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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 311 cod. proc. penale: Ricorso per cassazione

1. Contro le decisioni emesse a norma degli articoli 309 e 310, il pubblico ministero che ha richiesto l’applicazione della misura, l’imputato e il suo difensore possono proporre ricorso per cassazione entro dieci giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell’avviso di deposito del provvedimento. Il ricorso può essere proposto anche dal pubblico ministero presso il tribunale indicato nel comma 7 dell’articolo 309.

2. Entro i termini previsti dall’articolo 309 commi 1, 2 e 3, l’imputato e il suo difensore possono proporre direttamente ricorso per cassazione per violazione di legge contro le ordinanze che dispongono una misura coercitiva. La proposizione del ricorso rende inammissibile la richiesta di riesame.

3. Il ricorso è presentato nella cancelleria del giudice che ha emesso la decisione ovvero, nel caso previsto dal comma 2, in quella del giudice che ha emesso l’ordinanza. Il giudice cura che sia dato immediato avviso all’autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette gli atti alla corte di cassazione.

4. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, i motivi devono essere enunciati contestualmente al ricorso, ma il ricorrente ha facoltà di enunciare nuovi motivi davanti alla corte di cassazione, prima dell’inizio della discussione.

5. La Corte di cassazione decide entro trenta giorni dalla ricezione degli atti osservando le forme previste dall’articolo 127.


Giurisprudenza annotata

Ricorso per cassazione

In tema di ricorso immediato in Corte di cassazione, proposto ai sensi dell'art. 311 c.p.p., nell'ipotesi in cui la notificazione del provvedimento cautelare sia avvenuta in tempi diversi all'imputato e al suo difensore, il termine decorre per entrambi dalla data dell'ultima notificazione. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Ancona, 24/02/2014)

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 45058  

 

Nel giudizio di rinvio davanti al tribunale del riesame, conseguente ad annullamento disposto dalla Corte di cassazione, possono essere introdotti elementi sopravvenuti anche sfavorevoli all'imputato, purché nel rispetto del contraddittorio ed entro i limiti segnati dalla pronuncia di annullamento. (Fattispecie relativa all'applicazione di misure cautelari personali). (Rigetta, Trib. lib. Napoli, 18/06/2014 )

Cassazione penale sez. VI  28 novembre 2014 n. 51684  

 

In tema di ricorso immediato in Corte di cassazione, proposto ai sensi dell'art. 311 c.p.p., nell'ipotesi in cui la notificazione del provvedimento cautelare sia avvenuta in tempi diversi all'imputato e al suo difensore, il termine decorre per entrambi dalla data dell'ultima notificazione. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Ancona, 24/02/2014)

Cassazione penale sez. V  30 settembre 2014 n. 45058  

 

L'ordinanza con la quale il tribunale del riesame, a seguito di annullamento con rinvio disposto su ricorso del p.m., confermi l'originaria ordinanza di rigetto di istanza per la cessazione di efficacia della custodia cautelare per decorso dei termini, in un primo tempo invece accolta dal medesimo tribunale, è immediatamente esecutiva e determina il ripristino dello stato di custodia, anche in caso di nuova proposizione di ricorso per cassazione. (In motivazione, la S.C. ha affermato che a tale ipotesi non si estende per analogia l'effetto sospensivo previsto dall'art. 310 comma 3 c.p.p., operando invece la regola generale di cui all'art. 588 comma 2 c.p.p., secondo cui le impugnazioni contro i provvedimenti in materia di libertà personale non hanno effetto sospensivo). Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 23/05/2013

Cassazione penale sez. III  19 dicembre 2013 n. 2888  

 

In tema di mandato di arresto europeo, il ricorso per cassazione deve essere presentato entro il termine di dieci giorni dalla notificazione del provvedimento applicativo della misura cautelare, a norma dell'art. 311 c.p.p., disposizione applicabile, per effetto del rinvio recettizio operato dall'art. 9, comma 7, l. n. 69 del 2005 all'art. 719 c.p.p., anche in ordine all'impugnazione dei provvedimenti coercitivi personali emessi per l'esecuzione del provvedimento dello Stato estero richiedente la consegna. Dichiara inammissibile, App. Bari, 11/10/2013

Cassazione penale sez. VI  29 novembre 2013 n. 48126  

 

