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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 313 cod. proc. penale: Procedimento

1. Il giudice provvede con ordinanza a norma dell’articolo 292, previo accertamento sulla pericolosità sociale dell’imputato. Ove non sia stato possibile procedere all’interrogatorio della persona sottoposta alle indagini prima della pronuncia del provvedimento, si applica la disposizione dell’articolo 294.

2. Salvo quanto previsto dall’articolo 299 comma 1, ai fini dell’articolo 206 comma 2 del codice penale, il giudice procede a nuovi accertamenti sulla pericolosità sociale dell’imputato nei termini indicati nell’articolo 72.

3. Ai fini delle impugnazioni, la misura prevista dall’articolo 312 è equiparata alla custodia cautelare. Si applicano le norme sulla riparazione per l’ingiusta detenzione.


Giurisprudenza annotata

Procedimento

L'omesso interrogatorio, nel termine di cinque giorni decorrenti dall'applicazione provvisoria di una misura di sicurezza, non ne determina la perdita di efficacia, qualora essa sia adottata previa revoca della misura di custodia cautelare in carcere, in quanto l'art. 313 c.p.p. prevede che l'audizione specifica del prevenuto sia necessaria solo nel caso in cui non vi sia stato un precedente interrogatorio - nel corso del quale l'indagato abbia avuto modo di esporre le sue ragioni - trattandosi di atto preordinato a quelle stesse funzioni di garanzia che svolge con riguardo all'intero sistema delle misure cautelari e non, invece, alla verifica della pericolosità sociale del soggetto sottoposto a misura di sicurezza, accertamento che deve precedere l'adozione della misura. (Nella specie l'interrogatorio di garanzia era stato effettuato in sede di adozione della custodia cautelare in carcere, successivamente revocata, cui aveva fatto seguito l'applicazione in via provvisoria del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, previo accertamento della pericolosità sociale dell'indagato, mediante relazione peritale).

Cassazione penale sez. V  01 aprile 2011 n. 30573  

 

È manifestamente inammissibile la q.l.c. degli art. 206, 208 e 222 c.p., sollevata in riferimento agli art. 3, 13 e 32 cost., stante la concorrenza di più motivi di inammissibilità. In primo luogo, per mancanza o non riconoscibilità di un "petitum" specifico, avendo il rimettente omesso di indicare chiaramente quali interventi vengano chiesti alla Corte con riguardo ai rilievi formulati. In secondo luogo, il rimettente ha valutato la rilevanza della questione sulla base di un erroneo presupposto interpretativo, costituito dalla considerazione che il protrarsi della misura di sicurezza detentiva disposta in via provvisoria configuri una restrizione priva di titolo, essendo invece attribuito al giudice che procede un controllo sulla legittimità del perdurare dell'applicazione provvisoria (ai sensi del combinato disposto degli art. 313 comma 2 e 72 c.p.p.). Inoltre, con specifico riferimento all'art. 32 cost., il giudice rimettente ha omesso di motivare sulla possibilità di interpretare le disposizioni censurate in modo costituzionalmente orientato, essendo ormai indirizzo consolidato quello che esclude ogni automatismo nell'applicazione delle misure a carattere detentivo. Il rimettente ha anche omesso di considerare che compete al giudice il potere di revoca della misura di sicurezza prima della scadenza della durata minima, ove sia accertata la cessazione dello stato di pericolosità, e che la mancata previsione di un termine massimo di durata della misura di sicurezza detentiva applicata in via provvisoria, diversamente dalla custodia cautelare, si giustifica in relazione alla diversità di natura e finalità dei due istituti. Il rimettente, infine, suggerendo modifiche alla disciplina dell'applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, prospetta soluzioni non costituzionalmente obbligate, afferenti alla discrezionalità del legislatore.

Corte Costituzionale  06 novembre 2009 n. 287  

 

Le misure di sicurezza applicate in via provvisoria in base al combinato disposto degli artt. 206 c.p. 312 e 313 c.p.p non sono soggette ai termini di durata massima stabiliti dall'art. 303 c.p.p. per le misure cautelari personali.

Cassazione penale sez. VI  08 luglio 2009 n. 28908  

 

Benché l'art. 314 c.p.p. non contenga un espresso riferimento a misure cautelari diverse dalla detenzione, occorre dare concreta e ragionevole applicazione all'ultimo comma dell'art. 313 c.p.p., laddove la misura di sicurezza applicata provvisoriamente è equiparata alla custodia cautelare: pertanto, deve riconoscersi il diritto alla riparazione per l'ingiusta detenzione anche in caso di applicazione della misura provvisoria di sicurezza del ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario che sia stata riconosciuta successivamente illegittima.

