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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 320 cod. proc. penale: Esecuzione sui beni sequestrati

1. Il sequestro conservativo si converte in pignoramento quando diventa irrevocabile la sentenza di condanna al pagamento di una pena pecuniaria ovvero quando diventa esecutiva la sentenza che condanna l’imputato e il responsabile civile al risarcimento del danno in favore della parte civile. La conversione non estingue il privilegio previsto dall’articolo 316 comma 4.

2. Salva l’azione per ottenere con le forme ordinarie il pagamento delle somme che rimangono ancora dovute, l’esecuzione forzata sui beni sequestrati ha luogo nelle forme prescritte dal codice di procedura civile. Sul prezzo ricavato dalla vendita dei beni sequestrati e sulle somme depositate a titolo di cauzione e non devolute alla cassa delle ammende, sono pagate, nell’ordine, le somme dovute alla parte civile a titolo di risarcimento del danno e di spese processuali, le pene pecuniarie, le spese di procedimento e ogni altra somma dovuta all’erario dello Stato.


Giurisprudenza annotata

Esecuzione sui beni sequestrati

La conversione del sequestro conservativo in pignoramento ai sensi dell'art. 320 c.p.p ha luogo anche al passaggio in giudicato di sentenza di patteggiamento, dopo il quale ogni provvedimento relativo al bene oggetto del vincolo rientra nella competenza del giudice civile.

Cassazione penale sez. V  08 febbraio 2013 n. 16312  

 

La conversione del sequestro conservativo in pignoramento ai sensi dell'art. 320 cod. proc. pen. ha luogo anche al passaggio in giudicato di sentenza di patteggiamento, dopo il quale ogni provvedimento relativo al bene oggetto del vincolo rientra nella competenza del giudice civile. Ne consegue che è illegittimo il provvedimento con cui il giudice dell'esecuzione dichiara la perdita di efficacia del sequestro in conseguenza di sentenza di applicazione della pena a richiesta delle parti. Annulla senza rinvio, Trib. Ortona, 10 maggio 2007

Cassazione penale sez. I  29 maggio 2008 n. 25950  

 

La disciplina del sequestro conservativo non si esaurisce nel procedimento codificato negli art. 316-320 c.p.p. che regolano le condizioni di applicabilità, l'annullamento nell'ipotesi di vizio genetico o funzionale sopravvenuto del provvedimento applicativo e la revoca a seguito di offerta di cauzione: quando non sono contestate la sussistenza o la permanenza dei requisiti di applicabilità del sequestro, come nel caso in cui il valore dei beni sequestrati divenga successivamente superiore all'importo entro il quale era stato disposto il sequestro, il procedimento di restituzione applicabile non può, che essere quello previsto dagli art. 262 e 263 c.p.p., sia pur con riferimento al sequestro probatorio.

Ufficio Indagini preliminari Milano  05 marzo 2008

 

Il sequestro conservativo disposto in sede penale (art. 320 c.p.p.) è un istituto che presenta affinità con la corrispondente misura cautelare civile: ciò consente di ricercare anche nel c.p.c. criteri orientativi, i quali però non possono trasferirsi automaticamente dall'un campo all'altro quando non siano espressamente richiamati (come avviene nel caso dell'art. 317 comma 3 c.p.p.) e soltanto entro limiti rigorosamente intesi: da ciò consegue la possibile nomina del custode delle azioni da parte del giudice. La funzione di garanzia che il sequestro è chiamato a svolgere deve essere reale e non meramente formale; per consentire una effettiva garanzia per i creditori non è quindi sufficiente la mera apprensione materiale dei titoli, bensì è necessaria la gestione degli interessi sociali attraverso l'esercizio dei diritti derivanti da quei titoli, ivi compreso l'uso del diritto di voto.

Corte appello Milano  17 febbraio 1995

 

Il provvedimento contestato in sede di esecuzione, che sia stato emesso nel vigore del precedente codice di rito, resta sottratto alla disciplina dettata dall'art. 320 del nuovo codice in tema di esecuzione sui beni sequestrati (nella specie la suprema Corte ha escluso l'incompetenza funzionale della Corte d'appello quale giudice dell'esecuzione penale e l'applicabilità dell'art. 320 c.p.p., con la conversione del sequestro conservativo in pignoramento, rilevando che sia il decreto di sequestro, del saldo attivo del libretto bancario, adottato dal giudice istruttore, sia l'ordinanza con la quale la Corte aveva autorizzato l'amministrazione finanziaria a soddisfarsi sullo stesso, erano stati emanati nel vigore del previgente codice di procedura).

Cassazione penale sez. III  02 giugno 1993

 

L'ordinanza prevista dall'art. 262, comma 2, c.p.p. con la quale il giudice dispone che sulle cose appartenenti all'imputato o al responsabile civile sia mantenuto il sequestro a garanzia dei crediti indicati nell'art. 316, ha la stessa natura giuridica del provvedimento che dispone il sequestro conservativo ed è, quindi, operante il rinvio alla disciplina prevista negli art. 316-320 c.p.p., cosicché è esclusa la possibilità di disporre la conversione del sequestro probatorio in sequestro conservativo dopo la chiusura del processo (cfr. art. 317, comma 1, 320, comma 1, c.p.p.).

Cassazione penale sez. VI  18 settembre 1992

 

Il "fumus boni iuris" ed il "periculum in mora" legittimanti l'adozione della misura cautelare del sequestro conservativo sono costituiti, ai sensi degli art. 316 e 320 c.p.p. dal pericolo che il patrimonio dell'imputato venga sottratto alla garanzia del credito per la sua insufficienza in relazione alle ragioni creditorie nascenti da reato, il cui ammontare presuntivo, unitamente all'adeguatezza o meno del patrimonio, deve essere valutato attualmente, e non sulla prospettiva esecutiva.

Tribunale Piacenza  06 agosto 1991



 
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