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Codice proc. penale agg.  al  5 Mag 2015
 
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Art. 324 cod. proc. penale: Procedimento di riesame

1. La richiesta di riesame è presentata, nella cancelleria del tribunale indicato nel comma 5, entro dieci giorni dalla data di esecuzione del provvedimento che ha disposto il sequestro o dalla diversa data in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’avvenuto sequestro.

2. La richiesta è presentata con le forme previste dall’articolo 582. Se la richiesta è proposta dall’imputato non detenuto né internato, questi, ove non abbia già dichiarato o eletto domicilio o non si sia proceduto a norma dell’articolo 161 comma 2, deve indicare il domicilio presso il quale intende ricevere l’avviso previsto dal comma 6; in mancanza, l’avviso è notificato mediante consegna al difensore. Se la richiesta è proposta da un’altra persona e questa abbia omesso di dichiarare il proprio domicilio, l’avviso è notificato mediante deposito in cancelleria.

3. La cancelleria dà immediato avviso all’autorità giudiziaria procedente che, entro il giorno successivo, trasmette al tribunale gli atti su cui si fonda il provvedimento oggetto del riesame.

4. Con la richiesta di riesame possono essere enunciati anche i motivi. Chi ha proposto la richiesta ha, inoltre, facoltà di enunciare nuovi motivi davanti al giudice del riesame, facendone dare atto a verbale prima dell’inizio della discussione.

5. Sulla richiesta di riesame decide, in composizione collegiale, il tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l’ufficio che ha emesso il provvedimento nel termine di dieci giorni dalla ricezione degli atti .

6. Il procedimento davanti al tribunale si svolge in camera di consiglio nelle forme previste dall’articolo 127. Almeno tre giorni prima, l’avviso della data fissata per l’udienza è comunicato al pubblico ministero e notificato al difensore e a chi ha proposto la richiesta. Fino al giorno dell’udienza gli atti restano depositati in cancelleria.

7. Si applicano le disposizioni dell’articolo 309 commi 9 e 10. La revoca del provvedimento di sequestro può essere parziale e non può essere disposta nei casi indicati nell’articolo 240 comma 2 del codice penale.

8. Il giudice del riesame, nel caso di contestazione della proprietà, rinvia la decisione della controversia al giudice civile, mantenendo nel frattempo il sequestro.

 

 


Giurisprudenza annotata

Procedimento di riesame

Nel procedimento di riesame, l'inosservanza del termine di tre giorni liberi consecutivi, che devono intercorrere tra la data di comunicazione o notificazione dell'avviso di udienza e quella dell'udienza stessa - nel computo dei quali deve essere escluso non soltanto il "dies a quo" ma anche il "dies ad quem" - è causa di nullità generale (a regime intermedio) dell'atto, che, se tempestivamente eccepita, ne impone la rinnovazione con la concessione di nuovi tre giorni liberi e non di un ulteriore termine ad integrazione di quello originario. (Annulla senza rinvio, Trib. lib. Vibo Valentia, 10/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  10 dicembre 2014 n. 53674  

 

Nel procedimento di riesame l'inosservanza del termine di tre giorni liberi che devono intercorrere tra la data di comunicazione o notificazione dell'avviso di udienza e quella dell'udienza stessa è causa di nullità generale (a regime intermedio) dell'atto che, se tempestivamente eccepita, ne impone la rinnovazione, non essendo sufficiente la concessione di un ulteriore termine ad integrazione di quello originario.

Cassazione penale sez. II  10 dicembre 2014 n. 53674  

 

In tema di riesame di misure cautelari reali, il termine di dieci giorni per la decisione, che decorre dal momento di ricezione degli atti processuali, è perentorio e non prorogabile, con conseguente inefficacia della misura in caso di inosservanza. (Annulla senza rinvio, Trib. lib. Vibo Valentia, 10/07/2014 )

Cassazione penale sez. II  10 dicembre 2014 n. 53674  

 

In tema di riesame delle misure cautelari reali, il rinvio contenuto nell'art. 324, comma 2, c.p.p. alle forme previste dall'art. 582, comma 2, c.p.p., secondo cui le parti private e i difensori possono presentare l'atto di impugnazione anche nella cancelleria del tribunale o del g.d.p. del luogo in cui si trovano, pur se questo è diverso da quello in cui è stato emesso il provvedimento, implica che, una volta avvenuta la presentazione della richiesta di riesame in tali uffici entro il termine di dieci giorni dalla data di esecuzione del sequestro, è del tutto irrilevante, ai fini della tempestività del gravame, che l'atto pervenga o meno entro lo stesso termine al tribunale competente del capoluogo di provincia nel quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Livorno, 29/01/2014 )

