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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 336 cod. proc. penale: Querela

1. La querela è proposta mediante dichiarazione nella quale, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, si manifesta la volontà che si proceda in ordine a un fatto previsto dalla legge come reato.


Giurisprudenza annotata

Condizioni di procedibilità

La querela può essere sporta personalmente o a mezzo di procuratore speciale, quest’ultimo deve essere investito nel rispetto delle formalità richieste dall’art. 122 c.p.p., ossia la procura che, a pena di inammissibilità, deve essere rilasciata per atto pubblico o scrittura privata autenticata.

Tribunale Perugia  26 agosto 2014 n. 1457  

 

La manifestazione della volontà di querelarsi può essere ritenuta esistente dal giudice del merito, con accertamento sottratto al sindacato di legittimità se rispondente alle regole della logica e del diritto, indipendentemente dalla qualifica assegnata alla dichiarazione orale dalla polizia giudiziaria che lo ha ricevuto, sempre che l'intenzione di voler perseguire l'autore dei fatti ivi denunciati emerga chiaramente dalla dichiarazione stessa ovvero da altri fatti dimostrativi del medesimo intento. Rigetta, App. Bologna, 17/04/2012

Cassazione penale sez. III  12 febbraio 2014 n. 10254  

 

Ai fini della procedibilità di un furto commesso all'interno di un supermercato, il direttore dell'esercizio è legittimato a proporre querela, anche quando non sia munito dei poteri di rappresentanza del proprietario, in quanto titolare di una posizione di detenzione qualificata della cosa che è compresa nel bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice.

Cassazione penale sez. IV  29 gennaio 2014 n. 8094  

 

La sussistenza della volontà di punizione da parte della persona offesa non richiede formule particolari e può, pertanto, essere riconosciuta dal giudice anche in atti che non contengono la sua esplicita manifestazione, i quali, ove emergano situazioni di incertezza, vanno, comunque, interpretati alla luce del "favor querelae". Ne consegue che la dichiarazione con la quale la persona offesa, all'atto della denuncia, si costituisce o si riserva di costituirsi parte civile deve essere qualificata come valida manifestazione del diritto di querela. (Nella specie la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con la quale il giudice di merito ha ritenuto validamente integrata la sussistenza dell'istanza di punizione nella seguente affermazione "pertanto con la presente denuncia mi costituisco parte civile nel procedimento penale"). (Rigetta, App. Caltanissetta, 03/07/2012 )

Cassazione penale sez. V  06 dicembre 2013 n. 15691  

 

Ai fini della validità della querela, la manifestazione della volontà di punizione è univocamente desumibile dall'espressa qualificazione dell'atto depositato dalla persona offesa come “denuncia-querela”, in quanto assume rilievo decisivo il significato tecnico dell'espressione adoperata.

Cassazione penale sez. V  05 dicembre 2013 n. 1710  

 

La sollecitazione rivolta all'autorità giudiziaria di "voler prendere provvedimenti al più presto", contenuta nella integrazione ad una precedente denuncia, costituisce manifestazione di volontà diretta a richiedere la punizione dell'autore del reato e conferisce quindi all'atto valore di querela. (Dichiara inammissibile, Trib. Pinerolo, 01/03/2012 )

Cassazione penale sez. V  18 ottobre 2013 n. 6333  

 

In tema di presentazione della querela, l'identificazione del querelante può ritenersi avvenuta, allorché l'atto sia formato dinnanzi all'autorità legittimata a riceverlo, con la semplice annotazione delle sue generalità. (Annulla con rinvio, Giud.pace Spezzano Della Sila, 27/09/2012)

Cassazione penale sez. V  02 ottobre 2013 n. 7408  

 

La tardività della querela può essere rilevata in sede di legittimità se risulta dalla sentenza impugnata, ovvero da atti da cui sia desumibile immediatamente ed inequivocabilmente il vizio denunciato, senza necessità di una specifica indagine fattuale che, comportando l'accesso agli atti, non sarebbe consentita al giudice di legittimità. Dichiara inammissibile, App. Firenze, 19/10/2012

Cassazione penale sez. II  09 luglio 2013 n. 32985  

 

La tardività della querela, ai fini della sua rilevabilità in sede di legittimità, deve risultare dalla sentenza impugnata ovvero da atti da cui risulti immediatamente e inequivocabilmente il vizio denunciato, senza necessità di una specifica indagine che, comportando l'accesso agli atti, non è realizzabile dal giudice di legittimità. Rigetta, App. Roma, 08/03/2012

Cassazione penale sez. V  17 ottobre 2012 n. 3214  

 

La riserva di costituzione di parte civile contenuta in atto dallo stesso proponente qualificato come denuncia non vale a rappresentare la chiara e precisa manifestazione della volontà di perseguire l'autore del fatto denunciato che costituisce, al di là delle formule impiegate, uno dei requisiti essenziali di una valida querela.

Cassazione penale sez. fer.  02 agosto 2012 n. 36001  



 
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