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Codice proc. penale agg.  al  4 Mag 2015
 
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Art. 351 cod. proc. penale: Altre sommarie informazioni

1. La polizia giudiziaria assume sommarie informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini. Si applicano le disposizioni del secondo e terzo periodo del comma 1 dell’articolo 362.

1-bis. All’assunzione di informazioni da persona imputata in un procedimento connesso ovvero da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede nel caso previsto dall’articolo 371 comma 2 lettera b), procede un ufficiale di polizia giudiziaria. La persona predetta, se priva del difensore, è avvisata che è assistita da un difensore di ufficio, ma che può nominarne uno di fiducia. Il difensore deve essere tempestivamente avvisato e ha diritto di assistere all’atto.

1‐ter. Nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 572,600, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies, 609-undecies e 612-bis del codice penale, la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell’ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal pubblico ministero.


Giurisprudenza annotata

Altre sommarie informazioni

È inutilizzabile in giudizio la circostanza riferita dal teste, ufficiale di P.G., che questi ha appreso da persone che dovevano essere escusse a sommarie informazioni in quanto informate dei fatti ai sensi degli art. 351 e 357 c.p.p., atteso che gli agenti e gli ufficiali di P.G. non possono rendere testimonianza indiretta sulle dichiarazioni ricevute da persone informate sui fatti anche in caso di mancata verbalizzazione delle stesse, qualora la loro verbalizzazione sia prescritta dalla legge.

Tribunale La Spezia  04 novembre 2014 n. 1107  

 

La violazione dell'art. 351, comma 1 ter, c.p.p. non determina la nullità delle dichiarazioni assunte dalla polizia giudiziaria senza l'ausilio dell'esperto in psicologia o in psichiatria infantile, in quanto detta sanzione processuale non è stata espressamente prevista dalla legge. L'inosservanza di tale prescrizione determina invece una responsabilità disciplinare ex art. 124 c.p.p. e può comportare ripercussioni negative sull'attendibilità delle dichiarazioni stesse.

Cassazione penale sez. III  10 dicembre 2013 n. 3651

 

L'inosservanza della disposizione di cui all'art. 351, comma 1 ter, c.p.p., secondo cui, nei procedimenti relativi a determinati delitti, la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal p.m., non comporta la nullità delle dichiarazioni assunte, ma può assumere rilievo ai fini di una responsabilità disciplinare e può incidere sulla valutazione di attendibilità dei contenuti dichiarativi. (Rigetta, Trib. lib. Trieste, 18/07/2013 )

Cassazione penale sez. III  10 dicembre 2013 n. 3651  

 

Integra il reato di favoreggiamento personale la condotta omissiva di colui che si rifiuti di rendere dichiarazioni e di fornire indicazioni alla polizia giudiziaria, in violazione dell'obbligo di rispondere secondo verità desumibile dagli art. 351, 362 comma 1, e 198 c.p.p.

Cassazione penale sez. VI  11 luglio 2013 n. 30349  

 

La testimonianza indiretta degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria è sempre preclusa in riferimento al contenuto delle dichiarazioni acquisite da testimoni con le modalità di cui agli art. 351 e 357 c.p.p., mentre è invece ammessa quando concerne dichiarazioni che non sono tecnicamente "ricevute" dall'ufficiale o agente di polizia giudiziaria, in quanto non a lui dirette, ma percepite al di fuori di uno specifico contesto procedimentale di acquisizione e, dunque, al di fuori di un dialogo tra teste e ufficiale o agente di polizia giudiziaria, ciascuno nella propria qualità. (Fattispecie di dichiarazioni rese spontaneamente ai militari operanti nel corso dell'esecuzione di un fermo e, pertanto, nel contesto di un'attività di polizia giudiziaria non finalizzata all'assunzione di una prova dichiarativa).

Cassazione penale sez. VI  11 aprile 2013 n. 17138  

 

L’assunzione di sommarie informazioni da un minore in un procedimento per i reati elencati dall’art. 351 comma 1 ter c.p.p. non richiede obbligatoriamente l’assistenza di un esperto in psicologia e psichiatria infantile, non essendo questa imposta dalla legge, né prevista a pena di inutilizzabilità. La presenza dell’esperto è piuttosto cautela rimessa alla valutazione della polizia giudiziaria e del p.m., ai fini del giudizio di attendibilità e genuinità delle dichiarazioni del minore.

Cassazione penale sez. IV  12 marzo 2013 n. 16981

 

Il disposto del nuovo comma 1 ter dell'art. 351 c.p.p., in base al quale "nei procedimenti per i delitti previsti dagli art. 600, 600 bis, 600 ter, 600 quater, 600 quinquies, 601, 602, 609 bis, 609 quater, 609 quinquies, 609 octies e 609 undecies c.p., la polizia giudiziaria, quando deve assumere sommarie informazioni da persone minori, si avvale dell'ausilio di un esperto in psicologia o in psichiatria infantile, nominato dal p.m.", non introduce alcun obbligo di escussione del minore alla presenza dell'esperto, sanzionato, per il caso di inosservanza, a pena di inutilizzabilità.

Cassazione penale sez. IV  12 marzo 2013 n. 16981  

 

L'assunzione di informazioni da persona indagata in reato connesso o collegato ai sensi dell'art. 371, comma 2, lett. b), c.p.p da parte di un ufficiale di polizia giudiziaria, a norma dell'art. 351, comma 2, c.p.p., nonostante l'asimmetria che emerge dal raffronto testuale con l'art. 363 c.p.p., che prevede lo stesso atto allorquando venga svolto dal p.m., soggiace alle stesse regole, onde anche in tale evenienza, l'atto deve essere preceduto, a pena d'inutilizzabilità delle dichiarazioni comunque rese, dagli avvisi di cui all'art. 64 c.p.p. (Da queste premesse, rilevando la mancanza degli avvisi, la Corte ha ritenuto inutilizzabili le dichiarazioni accusatorie rese alla polizia giudiziaria, da soggetti raggiunti da elementi indiziari per il reato di ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cui all'art. 10 bis d.lg. n. 286 del 1998, nei confronti dell'indagato, chiamato a rispondere di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina proprio nei confronti dei dichiaranti).

Cassazione penale sez. I  10 maggio 2012 n. 22643  

 

Gli appartenenti alla polizia giudiziaria possono legittimamente deporre sul contenuto delle dichiarazioni loro rese oralmente dalle persone offese di un delitto e riportate in sintesi nelle annotazioni che corredano la notizia di reato, non ostandovi né il disposto di cui all'art. 195, comma 4, c.p.p., relativo soltanto alle dichiarazioni acquisite con le modalità di cui agli art. 351 e 357, comma 2, lett. a) e b), c.p.p., né quello di cui all'art. 197, lett. d), c.p.p., non rientrando tra gli "ausiliari" del giudice o del p.m., cui si riferisce detta ultima norma, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria in relazione all'attività da essi compiuta nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Cassazione penale sez. II  22 settembre 2011 n. 36483  



 
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