi o mediante l'atto di riconoscimento formale ovvero mediante altro modo consentito, non esclusa eventualmente l'applicazione della pregiudiziale di stato ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 c.p.p. (In applicazione del principio la Corte ha annullato con rinvio la sentenza impugnata che aveva ritenuto la filiazione provata in base alla mera testimonianza della madre in ordine all'avvenuto riconoscimento di paternità non confortato da atti giudiziali e neppure da riscontri anagrafici).

Cassazione penale sez. VI  28 marzo 2012 n. 15952  

 

L'accertamento incidentale relativo ad una questione di stato delle persone non è consentita dal nostro ordinamento giuridico, ostandovi nel quadro normativo attuale l'art. 3 c.p.p. e l'art. 8 d.lg. 2 luglio 2010 n. 104. Ne consegue che in sede di appello di una sentenza relativa all'accertamento di paternità naturale, promossa dal figlio, non può essere richiesto, in via incidentale, dalla parte convenuta il riesame della sentenza di disconoscimento di paternità ottenuta anteriormente all'introduzione del successivo giudizio, essendo, peraltro, escluso dall'art. 244 c.c. che il sedicente padre naturale sia legittimato a partecipare al giudizio di disconoscimento di paternità

Cassazione civile sez. I  12 marzo 2012 n. 3934  

 

A seguito dell’abrogazione della cd. “pregiudiziale penale” (art. 3 c.p.p. nel testo anteriore a quello introdotto dal nuovo codice di rito), il giudizio penale e quello di responsabilità amministrativo-contabile si pongono in termini di autonomia e separatezza e non è più configurabile la sospensione necessaria del giudizio contabile in ragione della pendenza di un giudizio penale per gli stessi fatti.

Corte Conti reg. (Friuli-Venezia Giulia) sez. giurisd.  15 dicembre 2011 n. 270  

 

Poiché nell'odierno sistema processuale penale le uniche pregiudiziali di stato attengono - come conclama il disposto dell'art. 3 c.p.p. - allo stato di famiglia ed a quello di cittadinanza, la declaratoria di fallimento non vincola per alcun verso il giudice penale quanto alla attribuzione della qualità di imprenditore assoggettando alle procedure concorsuali.

Corte appello Napoli sez. II  08 febbraio 2011 n. 555  

 

Il testo originario dell'art. 295 c.p.c. che, sul presupposto della prevalenza dell'accertamento penale, nel richiamare l'art. 3 c.p.p. prevedeva la sospensione obbligatoria del processo civile nel caso di pendenza di giudizio penale, è stato sostituito dall'attuale previsione che, sul diverso presupposto dell'autonomia dei due accertamenti, subordina la sospensione del processo civile alla condizione della dipendenza dell'accertamento civile da quello penale, ovverosia, della sussistenza di una pregiudizialità logica-giuridica dell'accertamento penale.

Tribunale Salerno sez. I  03 febbraio 2010 n. 215  

 

In merito ai rapporti tra giudizio penale e giudizio di responsabilità amministrativo-contabile, quando i due giudizi vertono sullo stesso soggetto e sullo stesso fatto, è principio ormai pacifico che il nuovo codice di procedura penale, introdotto nel 1988, abbia eliminato dall'ordinamento non solo l'art. 3 c.p.p., ma anche ogni riferimento ad esso dal testo novellato dell'art. 295 c.p.c., cosicché deve ritenersi che il nostro ordinamento non sia più ispirato al principio della pregiudizialità del processo penale del quale la norma (art. 3 c.p.p.) era espressione.

Corte Conti reg. (Lombardia) sez. giurisd.  20 ottobre 2009 n. 641  

 

Il nostro ordinamento non è più ispirato al principio di pregiudizialità obbligatoria del processo penale del quale l'art. 3 c.p.p. era espressione; ne consegue che non esiste un'ipotesi di sospensione necessaria del giudizio di responsabilità amministrativa in rapporto alla pendenza di un giudizio penale, considerato, anche, che le due ipotesi di sospensione necessaria, contemplate nel comma 3 dell'art. 75 c.p.p. (azione proposta in sede civile dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di 1 grado) riguardano esclusivamente il processo civile e, quindi, non potrebbero trovare applicazione nel giudizio contabile.

Corte Conti reg. (Veneto) sez. giurisd.  21 luglio 2009 n. 595  



 
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