codice-proc-penale
Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
L'autore
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore

 

Art. precedente Art. successivo
 

Art. 335 cod. proc. penale: Registro delle notizie di reato

1. Il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito.

2. Se nel corso delle indagini preliminari muta la qualificazione giuridica del fatto ovvero questo risulta diversamente circostanziato, il pubblico ministero cura l’aggiornamento delle iscrizioni previste dal comma 1 senza procedere a nuove iscrizioni.

3. Ad esclusione dei casi in cui si procede per uno dei delitti di cui all’articolo 407, comma 2, lettera a), le iscrizioni previste ai commi 1 e 2 sono comunicate alla persona alla quale il reato è attribuito, alla persona offesa e ai rispettivi difensori, ove ne facciano richiesta.

3-bis. Se sussistono specifiche esigenze attinenti all’attività di indagine, il pubblico ministero, nel decidere sulla richiesta, può disporre, con decreto motivato, il segreto sulle iscrizioni per un periodo non superiore a tre mesi e non rinnovabile.


Giurisprudenza annotata

Registro delle notizie di reato

Quando le dichiarazioni concernono le responsabilità di altri, è compito del giudice attribuire la più idonea qualificazione giuridica ai deponenti - a prescindere dagli indici formali, quale l'iscrizione nominativa nel registro delle notizie di reato ex art. 335 c.p.p. -, al fine di valutare l'opportunità di premettere alle esibizioni dichiaratorie gli avvertimenti ex art. 64 c.p.p.. Siffatta valutazione, quando ben motivata, costituisce giudizio di fatto immune da censure in sede di legittimità.

Cassazione penale sez. I  12 febbraio 2015 n. 8566  

 

In tema di indagini preliminari, il p.m. - ancorché la riunione in senso tecnico, ex art. 17 e 19 c.p.p., possa avere per oggetto solo processi e non procedimenti ed essere disposta solo dal giudice e non dal p.m. - ha la facoltà di svolgere indagini contestuali e congiunte relativamente a distinti procedimenti, unificando, a tal fine, i numeri identificativi degli stessi e formando un unico fascicolo delle indagini preliminari, fermo restando che, ai fini della disciplina di cui agli art. 405 c.p.p., ciò che fa fede è la data di iscrizione di ogni singola notizia di reato nei confronti di ciascuno degli indagati ex art. 335 c.p.p. Detta facoltà - che trova la sua base normativa nell'art. 130 disp. att. c.p.p. - incontra solo il limite dato dal disposto dell'art. 17 c.p.p. consistente nella necessità che, in tal caso, ricorra almeno una delle ipotesi in cui è ammessa la riunione di processi. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito ha ritenuto gli atti investigativi assunti in costanza del termine di cui all'art. 407 c.p.p., in quanto il procedimento originariamente iscritto a carico dell'indagato era stato successivamente riunito prima della scadenza del termine prorogato ad altro procedimento cui ha fatto seguito richiesta di ulteriore proroga, seppur portante il numero di RGNR del solo procedimento a cui il primo era stato riunito). (Rigetta, Trib. lib. Messina, 15/04/2013 )

Cassazione penale sez. V  18 dicembre 2013 n. 2174  

 

In materia di procedimento di archiviazione, costituisce atto abnorme, in quanto esorbita dai poteri del giudice per le indagini preliminari, sia l'ordine d'imputazione coatta emesso nei confronti di persona non indagata, sia quello emesso nei confronti dell'indagato per reati diversi da quelli per i quali il pubblico ministero aveva richiesto l'archiviazione. (La suprema Corte ha precisato che, nelle suddette ipotesi, il giudice per le indagini preliminari deve limitarsi ad ordinare le relative iscrizioni nel registro di cui all'art. 335 c.p.p.).

Cassazione penale sez. un.  28 novembre 2013 n. 4319  

 

È infondata l'eccezione di illegittimità costituzionale del comma 1 dell'art. 6, l. 13 dicembre 1989 n. 401, come modificato con d.l. 22 dicembre 1994 n. 717, conv. con l. 24 febbraio 1995 n. 45, ritenuto in contrasto con gli art. 3 e 4 cost., nella parte in cui non prevede che, per l'applicazione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche, l' amministrazione debba attendere che la persona denunciata sia iscritta nel registro degli indagati della Procura della Repubblica presso il Tribunale del luogo ove è stato commesso il reato, ai sensi dell'art. 335 c.p.p.

