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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 305 cod. proc. penale: Proroga della custodia cautelare

1. In ogni stato e grado del procedimento di merito, quando è disposta perizia sullo stato di mente dell’imputato, i termini di custodia cautelare sono prorogati per il periodo di tempo assegnato per l’espletamento della perizia. La proroga è disposta con ordinanza dal giudice, su richiesta del pubblico ministero, sentito il difensore. L’ordinanza è soggetta a ricorso per cassazione nelle forme previste dall’articolo 311.

2. Nel corso delle indagini preliminari, il pubblico ministero può altresì chiedere la proroga dei termini di custodia cautelare che siano prossimi a scadere, quando sussistono gravi esigenze cautelari che, in rapporto ad accertamenti particolarmente complessi, o a nuove indagini disposte ai sensi dell’articolo 415-bis, comma 4, rendano indispensabile il protrarsi della custodia. Il giudice, sentiti il pubblico ministero e il difensore, provvede con ordinanza appellabile a norma dell’articolo 310. La proroga è rinnovabile una sola volta. I termini previsti dall’articolo 303 comma 1 non possono essere comunque superati di oltre la metà.


Giurisprudenza annotata

Proroga della custodia cautelare

La proroga dei termini di durata della custodia cautelare, previsto dall'art. 305, comma 1, c.p.p. per il caso di perizia sullo stato di mente dell'imputato, inizia con il conferimento dell'incarico peritale e cessa con il deposito in cancelleria dell'elaborato, entro il termine assegnato dal giudice, dovendosi quindi escludere che essa possa operare fino alla successiva data di audizione del perito in dibattimento.

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2010 n. 25861  

 

La proroga dei termini di custodia cautelare per il periodo di tempo assegnato per l'espletamento della perizia sullo stato di mente dell'imputato scade con il deposito in cancelleria dell'elaborato nei termini fissati dal giudice, e non si protrae fino al momento dell'esame del perito nel contraddittorio delle parti. Annulla con rinvio, Trib. Bari, 05/02/2010

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2010 n. 25861  

 

Ai fini della proroga dei termini di durata della custodia cautelare, come disciplinata nell'art. 305, comma 1, c.p.p., il "tempo assegnato per l'espletamento della perizia" deve essere inteso come frazione temporale necessaria per l'espletamento dell'atto istruttorio peritale, che inizia con il conferimento dell'incarico e si esaurisce con il deposito in cancelleria dell'elaborato nel termine indicato dal giudice.

Cassazione penale sez. VI  18 giugno 2010 n. 25861  

 

I termini di custodia cautelare, nel caso sia disposta perizia sullo stato di mente, sono prorogati, a norma dell'art. 305 comma 1 c.p.p., per tutto il periodo assegnato per l'espletamento della perizia, indipendentemente dalla circostanza che i suddetti termini siano scaduti o prossimi a scadere entro la data in cui deve essere completata l'attività peritale. Rigetta, Ass.App. Torino, 26 Gennaio 2009

Cassazione penale sez. I  09 aprile 2009 n. 17360  

 

L'emissione dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari non preclude la proroga della custodia cautelare ai sensi dell'art. 305, comma secondo, cod. proc. pen.. Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 10 Gennaio 2008

Cassazione penale sez. I  28 maggio 2008 n. 24432  

 

L'istituto (di carattere eccezionale) della proroga dei termini di custodia cautelare, ai sensi dell'art. 305, comma 2, c.p.p., non può trovare applicazione sulla sola base della ritenuta sussistenza del pericolo di inquinamento probatorio. (Nella specie, tale pericolo era stato ravvisato in relazione alla pendenza di indagini volte alla identificazione di altri eventuali complici dei soggetti nei confronti dei quali si procedeva).