Nei procedimenti relativi a misure cautelari reali non è consentita l'astensione dalle udienze da parte del difensore che aderisce ad una protesta di categoria, in quanto l'art. 4 del codice di “Autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati”, adottato il 4 aprile 2007, e avente valore di normativa secondaria, ha riguardo a tutte le “misure cautelari”, non solo personali. (In applicazione del principio è stata rigettata l'istanza di rinvio avanzata dal difensore dell'indagato nel giudizio di cassazione proposto ai sensi dell'art. 311 c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI  12 luglio 2013 n. 39871  

 

In tema di ricorso per cassazione avverso un'ordinanza cautelare del tribunale del riesame, devono trovare applicazione le forme previste dall'art. 127 c.p.p., norma speciale rispetto a quella dell'art. 121 c.p.p., in ragione del richiamo espresso contenuto nell'art. 311 comma 5 c.p.p., sicché le eventuali memorie delle parti devono essere presentate in cancelleria "fino a cinque giorni prima dell'udienza" a pena di inammissibilità. Rigetta, Trib. lib. Reggio Calabria, 31/10/2012

Cassazione penale sez. V  05 giugno 2013 n. 49793  

 

Nei procedimenti relativi a misure cautelari personali non è consentita l'astensione dalle udienze da parte del difensore che aderisca ad una protesta di categoria, in quanto l'art. 4 del codice di "autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati", adottato il 4 aprile 2007 e ritenuto idoneo dalla Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali con delibera del 13 dicembre 2007, avente valore di normativa secondaria, esclude espressamente che l'astensione possa riguardare le udienze penali "afferenti misure cautelari". (In applicazione di tale principio è stata rigettata l'istanza di rinvio avanzata dal difensore dell'imputato nel giudizio di cassazione proposto ai sensi dell'art. 311 c.p.p.).

Cassazione penale sez. un.  30 maggio 2013 n. 26711  

 

Il ricorso immediato per cassazione può essere proposto, ai sensi dell'art. 311 comma 2 c.p.p., soltanto contro le ordinanze che dispongono una misura coercitiva e solo nel caso di violazione di legge, nonché, secondo l'art. 568 comma 2 c.p.p., contro i provvedimenti concernenti lo "status libertatis" non altrimenti impugnabili: ne consegue che avverso i provvedimenti di sostituzione o modifica delle misure cautelari è ammesso esclusivamente il rimedio dell'appello, previsto dall'art. 310 del codice di rito. (Nella specie l'imputato aveva proposto ricorso in Cassazione avverso l'ordinanza di rigetto della istanza con cui era stata chiesta la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari; la Corte, qualificato il ricorso come appello, ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale competente). Qualifica appello il ricorso, Ass. App. Milano, 24/08/2012

Cassazione penale sez. I  10 aprile 2013 n. 18963  

 

Le ordinanze emesse dal tribunale del riesame a norma degli art. 309 e 310 c.p.p. non devono essere notificate per intero, bensì, come dispone il comma 1 dell'art. 311 c.p.p., attraverso avviso di deposito del provvedimento stesso, e da tale notifica decorre il termine per proporre ricorso per cassazione; né tale disciplina è censurabile sotto il profilo della legittimità costituzionale, perché la difficoltà, meramente materiale, per l'imputato detenuto, di ottenere la copia del provvedimento depositato può essere agevolmente superata per mezzo del difensore o di un incaricato.

Cassazione penale sez. IV  09 aprile 2013 n. 21340  

 

In tema di ricorso per cassazione contro i provvedimenti sulla libertà personale, l'art. 311 comma 4 c.p.p. pur consentendo in via eccezionale, prima dell'inizio della discussione, la presentazione di motivi nuovi riguardanti capi o punti della decisione già oggetto di impugnazione, non autorizza la produzione di documenti che, restando quest'ultima disciplinata dalle regole generali sul procedimento di legittimità (art. 127 e 311 comma 5 c.p.p.) deve perciò intervenire al più tardi cinque giorni prima dell'udienza. Rigetta, Trib. lib. Catanzaro, 23/02/2012

Cassazione penale sez. III  05 febbraio 2013 n. 12641  

 

Il provvedimento con cui è disposto l'aggravamento di una misura cautelare ai sensi dell'art. 276 c.p.p., non è ricorribile immediatamente per cassazione ai sensi dell'art. 311 comma 2 c.p.p., ma è impugnabile, ai sensi dell'art. 310 c.p.p., con l'appello davanti al tribunale della libertà. (Nella specie, la Corte ha qualificato l'impugnazione come appello, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale competente). Qualifica appello il ricorso, App. Napoli, 14/08/2012

Cassazione penale sez. VI  04 dicembre 2012 n. 12825  



 
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