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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 334 cod. proc. penale: Referto

1. Chi ha l’obbligo del referto deve farlo pervenire entro quarantotto ore o, se vi è pericolo nel ritardo, immediatamente al pubblico ministero o a qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo in cui ha prestato la propria opera o assistenza ovvero, in loro mancanza, all’ufficiale di polizia giudiziaria più vicino.

2. Il referto indica la persona alla quale è stata prestata assistenza e, se è possibile, le sue generalità, il luogo dove si trova attualmente e quanto altro valga a identificarla nonché il luogo, il tempo e le altre circostanze dell’intervento; dà inoltre le notizie che servono a stabilire le circostanze del fatto, i mezzi con i quali è stato commesso e gli effetti che ha causato o può causare.

3. Se più persone hanno prestato la loro assistenza nella medesima occasione, sono tutte obbligate al referto, con facoltà di redigere e sottoscrivere un unico atto.


Giurisprudenza annotata

Referto

Le regole della impugnazione tardiva, in osservanza dell'art. 334 cod. proc. civ. e in base al combinato disposto degli artt. 370 e 371 cod. proc. civ., operano esclusivamente per l'impugnazione incidentale in senso stretto, e cioè proveniente dalla parte contro la quale è stata proposta l'impugnazione principale, solo alla quale è consentito presentare ricorso nelle forme e nei termini di quello incidentale, per l'interesse a contraddire e a presentare, contestualmente con il controricorso, l'eventuale ricorso incidentale anche tardivo. Invece, quando il ricorso di una parte abbia contenuto adesivo a quello principale, non trovano applicazione i termini e le forme del ricorso incidentale (tardivo), dovendo invece osservarsi la disciplina dettata dall'art. 325 cod. proc. civ. per il ricorso autonomo, cui è altrettanto soggetto qualsiasi ricorso successivo al primo, che abbia valenza d'impugnazione incidentale, qualora investa un capo della sentenza non impugnato con il ricorso principale o lo investa per motivi diversi da quelli fatti valere con il ricorso principale. Rigetta, App. Campobasso, 11/10/2007

Cassazione civile sez. III  21 gennaio 2014 n. 1120  

 

I soggetti destinatari del referto vengono identificati dall'art. 334 c.p.p. nel p.m. o in qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo in cui il sanitario ha prestato la propria opera o assistenza. Da ciò consegue che la mera trasmissione del referto all'Inail da parte del medico non esime il medico dall'obbligo di referto e non esclude di conseguenza la sussistenza della fattispecie di cui all'art. 365 c.p.

Cassazione penale sez. VI  29 aprile 1998 n. 7034  

 

In tema di obbligo di referto il mancato rispetto degli specifici requisiti di cui all'art. 334 comma 3 c.p.p. non comporta la sussistenza del reato previsto dall'art. 365 c.p. (omissione di referto) qualora non vi sia sostanziale incompletezza o reticenza della denuncia. Deve, invero, escludersi che la norma processuale integri, al di là dei termini per l'adempimento, la norma sostanziale la quale ha un autonomo valore costitutivo e non meramente sanzionatorio.

Cassazione penale sez. VI  16 febbraio 1996 n. 4400  

 

In caso di lesione personale colposa da infortunio sul lavoro, commette il delitto di cui all'art 365 c.p. il medico che non faccia pervenire il referto nei termini stabiliti dall'art. 334 comma 1 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  16 febbraio 1996 n. 4400  

 

L'art. 334 comma 2 c.p.p., nell'individuare il contenuto del referto, indica requisiti il cui mancato rispetto non integra il delitto di cui all'art. 365 c.p., ove non comporti una sostanziale incompletezza o reticenza della denuncia.

Cassazione penale sez. VI  16 febbraio 1996 n. 4400  



 
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