Cassazione penale sez. III  18 marzo 2008 n. 16130  

 

L'avvenuta emissione dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari previsto dall'art. 415 bis c.p.p., così come non impedisce l'espletamento di ulteriori indagini entro i termini di durata fissati dalla legge o prorogati dal giudice, non impedisce neppure che possa essere avanzata richiesta di proroga dei termini di durata della custodia cautelare, ai sensi dell'art. 305, comma 2, c.p.p. (principio affermato, nella specie, con riguardo ad un caso in cui, in pendenza della procedura di notifica dell'avviso di cui all'art. 415 bis c.p.p., era apparsa la necessità di ulteriori, complessi accertamenti in ordine al contenuto delle dichiarazioni di alcuni "collaboratori di giustizia").

Cassazione penale sez. fer.  13 settembre 2007 n. 37368  

 

In merito all'istituto della proroga dei termini di custodia cautelare di cui all'art. 305 comma 2 c.p.p., il percorso giustificativo della eventuale decisione positiva deve passare attraverso l'identificazione delle esigenze cautelari dotate del carattere della gravità e perciò non automaticamente individuabili con quelle poste a base del provvedimento impositivo originario, dovendo ulteriormente sussistere un rapporto causale e non meramente occasionale con le ulteriori e necessarie indagini, tale per cui il mancato completamento della attività istruttoria sia cagione specifica della affermazione di dette gravi esigenze con riferimento alla specifica posizione di ogni indagato.

Ufficio Indagini preliminari Milano  19 dicembre 2006

 

In tema di proroga concessa per l'espletamento della perizia sullo stato di mente dell'imputato (art. 305 comma 1 c.p.p.), l'ordinanza di proroga dei termini di custodia cautelare, disposta dal giudice su richiesta del p.m., ha carattere meramente dichiarativo, trattandosi di proroga obbligatoria ed automatica, che non lascia margini di discrezionalità all'intervento del giudice; ne deriva che tale proroga può essere legittimamente disposta anche successivamente all'espletamento della perizia, sempre che il termine di fase non sia scaduto.

Cassazione penale sez. I  05 luglio 2005 n. 33364  

 

La richiesta di proroga della custodia cautelare ex art. 305 comma 2 c.p.p., è ammissibile anche nel caso in cui sia stata già avanzata richiesta di rinvio a giudizio e, quindi, nel corso dell'udienza preliminare.

Cassazione penale sez. I  18 novembre 2002 n. 41757  

 

In tema di proroga della custodia cautelare in carcere ai sensi dell'art. 305 comma 2 c.p.p., non costituisce motivo di nullità dell'ordinanza adottata dal g.i.p. l'omesso avviso di fissazione dell'udienza camerale ad uno dei due difensori di fiducia nominati dall'indagato. La norma, nella sua formulazione letterale ("sentito. il difensore"), esclude la necessità delle varie formalità stabilite per le udienze in camera di consiglio dall'art. 127 c.p.p. e, per evidenti ragioni d'urgenza, introduce un modulo procedimentale semplificato, rimettendo al giudice la scelta delle forme in concreto più opportune in relazione alle necessità del caso, con l'unico limite del rispetto di un effettivo e concreto contraddittorio, da assicurare, sia pure in modo celere e informale, tra p.m. e difensore.

Cassazione penale sez. I  18 novembre 2002 n. 41757  

 

La proroga dei termini di durata massima della custodia cautelare ai sensi del comma 2 dell'art. 305 c.p.p. è istituto di carattere eccezionale, che può essere attivato solo quando ricorrano simultaneamente i requisiti delle gravi esigenze cautelari, della necessità di procedere ad accertamenti di particolare complessità, della indispensabilità della protrazione della custodia affinché detti accertamenti (anche in termini di completamento del momento valutativo della fonte di prova) possano essere condotti. L'obbligo di motivazione sulla ricorrenza delle condizioni comporta, quanto all'ultimo degli elementi indicati, che il giudice indichi espressamente le ragioni per le quali gli accertamenti devono essere condotti nel permanere della custodia cautelare dell'indagato.