Cassazione penale sez. IV  14 gennaio 2009 n. 5001  

 

Ai fini dell'applicazione provvisoria di una misura di sicurezza, l'interrogatorio ai sensi dell'art. 313, comma 1, c.p.p., deve essere espletato solo nel caso in cui a tale adempimento non si sia provveduto in precedenza, trattandosi di un atto preordinato a quelle stesse funzioni di garanzia che svolge con riguardo all'intero sistema delle misure cautelari e non invece alla verifica della pericolosità sociale della persona sottoposta a misura di sicurezza, accertamento che deve precedere l'adozione della misura, costituendone un indefettibile presupposto. (Fattispecie in cui l'interrogatorio di garanzia era stato già effettuato in sede di adozione della misura coercitiva ex art. 282 bis, c.p.p., cui aveva fatto seguito l'applicazione in via provvisoria della misura di sicurezza).

Cassazione penale sez. VI  10 marzo 2008 n. 15503  

 

Nei confronti delle ordinanze che dispongono l'applicazione provvisoria di una misura di sicurezza è proponibile il ricorso diretto in cassazione ai sensi degli artt. 311, comma 2 e 313, comma 3, c.p.p. Rigetta, App. Catanzaro, 20 Ottobre 2006

Cassazione penale sez. III  05 giugno 2007 n. 32172  

 

La misura cautelare del collocamento in comunità di un minore rientra nei casi di applicazione provvisoria di misure di sicurezza (art. 312 c.p.p.), in relazione alla quale è ammissibile, a norma dell'art. 313 comma 3 c.p.p., la domanda di riparazione per ingiusta intero detenzione.

Corte appello Milano  14 gennaio 2004

 

In tema di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza, l'interrogatorio previsto dall'art. 313 comma 1 c.p.p. è funzionale alla verifica della attualità della pericolosità del soggetto e della permanenza delle condizioni che giustificano la misura e non può essere surrogato dall'interrogatorio eventualmente espletato nel corso delle indagini sul merito dei fatti contestati, con la conseguenza che, in forza del rinvio all'art. 294 c.p.p. in materia di misure cautelari, la sua omissione comporta l'inefficacia del provvedimento impositivo. (Fattispecie in tema di applicazione, in via provvisoria, della misura di sicurezza del ricovero in casa di cura e di custodia).

Cassazione penale sez. I  08 maggio 2003 n. 24061  

 

Ai fini dell'applicazione provvisoria di una misura di sicurezza, una volta accertata la persistente pericolosità del soggetto, non è necessaria la prova piena del fatto, essendo sufficienti i gravi indizi della sua sussistenza, atteso l'indubbio parallelismo tra applicazione provvisoria di una misura di sicurezza e applicazione di misura cautelare personale, come evincibile dal diretto riferimento dell'art. 313 c.p.p. all'art. 292 c.p.p., in relazione alle modalità di valutazione ed applicazione della misura, e dal fatto che il citato art. 313, al comma 3, equipara, ai fini dell'impugnazione, la misura prevista all'art. 312 c.p.p. alla custodia cautelare.

Cassazione penale sez. V  03 ottobre 2000 n. 4144

 

In tema di applicazione provvisoria di una misura di sicurezza, l'interrogatorio previsto dall'art. 313, comma 1, c.p.p., ha la precipua finalità di verificare l'attualità della pericolosità sociale del soggetto e comunque la permanenza delle condizioni che giustificano il provvedimento cautelare, e pertanto non può ritenersi surrogato dall'interrogatorio eventualmente espletato nel corso delle indagini, che attiene al merito dei fatti contestati prescindendo da eventuali aspetti cautelari. (Fattispecie relativa all'applicazione provvisoria della misura di sicurezza di cui all'art. 206 c.p.).

Cassazione penale sez. VI  05 gennaio 2000 n. 31

 

Sono infondate le q.l.c. degli art. 206 e 222 comma 1 c.p., e degli art. 312 e 313 c.p.p., sollevate, in riferimento agli art. 3 e 13 cost., nella parte in cui prevedono in caso di accertata infermità di mente dell'imputato che sia anche socialmente pericoloso, l'applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario se il p.m. ne faccia richiesta (la Corte ha ritenuto che le ordinanze di rimessione fossero viziate da erronei presupposti interpretativi, sia in merito alla ritenuta vincolatività della richiesta di applicazione provvisoria della misura di sicurezza formulata dal p.m., sia in ordine alla prospettata identità di presupposti tra l'istituto previsto dall'art. 73 c.p.p. e l'applicazione provvisoria delle misure di sicurezza quando la misura consista nell'internamento in un ospedale psichiatrico giudiziario).

Corte Costituzionale  11 giugno 1999 n. 228  



 
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