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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 332 cod. proc. penale: Contenuto della denuncia

1. La denuncia contiene la esposizione degli elementi essenziali del fatto e indica il giorno dell’acquisizione della notizia nonché le fonti di prova già note. Contiene inoltre, quando è possibile, le generalità, il domicilio e quanto altro valga alla identificazione della persona alla quale il fatto è attribuito, della persona offesa e di coloro che siano in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti.


Giurisprudenza annotata

Contenuto della denuncia

In tema di formalità relative alla ricezione della querela, deve ritenersi ritualmente proposta l'istanza di punizione presentata presso gli uffici della Procura della Repubblica e ivi ricevuta da un operatore giudiziario addetto, il quale abbia provveduto ad identificare la persona offesa, anche se questa ha depositato un atto la cui sottoscrizione non risulta autenticata. (Annulla con rinvio, App. Lecce, 08/10/2012 )

Cassazione penale sez. II  03 dicembre 2013 n. 5095

 

La denuncia formalmente presentata per un fatto originariamente qualificato come perseguibile d'ufficio e poi ritenuto integrativo, invece, di reato perseguibile a querela, è da considerare idonea ad assumere anche valore di querela, sempre che essa non si limiti alla mera esposizione dei fatti, ma esprima la volontà che, indipendentemente dalla loro apparente qualificazione giuridica, si proceda nei confronti del responsabile.

Cassazione penale sez. VI  21 gennaio 2010 n. 12799  

 

In tema di perquisizione domiciliare, ai fini della legittimità del provvedimento che la dispone, occorre una enunciazione almeno sommaria e provvisoria dell'ipotesi accusatoria, non limitata, di regola, alla mera indicazione degli articoli che si assumono violati, e occorre altresì l'indicazione delle cose da ricercare, ancorché non ancora individuate, ma comunque, riconducibili alla suddetta ipotesi accusatoria, come pure l'indicazione essenziale delle ragioni per le quali si "ritiene" (non bastando più il semplice "sospetto", cui si riferiva l'art. 332 dell'abrogato codice di rito), che le cose summenzionate siano reperibili nel luogo in cui la perquisizione viene disposta. Tali condizioni possono dirsi soddisfatte nel caso di un decreto di perquisizione in cui, premesso che si procede per i reati di cui agli art. 1 e 2 della l. 25 gennaio 1982 n. 17 (associazioni segrete) e 416 c.p. (associazione per delinquere), si precisi che vi è fondato motivo di ritenere, "sulla base della documentazione acquisita agli atti", che nel luogo considerato "venga custodita documentazione concernente l'esistenza di logge coperte sotto forma di ordini o riti di diversa denominazione".

Cassazione penale sez. VI  08 febbraio 1995 n. 489  



 
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