T.A.R. Roma (Lazio) sez. I  18 novembre 2013 n. 9840  

 

Non può valere automaticamente come "notizia di reato", comportante l'obbligo dell'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p., la semplice denuncia per calunnia che un soggetto già sottoposto a procedimento penale proponga nei confronti di colui dal quale provengono le dichiarazioni che hanno dato luogo all'instaurazione di detto procedimento, rimanendo in siffatta ipotesi rimesso alla prudente valutazione del pubblico ministero se considerare la denuncia soltanto come memoria proposta ai sensi dell'art. 121 c.p.p. ovvero dar luogo comunque all'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p. e chiedere quindi l'adozione di un provvedimento di archiviazione, al quale il denunciante non potrà, tuttavia, opporsi con richiesta di nuove indagini, posto che queste verrebbero ad avere lo stesso oggetto di quelle già in corso a suo carico.

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2013 n. 45206  

 

In tema di azione penale, qualora il p.m. nell'ambito di un procedimento per un determinato reato riceva una denuncia per calunnia presentata dall'indagato e dopo aver proceduto all'iscrizione nel registro di cui all'art. 335 c.p.p. richieda l'archiviazione per insussistenza della notizia di reato, al denunciante non spetta il potere di presentare opposizione ex art. 409 c.p.p., non potendo prospettarsi la possibilità di procedere ad indagini in assenza di notizia di reato. Rigetta, Gip Trib. Varese, 17/09/2012

Cassazione penale sez. VI  16 luglio 2013 n. 45206  

 

In tema di equa riparazione per violazione della durata ragionevole del processo penale, fino a quando l'apertura del procedimento e lo svolgimento delle indagini preliminari rimangano effettivamente segreti non può parlarsi di pendenza del processo, trattandosi di una fase assolutamente inidonea ad incidere sulla psiche dell'interessato; è pertanto da escludere che la semplice iscrizione della "notitia criminis" nell'apposito registro di cui all'art. 335 cod. proc. pen., con il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito, valga a segnare, in difetto di conoscenza da parte dell'indagato, l'inizio del processo ai fini del computo della ragionevole durata di esso, ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89. Cassa con rinvio, App. Roma, 29/09/2011

Cassazione civile sez. VI  17 giugno 2013 n. 15131  

 

In tema di notificazioni all'imputato, l'elezione o dichiarazione di domicilio sono valide ed efficaci unicamente nell'ambito del procedimento nel quale sono state effettuate, mentre non spiegano alcun effetto nell'ambito di altri procedimenti, sia pure geneticamente collegati a quello originario. Ne consegue che l'elezione di domicilio, fatta nell'ambito di un procedimento conclusosi con l'archiviazione, non proietta la sua validità nel caso di successiva riapertura delle indagini, la quale dà luogo ad un procedimento formalmente nuovo, come evidenziato dalla necessità di procedere a nuova iscrizione a norma dell'art. 335 c.p.p. Rigetta, App. Firenze, 15/12/2011

Cassazione penale sez. V  13 giugno 2013 n. 28691  

 

La Corte di cassazione qualora verifichi che nel corso del dibattimento, instaurato a seguito di giudizio immediato, siano state utilizzate prove acquisite oltre il termine di 90 giorni dall'iscrizione dell'indagato nel registro di cui all'art. 335 c.p.p. deve annullare senza rinvio la sentenza di primo piano e secondo grado nonché il decreto di giudizio immediato e trasmettere gli atti al p.m. per l'esercizio ordinario dell'azione penale. (Fattispecie in cui era stata utilizzata una prova testimoniale di un minore vittima di violenze sessuali, acquisita in un incidente probatorio svoltosi oltre il termine di 90 giorni). Annulla senza rinvio, App. Bari, 04/05/2012

Cassazione penale sez. III  16 aprile 2013 n. 41777  

 

Qualora il p.m. acquisisca nel corso delle indagini preliminari elementi in ordine ad ulteriori fatti costituenti reato nei confronti della stessa persona già iscritta nel registro di cui all'art. 335 c.p.p., deve procedere a nuova iscrizione ed il termine per le indagini preliminari, previsto dall'art. 405 c.p.p., decorre in modo autonomo per ciascuna successiva iscrizione nell'apposito registro. (Fattispecie relativa a più iscrizioni avvenute in momenti diversi per diverse ipotesi di truffa a compagnie assicuratrici). Rigetta, Trib. Bari, 29/10/2012

Cassazione penale sez. II  22 marzo 2013 n. 29143  



 
Art. precedente Art. successivo
 

 
Vuoi restare aggiornato su questo argomento?
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Google + e Twitter. Iscriviti alla newsletter

 

 

© Riproduzione riservata

 
 
Commenti