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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 321 cod. proc. penale: Oggetto del sequestro preventivo

1. Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell’esercizio dell’azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari.

2. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca.

2-bis. Nel corso del procedimento penale relativo a delitti previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale il giudice dispone il sequestro dei beni di cui è consentita la confisca.

3. Il sequestro è immediatamente revocato a richiesta del pubblico ministero o dell’interessato quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità previste dal comma 1. Nel corso delle indagini preliminari provvede il pubblico ministero con decreto motivato, che è notificato a coloro che hanno diritto di proporre impugnazione. Se vi è richiesta di revoca dell’interessato, il pubblico ministero, quando ritiene che essa vada anche in parte respinta, la trasmette al giudice, cui presenta richieste specifiche nonché gli elementi sui quali fonda le sue valutazioni. La richiesta è trasmessa non oltre il giorno successivo a quello del deposito nella segreteria.

3-bis. Nel corso delle indagini preliminari, quando non è possibile, per la situazione di urgenza, attendere il provvedimento del giudice, il sequestro è disposto con decreto motivato dal pubblico ministero. Negli stessi casi, prima dell’intervento del pubblico ministero, al sequestro procedono ufficiali di polizia giudiziaria, i quali, nelle quarantotto ore successive, trasmettono il verbale al pubblico ministero del luogo in cui il sequestro è stato eseguito. Questi, se non dispone la restituzione delle cose sequestrate, richiede al giudice la convalida e l’emissione del decreto previsto dal comma 1 entro quarantotto ore dal sequestro, se disposto dallo stesso pubblico ministero, o dalla ricezione del verbale, se il sequestro è stato eseguito di iniziativa dalla polizia giudiziaria.

3-ter. Il sequestro perde efficacia se non sono osservati i termini previsti dal comma 3-bis ovvero se il giudice non emette l’ordinanza di convalida entro dieci giorni dalla ricezione della richiesta. Copia dell’ordinanza è immediatamente notificata alla persona alla quale le cose sono state sequestrate.


Giurisprudenza annotata

Oggetto del sequestro preventivo

L'esigenza di disporre il sequestro preventivo, al fine di salvaguardare la conservazione dei beni oggetto di confisca, può verificarsi in qualsiasi fase e grado del procedimento, dunque anche in quella esecutiva, e poiché tale misura cautelare può essere disposta pure quando la cosa è suscettibile di confisca (art. 321, comma 2 c.p.p.), ciò può avvenire anche nel procedimento ex art. 12 sexies d.l n. 306 del 1992.

Cassazione penale sez. II  03 febbraio 2015 n. 8188  

 

Non è suscettibile di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. il lodo arbitrale rituale per la mancanza di un rapporto di pertinenzialità tra il reato ipotizzato e la decisione arbitrale, a meno che il lodo stesso costituisca conseguenza immediata e diretta della commissione di un reato, come nel caso in cui la decisione sia il risultato di una attività illecita commessa da una delle parti in concorso con gli arbitri. (Annulla senza rinvio, Trib. lib. Terni, 08/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2014 n. 52627  

 

In tema di responsabilità dipendente da reato degli enti e persone giuridiche, per il sequestro preventivo dei beni di cui è obbligatoria la confisca, eventualmente anche per equivalente, non occorre la prova della sussistenza degli indizi di colpevolezza né il "periculum" richiesto per il sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 1, c.p.p., essendo sufficiente - una volta che sia astrattamente possibile sussumere il fatto in una determinata ipotesi di reato - accertarne la confiscabilità. (Rigetta, Trib. lib. Prato, 16/04/2014 )

Cassazione penale sez. IV  18 novembre 2014 n. 51806  

 

La mancata tempestiva proposizione di appello avverso il provvedimento di revoca di sequestro preventivo non osta alla proposizione, da parte del p.m., di nuova istanza di misura ex art. 321 c.p.p. (In motivazione, la Corte ha osservato che l'effetto preclusivo del cd. "giudicato cautelare" è determinato solo dall'esistenza di un provvedimento decisorio non più impugnabile e non anche nelle ipotesi di mancata attivazione degli strumenti processuali di controllo). (Rigetta, Trib. lib. Varese, 02/04/2014 )

Cassazione penale sez. III  18 settembre 2014 n. 50310  

 

Il sequestro strumentale alla confisca previsto dall'art. 321, comma 2, c.p.p. costituisce figura specifica ed autonoma rispetto al sequestro preventivo regolato dal comma 1 dello stesso articolo, per la cui legittimità non occorre necessariamente la presenza dei requisiti di applicabilità previsti per il sequestro preventivo "tipico", essendo sufficiente il presupposto della confiscabilità, con la conseguenza che compito del giudice è quello di verificare che i beni rientrino nelle categorie delle cose oggettivamente suscettibili di confisca, tanto nell'ipotesi facoltativa che in quella obbligatoria. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Torino, 16/01/2014 )

Cassazione penale sez. III  17 settembre 2014 n. 47684  

 

In tema di sequestro preventivo, il "periculum in mora" richiesto dal comma 1 dell'art. 321 c.p.p. deve presentare i requisiti della concretezza e attualità, da valutare in riferimento alla situazione esistente non soltanto al momento dell'adozione della misura cautelare reale ma anche durante la sua vigenza, di modo che possa ritenersi quanto meno probabile che il bene assuma carattere strumentale rispetto all'aggravamento o alla protrazione delle conseguenze del reato ipotizzato o all'agevolazione della commissione di altri reati. (Annulla con rinvio, Trib. lib. L'Aquila, 31/03/2014 )

Cassazione penale sez. III  17 settembre 2014 n. 47686  

 

In tema di responsabilità dipendente da reato degli enti e persone giuridiche, per il sequestro preventivo dei beni di cui è obbligatoria la confisca, eventualmente anche per equivalente, e quindi, secondo il disposto dell'art. 19 d.lg. n. 231 del 2001, dei beni che costituiscono prezzo e profitto del reato, non occorre la prova della sussistenza degli indizi di colpevolezza, né la loro gravità, né il "periculum" richiesto per il sequestro preventivo di cui all'art. 321 comma 1 c.p.p., essendo sufficiente accertarne la confiscabilità una volta che sia astrattamente possibile sussumere il fatto in una determinata ipotesi di reato. (Rigetta, Trib. lib. Trento, 25/02/2014 )

Cassazione penale sez. II  16 settembre 2014 n. 41435  

 

L'art. 224 ter C.d.S. qualifica espressamente la confisca come "sanzione amministrativa accessoria". La stessa disposizione prevede che nelle ipotesi di reato cui consegue tale sanzione (nella specie ex art. 186 C.d.S) l'agente o l'organo accertatore, procede al sequestro ai sensi dell'art. 213 C.d.S.. La confisca del veicolo, malgrado debba essere obbligatoriamente disposta dal giudice penale con la sentenza di condanna, ha quindi acquisito, per espressa previsione legislativa, la qualifica di sanzione amministrativa. Pertanto, non può più essere ritenuto consentito il sequestro preventivo disposto per consentire di applicare la confisca del bene (art. 321 c.p.p., comma 2); in questo caso si fuoriesce palesemente dall'ambito di applicazione della misura cautelare reale essendo evidente che la confisca cui fa riferimento la norma processuale è quella avente natura penale mentre la confisca, pur conservando il carattere dell'obbligatorietà, ha assunto oggi natura di sanzione amministrativa : la conseguenza è che il sequestro preventivo (penale) non può più essere disposto per finalità di futura confisca obbligatoria.

Cassazione penale sez. IV  14 luglio 2014 n. 47318



 
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