Cassazione penale sez. III  25 settembre 2014 n. 47264

 

In tema di misure cautelari reali, il termine di decorrenza per le impugnazioni previsto dagli art. 322 bis e 324 c.p.p. decorre dalla data di effettiva conoscenza, da parte del titolare del diritto di impugnazione, del provvedimento emesso dal giudice. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto che il termine per impugnare non decorresse dalla data di notifica all'indagato dell'avviso ex art. 415 bis c.p.p. ma da quella successiva di estrazione di copia degli atti). (Annulla senza rinvio, Trib. Padova, 19/02/2014 )

Cassazione penale sez. II  23 settembre 2014 n. 46079  

 

In tema di misure cautelari reali, ai fini della decorrenza dei termini per le impugnazioni previste dagli artt. 322-bis e 324 c.p.p. assume rilievo fondamentale e determinante la data di effettiva conoscenza, da parte del titolare del diritto di impugnazione, del provvedimento emesso dal giudice; in mancanza di prova della notificazione dell'avviso di deposito del provvedimento oggetto di riesame o di appello in materia cautelare reale occorre quindi fare riferimento - ai fini della determinazione della decorrenza del termine per la presentazione dell'impugnazione - al momento dell'effettiva conoscenza del provvedimento da parte del soggetto cui il diritto di impugnazione è riservato.

Cassazione penale sez. II  23 settembre 2014 n. 46079  

 

In tema di riesame, la violazione del termine di tre giorni liberi di cui agli art. 309, comma 8, e 324, comma 6, c.p.p. non determina una nullità di carattere assoluto, con la conseguenza che essa è assoggettata ai termini di deducibilità di cui all'art. 182 c.p.p. ed alla sanatoria di cui all'art. 184 c.p.p., e che tale vizio non può essere comunque eccepito da chi vi ha dato causa o ha concorso a darvi causa. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che la reiterata assenza presso il domicilio eletto dell'indagata o di altre persone in grado di ricevere l'avviso di fissazione dell'udienza potesse costituire concorso nella causazione della nullità o rappresentare una forma di sanatoria della notifica tardivamente eseguita)

Cassazione penale sez. III  10 luglio 2014 n. 44075  

 

È inammissibile il conflitto di competenza sollevato dal g.i.p. nei confronti del tribunale del riesame che, investito della richiesta di revoca del sequestro preventivo, nel confermare la misura cautelare reale, abbia modificato le modalità esecutive della stessa, pur se esercitando un potere non di sua spettanza. (Nell'affermare il principio, la Corte ha precisato che l'ordinanza del tribunale del riesame emessa ex art. 324 c.p.p. è ricorribile per cassazione, a cura della parte interessata, anche al fine di denunciare la ritenuta incompetenza dello stesso tribunale in sede incidentale). (Dichiara inammissibile conflitto)

Cassazione penale sez. I  05 febbraio 2014 n. 18796  

 

Nell'ambito del processo amministrativo, ai fini del rispetto del principio del ne bis in idem, vanno mutuati i principi civilistici desumibili dagli artt. 2909 c.c. e 324 c.p.c., che postulano l'identità delle parti dei due giudizi e degli elementi identificativi dell'azione proposta, ossia il petitum e la causa petendi, occorrendo che in entrambi i giudizi sia chiesto l'annullamento degli stessi provvedimenti (o, al più, di provvedimenti diversi, ma legati da un vincolo di stretta conseguenzialità, siccome inerenti ad uno stesso rapporto) e sulla base di identici motivi di impugnazione, né rileva la circostanza che la sentenza, che ha definito il primo ricorso, sia o non passata in giudicato.

T.A.R. Lecce (Puglia) sez. II  09 luglio 2013 n. 1593  

 

A seguito dell'abrogazione per via referendaria della legge reg. sarda 6 marzo 2011 n. 9, istitutiva della provincia dell'Ogliastra, per effetto della proroga degli organi provinciali fino al 28 febbraio 2013 ed in attesa del riordino per legge del territorio, il tribunale competente a conoscere della richiesta di riesame, secondo il disposto di cui all'art. 324, comma 5, c.p.p. - che fa riferimento al tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento - continua ad individuarsi nel tribunale di Lanusei. Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  20 giugno 2013 n. 30745  

 

In tema di misure cautelari reali, il termine di dieci giorni imposto, a pena di decadenza della misura, dal combinato disposto degli art. 324 comma 7 e 309 commi 9 e 10 c.p.p. per la decisione da parte del tribunale del riesame, decorre dal giorno della ricezione degli atti processuali e non dalla ricezione dell'istanza di riesame. Rigetta, Trib. lib. Roma, 27/02/2012

Cassazione penale sez. II  05 giugno 2013 n. 38091



 
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