Cassazione penale sez. I  10 giugno 2002 n. 25234  

 

Gli accertamenti particolarmente complessi ovvero le nuove indagini da compiersi a seguito delle richieste dell'indagato (art. 415 bis comma 4 c.p.p.) che, ai sensi dell'art. 305 c.p.p., legittimano, in una con la sussistenza delle esigenze cautelari, il provvedimento di proroga dei termini della custodia cautelare, devono riguardare specificamente la posizione dell'indagato nei cui confronti la proroga viene richiesta in relazione all'imputazione contestata ovvero, se relativi ad altri, devono essere tali da incidere direttamente su di essa sotto il profilo acquisitivo e probatorio.

Cassazione penale sez. un.  11 luglio 2001 n. 33541  

 

Una volta impugnato il provvedimento di proroga della custodia cautelare, l'imputato detenuto conserva interesse a farne valere l'illegittimità nel procedimento di impugnazione anche quando, prima della scadenza del termine prorogato, sia intervenuto il decreto che dispone il giudizio - a seguito del quale divengono operanti ulteriori, autonomi e diversi termini di custodia - giacché l'eventuale accoglimento delle ragioni di gravame, comportando la cessazione di efficacia della misura custodiale, ne determinerebbe la scarcerazione, ora per allora. (Nell'affermare tale principio la Corte ha precisato che la disposizione di cui all'art. 305 c.p.p., che disciplina la proroga della custodia cautelare, debba essere letta in stretto collegamento con quella di cui all'art. 303 dello stesso codice, alla stregua della quale l'attivazione dei termini della fase successiva presuppone che non siano già decorsi quelli della fase precedente e che, perciò, l'indagato non abbia conseguito il diritto alla scarcerazione automatica).

Cassazione penale sez. un.  11 luglio 2001 n. 33541  

 

Costituisce presupposto della proroga dei termini di custodia cautelare, ai sensi dell'art. 305 comma 2 c.p.p., qualsiasi esigenza cautelare la cui gravità renda indispensabile il protrarsi della misura, se ricorre la necessità di accertamenti particolarmente complessi o di nuove indagini disposte ex art. 415 bis comma 4 c.p.p., nei confronti della persona sottoposta a indagini.

Cassazione penale sez. un.  11 luglio 2001 n. 33541  

 

Gli accertamenti particolarmente complessi ovvero le nuove indagini da compiersi a seguito delle richieste dell'indagato (art. 415 bis 4 c.p.p.) che, ai sensi dell'art. 305 c.p.p.., legittimano, in una con la sussistenza delle esigenze cautelari, il provvedimento di proroga dei termini della custodia cautelare, devono riguardare specificamente la posizione dell'indagato nei cui confronti la proroga viene richiesta in relazione all'imputazione contestata ovvero, se relativi ad altri, devono essere tali da incidere direttamente su di essa sotto il profilo acquisitivo e probatorio.

Cassazione penale sez. un.  11 luglio 2001 n. 33541  

 

In tema di proroga della custodia cautelare, dovendosi interpretare l'art. 305 comma 2 c.p.p. (in linea con orientamenti già espressi dalla Corte costituzionale) nel senso che, pur essendo inapplicabile, per ragioni di urgenza, la procedura camerale di cui all'art. 127 c.p.p., tuttavia il difensore deve essere posto in grado, con congruo anticipo, di interloquire sulla richiesta avanzata dal p.m., per cui il giudice è comunque obbligato ad assicurare, nelle forme ritenute in concreto più opportune, una effettiva possibilità di contraddittorio (orale o cartolare), deve escludersi che valga a costituire adempimento di tale obbligo la sola notifica al difensore della richiesta del p.m., senza indicazione del tempo e del modo in cui deve attuarsi l'intervento della difesa. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto nullo, per violazione dei diritti della difesa, ai sensi degli art. 178 lett. c) e 180 c.p.p., un provvedimento di proroga della custodia cautelare preceduto dalla notifica, effettuata due giorni prima, della relativa richiesta ai difensori).

Cassazione penale sez. I  06 luglio 2001 n. 34105  



 
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